Trump e il threesome con i figli, parla lo psichiatra: “Nessun rischio psicopatologico. In lui solo ironia”
“Non è possibile affermare che sussistano elementi di rischio psicopatologico tali da far considerare ‘matto‘, o affetto da chissà quali parafilie, o peggio perversioni sommerse, l’autore di una tale isolata affermazione”. Con queste parole lo psichiatra e sessuologo clinico e forense, Matteo Villanova, commenta ad Affaritaliani la battuta a sfondo sessuale pronunciata da Donald Trump durante una cerimonia istituzionale, davanti ai suoi due figli seduti in platea.
Secondo Villanova, la frase va inquadrata più come un’uscita ironica che come un segnale d’allarme: “Credo che la frase possa rientrare nel contesto di un clima emotivo-relazionale di tono ironico, rivolto a sdrammatizzare l’utilizzo massiccio che il mondo dei social media fa della dimensione sessuofobica, che diventa sessuomanica con possibili estremismi, sempre potenzialmente utilizzabili alla bisogna secondo chi ne vuole fruire dell’effetto di ricaduta mediatica, in uno scenario politicamente rivolto a creare o demolire consensi e a orientare preferenze e quotazioni economiche”, spiega l’esperto. Lo psicologo, che dice di seguire da quasi 40 anni, per cura o perizia penale, pazienti e autori di reati sessuali gravissimi – cita ad esempio il caso Giandavide De Pau, seguito come consulente per il pubblico ministero – assicura che un’eventuale psicopatia sessuale presenterebbe “ben altri elementi, di espressione sistemica e di ordine emotivo-affettivo-relazionale globale”.
Cosa è successo
Il commento di Villanova arriva dopo la battuta pronunciata da Trump mercoledì all’inaugurazione della Theodore Roosevelt Presidential Library a Medora, in North Dakota. Durante il discorso, il presidente ha spaziato dalla Corte Suprema allo ius soli – che secondo lui sarebbe stato pensato per “i figli delle persone ridotte in schiavitù” – fino ai rapporti con la Cina. Parlando poi delle Medal of Honor ricevute da Theodore Roosevelt e dal figlio Theodore Roosevelt Jr., ha guardato verso Donald Trump Jr. ed Eric Trump, seduti in platea, e ha scherzato sull’idea di assegnarne una a sé stesso e una a loro: “Penso che ne darò una a me stesso, una a loro, e faremo un threesome”. La battuta ha suscitato risate in sala, ma il doppio senso ha finito per oscurare il registro solenne della cerimonia. La biblioteca dedicata al 26esimo presidente degli Stati Uniti aprirà al pubblico il 4 luglio 2026, nel weekend del 250esimo anniversario dell’indipendenza americana.

