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Ue-Australia: von der Leyen a Sydney per siglare il patto di libero scambio e diversificare i mercati contro l’egemonia cinese

Un affare da 4 miliardi per diversificare i mercati e sfidare i dazi globali, nonostante il nodo delle concessioni agricole

Ue-Australia: von der Leyen a Sydney per siglare il patto di libero scambio e diversificare i mercati contro l’egemonia cinese
Ursula von der Leyen

Accordo UE-Australia al bivio: il nodo della carne bovina frena l’intesa di libero scambio

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è giunta oggi in Australia per una visita di tre giorni con l’obiettivo di concludere un accordo di libero scambio, malgrado le proteste degli agricoltori europei, già scontenti per l’intesa con il Mercosur.

“Questo accordo eliminerà i dazi doganali sulla maggior parte degli scambi commerciali tra l’Ue e l’Australia e potrebbe incrementare il Pil europeo di 4 miliardi di euro entro il 2030″, ha annunciato la presidente della Commissione in un articolo di opinione pubblicato su diversi quotidiani europei, tra cui Ouest-France. 

Ursula von der Leyen ha evidenziato il peso strategico dell’Australia nel settore delle materie prime critiche, con particolare riferimento al litio, indispensabile per la fabbricazione delle batterie destinate ai veicoli elettrici, oltre che ad altri impieghi industriali. La presidente della Commissione europea, tuttavia, non è entrata nel merito dei prodotti agricoli — come carne bovina, ovina e zucchero — che rappresentano il nodo principale della disputa tra Bruxelles e Canberra in relazione all’intesa commerciale.

Nella sua missione è accompagnata dal commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, un segnale che alimenta le aspettative su un possibile esito positivo dei negoziati per un accordo di libero scambio. Dopo l’arrivo a Sydney, la presidente si sposterà a Canberra, dove incontrerà il primo ministro Anthony Albanese e terrà un intervento davanti al Parlamento.

Partenariato e diversificazione commerciale

L’Unione europea rappresenta il terzo partner commerciale bilaterale dell’Australia nonché la seconda principale fonte di investimenti esteri. Le parti sono chiamate soprattutto a colmare le divergenze sull’accesso al mercato europeo per le carni bovine e ovine australiane, uno dei punti più critici e controversi del negoziato.

L’Australia ha già manifestato la propria disponibilità a eliminare un dazio sulle automobili di lusso europee, in cambio di un miglior accesso al settore agricolo dell’Unione europea. La Cina rappresenta il principale mercato per le esportazioni australiane, mentre gli Stati Uniti costituiscono la principale fonte di investimenti esteri.

Negli ultimi anni, tuttavia, Canberra ha intensificato gli sforzi per diversificare i propri sbocchi commerciali, a seguito di una controversia con Cina nel 2020 che ha paralizzato le esportazioni verso il colosso asiatico per diversi anni.

Il ministro australiano del Commercio, Don Farrell, ha annunciato la scorsa settimana a Sky News Australia che un’ intesa con l’Unione europea potrebbe far risparmiare all’Australia circa 10 miliardi di dollari australiani (6,1 miliardi di euro) in termini di scambi commerciali. “Potrebbero diventare il nostro secondo partner commerciale se riuscissimo a finalizzare l’accordo; dobbiamo solo superare questi ultimi ostacoli”, ha aggiunto Farrell.

L’impasse agricola e le nuove strategie di mercato

Nelle ultime settimane, le trattative sulle quote di esenzione doganale per l’importazione di carne bovina australiana hanno subito una battuta d’arresto. Bruxelles non era intenzionata a eccedere le 30mila tonnellate, a fronte di una richiesta di Canberra pari a 40mila unità annue. L’UE punta a scongiurare nuove proteste nel settore agricolo, già in fermento dopo la firma del trattato commerciale di metà gennaio con il blocco del Mercosur.

La Copa-Cogeca, portavoce delle maggiori confederazioni agricole europee, ha espresso forti riserve sul dialogo con l’Australia. Relativamente a carne bovina, ovina e zucchero, “la concessione di agevolazioni sproporzionate rischia di danneggiare gli agricoltori europei, distorcere i mercati e indebolire il consolidato impegno dell’Ue per elevati standard produttivi”, ha ammonito l’associazione in una nota. “L’agricoltura non può essere, ancora una volta, usata come merce di scambio a vantaggio di altri settori”, ha rimarcato il suo presidente, Massimiliano Giansanti.

Per arginare l’agguerrita competizione cinese e i dazi imposti da Washington, l’Unione sta portando avanti una strategia di differenziazione dei propri partner commerciali. Oltre all’intesa con i Paesi latinoamericani, von der Leyen ha siglato a fine gennaio un patto con l’India. Durante i vertici australiani, la leader europea discuterà inoltre del conflitto in Medio Oriente e del rincaro del greggio. In Australia, nazione estremamente vincolata alle forniture estere di combustibile, i costi alla pompa hanno subito un raddoppio mediatico.

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