Usa, Alex Pretti si scontrò con l’Ice undici giorni prima di morire. Sospesi gli agenti che gli hanno sparato - Affaritaliani.it

Esteri

Ultimo aggiornamento: 13:15

Usa, Alex Pretti si scontrò con l’Ice undici giorni prima di morire. Sospesi gli agenti che gli hanno sparato

I Democratici al Senato hanno fissato le loro condizioni per l'approvazione del pacchetto di spesa federale necessario a scongiurare lo shutdown

di Arianna Conti

Ucciso dall’ICE a Minneapolis: emergono nuovi video di uno scontro 11 giorni prima

Alex Pretti ha perso la vita il 24 gennaio a Minneapolis, ucciso da dieci colpi di pistola esplosi dagli agenti dell’ICE. Secondo quanto riportato recentemente dalla CNN, undici giorni prima del decesso la vittima aveva già avuto un alterco con i federali: un video mostrerebbe infatti l’infermiere 37enne urlare contro di loro per alcuni istanti. Nel frattempo, un alto funzionario del Dipartimento per la Sicurezza Interna ha reso noto che gli agenti coinvolti nel conflitto a fuoco sono stati sospesi dal servizio al fine di consentire lo svolgimento delle indagini interne.

Nel clima di tensione alimentato dai disordini in Minnesota – teatro ieri dell’aggressione alla deputata di origini somale Ilhan Omar, colpita da un 55enne con una siringa contenente una sostanza nauseabonda – agli agenti dell’ICE è stato imposto di non interagire con eventuali "agitatori" durante le operazioni migratorie disposte dall'amministrazione Trump.

Le nuove direttive, documentate da Reuters, forniscono il quadro più esaustivo delineato finora sulla trasformazione delle attività sul campo, stabilendo inoltre che l'azione degli agenti debba concentrarsi esclusivamente sui migranti con carichi pendenti o condanne penali. “Non comunicare con gli agitatori”, si legge in un’e-mail resa pubblica da un alto funzionario dell’Ice. 

“Non serve a altro che a fomentare la situazione. Nessuno convincerà l’altro. L’unica comunicazione dovrebbe essere quella degli ufficiali che impartiscono ordini“. Sollecitato da una richiesta di commento, un portavoce dell'amministrazione ha fatto sapere che: “Sono in corso discussioni su come condurre le operazioni in Minnesota nel modo più efficace. Nessuna direttiva dovrebbe essere considerata definitiva finché non sarà ufficialmente emanata”.

Nel frattempo, i Democratici al Senato, determinati a bloccare i fondi destinati all’ICE, hanno fissato i propri paletti per l'approvazione del pacchetto di spesa federale necessario a scongiurare lo shutdown previsto per venerdì. La compagine Dem esige un ammorbidimento delle politiche repressive sull'immigrazione irregolare attuate dall'amministrazione Trump in Minnesota. Tra le istanze principali figurano l'obbligo per gli agenti federali di operare a volto scoperto e muniti di bodycam, oltre alla cessazione dei rastrellamenti indiscriminati nelle città.

I senatori chiedono inoltre che i funzionari dell'ICE si attengano ai protocolli standard delle forze di polizia sull’uso della forza e che provvedano sempre a identificarsi durante il servizio. “Tutto ciò non ha nulla a che fare con la sicurezza dei confini o la legalità; è il caos, generato dai vertici e percepito chiaramente nelle nostre comunità”, ha affermato la senatrice Schumer (Dem) nel presentare le proprie rivendicazioni.

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