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Esteri
Ucraina, alta tensione. La tregua è fragile

La tregua nell'Ucraina dell'est è scattata a mezzanotte (le 23 di ieri in Italia), ma le armi non hanno cessato subito di sparare. Anzi, hanno ucciso ancora: due civili sono morti in un attacco di artiglieria a Popasnoe, nella regione ucraina di Lugansk, poco dopo l'entrata in vigore del cessate-il-fuoco. Nel giro di qualche ora, poi, le armi hanno sostanzialmente taciuto. E' una situazione fragile, commenta il ministro degli esteri francese Laurent Fabius, ma la tregua sta venendo rispettata "globalmente". "Non è facile - ha detto il responsabile della diplomazia francese - passare da una situazione di conflitto aperto a una situazione di cessate il fuoco", ma ha aggiunto, "le cose vanno nel verso giusto", anche se bisogna continuare a stare in allerta. Insomma, la tregua sembra tenere. Gli osservatori ritengono che le prossime 48 ore saranno cruciali per la sua tenuta, concordata giovedì scorso nel vertice di Minsk, seguito tra venerdì e sabato da intensi combattimenti costati la vita a decine di persone.
 
Cremlino, accordi da rispettare "senza condizioni". Il pacchetto di misure che delineano il cessate-il-fuoco in Ucraina orientale deve essere "osservato incondizionatamente", ha detto Dmitry Peskov, il portavoce del presidente russo Vladimir Putin. Le sue parole la risposta alla dichiarazione di un comandante delle milizie separatiste secondo cui, nonostante la tregua che ha preso il via a mezzanotte, i ribelli hanno il diritto di sparare sulla città di Debaltsevo, lo strategico nodo ferroviario da settimane conteso tra le due parti, rivendicata come "nostro territorio". "Tutte le conseguenze delle azioni sono state menzionate nel pacchetto di misure per l'attuazione dell'accordo di Minsk", ha puntualizzato Peskov. "Tutti questi termini devono essere osservai incondizionatamente".

Accuse reciproche.  Poco dopo la mezzanotte - ha annunciato Guennadi Moskal, governatore filo-Kiev della regione di Lugansk - a Popasnoe una casa è stata colpita da lanciarazzi e due persone, "un uomo di 87 anni e una donna di 69" sono morti. Il paesino si trova vicino a Debaltseve teatro di violenti scontri negli ultimi giorni. Secondo alcune fonti, il fuoco di artiglieria continua ancora stamattina nella stessa zona. "Alle 9.30 di oggi - aggiunge - si continuano a sentire colpi nella zona, dove sembra si stiano registrando ostilità". Dal canto suo, il responsabile del ministero della Difesa della Repubblica popolare di Donetsk, Eduard Basurin, informa che nelle zone controllate dalle milizie nella regione la tregua sta venendo rispettata, "anche se a Debaltseve ci sono colpi di artiglieria contro le nostre postazioni", e le milizie separatiste "si sono viste obbligate ad ad aprire il fuoco in risposta". Si spara, aggiunge Basurin, "anche contro Uglegorsk". Nel resto delle zone controllate dai ribelli, aggiunge, la situazione è "tranquilla".

Tra 48 ore ritiro armi pesanti. Kiev sta preparando i luoghi dove ritirare le armi pesanti dalla linea del conflitto, operazione che secondo gli accordi di Minsk-2 deve cominciare dopodomani, ha annunciato il portavoce militare ucraino Andrii Lisenko. Anche il ministero della difesa dell'autoproclamata repubblica di Donetsk ha reso noto che sta iniziando a preparare un piano per l'arretramento degli armamenti pesanti, nonché per lo scambio di prigionieri.

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