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Esteri
UK, manca la benzina i soldati fanno i camionisti

La carenza di carburante nel Regno Unito, dovuta alla mancanza di camionisti con il visto  adeguato alle nuove regole della Brexit, ha accellerato le mosse del Governo per superare il grave problema. E mentre Boris Johnson ha chiesto di velocizzare al massimo il rilascio dei visti ai camionisti comunitari, 200 soldati britannici sono stati comandati a guidare, da domani, le autocisterne e dare il carburante alle stazioni di servizio.

Downing Street ha capito di essere entrata in un terreno pericoloso ed allora ha annunciato di aver prorogato tanti permessi di lavoro temporanei e dato il via libera a 5000 permessi. Inoltre la pressione del settore dei trasporti ha costretto il Governo ad aumentare la durata dei visti.

La Brexit ha portato ad un forte restringimento delle regole per i lavoratori europei. Adesso non solo  non hanno più libertà di movimento ma sono costretti al sistema punti riservato, fino ad ora, solo agli immigrati.

Con la pandemia da Coronavirus, tantissimi cittadini europei hanno lasciato il Regno Unito, per carenza estrema di posti di lavoro, e sono tornati ai loro paesi di origine .

La maggioranza poi, viste le difficoltà di accedere ai visti, ha deciso di non tornare più.

Boris Johnson e i suoi ministri hanno cercato di convincere i britannici che la crisi, innescata da una reazione di panico di molti cittadini, si stava già attenuando e che le riserve di benzina alle stazioni stavano cominciando a stabilizzarsi.

I dati però sembrano raccontare un’altra storia. Alla fine di venerdì, la capacità media dei serbatoi di rifornimento nelle stazioni di servizio era del 26%, secondo la Petrol Station Association of the United Kingdom.

Quasi 20 punti percentuali meno rispetto al solito 45% di questo periodo dell'anno.

File interminabili di veicoli ridotte ma solo dopo lunghe ore.

La più importante associazione dei distributori di benzina ha confermato che, alla fine di venerdì scorso, solo uno su quattro dei suoi esercizi era stato chiuso. L'associazione rappresenta circa 5.000 degli oltre 8.300 distributori di benzina sparsi in tutto il Regno Unito.

I leggeri miglioramenti dell'offerta a fine settimana sono stati però a macchia di leopardo.

La Scozia e il nord dell'Inghilterra hanno presentato una situazione relativamente normale durante la crisi, ma a Londra, e nel sud-ovest dell'Inghilterra, la situazione è rimasta grave.

Tuttavia, il governo britannico fino ad ora non ha ceduto a dare priorità di rifornimento a categorie di lavoratori considerati essenziali come medici, infermieri o insegnanti.

Secondo il Governo inglese il problema è nato solo da una reazione nervosa dei consumatori, ma la benzina c’è ed in abbondanza.

Ed allora il team di comunicazione di Johnson sta diffondendo a piene mani parole tranquillizzanti cancellando dal vocabolario i termini come “panico” che fino ad ora scivolava su tanta parte della terra inglese e sui preoccupati sudditi della Regina.

 

 

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