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Ue allo scoperto: “Cherosene?Rischiamo una crisi di approvvigionamento”

Bruxelles adesso non nasconde più il problema. Vacanze estive a rischio

Ue allo scoperto: “Cherosene?Rischiamo una crisi di approvvigionamento”
aeroporto, voli cancellati

Adesso non è più un’ipotesi, ma la situazione si fa davvero preoccupante. L’Ue ha deciso di uscire allo scoperto per la prima volta e spiegare come stanno veramente le cose in merito alla crisi causata dal blocco di Hormuz. Il focus di Bruxelles si concentra sul cherosene. “Non siamo ancora a una crisi di approvvigionamento, ma potrebbe succedere“, ha avvertito il commissario europeo per l’Energia, Dan Jorgensen. Per monitorare la situazione, è stato recentemente istituito un osservatorio sul cherosene, volto a colmare la mancanza di dati dettagliati sulle riserve dei 27 Stati membri.

L’Unione Europea si prepara ad affrontare l’estate con l’incognita forniture per il settore aereo. Nonostante Bruxelles e i governi nazionali, tra cui quello francese, continuino a rassicurare sull’assenza di carenze immediate di cherosene, la chiusura dello Stretto di Hormuz — da cui transitava il 20% del carburante consumato in Europa — e la guerra in Medio Oriente hanno innescato un’impennata dei prezzi e timori per i mesi a venire.

L’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) presenterà oggi le proprie raccomandazioni sull’eventuale utilizzo del Jet A, un cherosene di produzione statunitense attualmente non distribuito nel Vecchio Continente per motivi tecnici. Parallelamente, la Commissione Europea illustrerà misure per ottimizzare l’uso del carburante, intervenendo sul rifornimento degli aeromobili e sulla gestione degli slot aerei.

Sebbene la legge imponga scorte strategiche di prodotti petroliferi per 90 giorni, la normativa non distingue tra i diversi tipi di idrocarburi, lasciando Paesi come l’Irlanda più esposti rispetto ad altri, come la Finlandia, dotati di maggiore capacità di raffinazione. Nel frattempo, diverse compagnie aeree, in particolare i vettori low-cost, hanno già iniziato a cancellare voli a causa dell’aumento dei costi, sollevando il sospetto tra i funzionari europei che la crisi possa essere utilizzata come pretesto per eliminare le rotte meno redditizie.