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Usa, il presidente “in vendita”: così la criptovaluta di Trump ha aperto la Casa Bianca agli stranieri

Il token personale del presidente avrebbe garantito accesso diretto ai grandi investitori, con dubbi su fondi stranieri, anonimato e conflitto d’interessi

Usa, il presidente “in vendita”: così la criptovaluta di Trump ha aperto la Casa Bianca agli stranieri

Tra i grandi acquirenti anche Justin Sun, già nel mirino della Sec per frode finanziaria

Dal nostro inviato da Washington – Il sistema di finanziamento politico negli Stati Uniti è estremamente complesso e lontano dal modo in cui, in Italia, siamo abituati a percepire le campagne elettorali e l’arricchimento della politica. Ogni anno, soprattutto in prossimità delle elezioni di metà mandato e delle presidenziali, miliardi di dollari vengono donati da privati ai maggior politici statunitensi, che devono però rispondere ad una serie di leggi abbastanza contorte su chi può finanziare. Ora, immaginate di poter acquistare un accesso privato al presidente degli Stati Uniti, aggirando qualsiasi legge sul finanziamento elettorale, in forma anonima, da qualsiasi paese del mondo. Non è fantascienza: è quello che è accaduto il 22 maggio 2025 in un campo da golf della Virginia. Quella sera, Donald Trump ha cenato con i 220 maggiori investitori nel suo meme coin personale, il $TRUMP, una criptovaluta senza alcun valore sottostante, lanciata tre giorni prima del suo insediamento. Per aggiudicarsi un posto a tavola, i partecipanti hanno speso collettivamente milioni di dollari in token. I 25 maggiori acquirenti hanno infine avuto diritto anche a un ricevimento privato con il presidente e a un tour esclusivo della Casa Bianca.

Il posto d’onore alla cena era occupato da Justin Sun, fondatore della piattaforma blockchain Tron e cittadino cinese, che deteneva circa 18 milioni di dollari in $TRUMP, il portafoglio più grande in assoluto. Sun non era nuovo all’ecosistema Trump: tra l’elezione e l’insediamento di Trump, aveva investito 75 milioni di dollari in World Liberty Financial, l’altra impresa crypto della famiglia Trump. Il dettaglio più imbarazzante: dal 2023 Sun era sotto processo civile da parte della Sec, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori, per manipolazione fraudolenta dei mercati. Quella causa è stata sospesa dall’amministrazione Trump dopo il suo investimento da 30 milioni di dollari nei progetti crypto presidenziali. In altri termini: un cittadino straniero accusato di frode finanziaria ha investito decine di milioni nei business del presidente, e l’accusa federale a suo carico è stata messa in pausa.

La Costituzione americana vieta esplicitamente al presidente di ricevere denaro da governi stranieri senza approvazione del Congresso. Ma il meme coin aggira questa norma con eleganza brutale: un’analisi della Washington Post ha trovato 28 “ghost wallet” non tracciabili tra i maggiori acquirenti. Circa la metà dei 220 ospiti della cena aveva ricevuto i token da exchange che rifiutano clienti americani, segnale quasi certo di acquirenti stranieri. Secondo le elaborazioni del deputato Jamie Raskin, il 73% degli invitati era con ogni probabilità cittadino straniero. Un’analisi di Bloomberg ha confermato che 19 dei 25 ospiti VIP erano verosimilmente stranieri. Tra di loro, potenzialmente, diplomatici, oligarchi, rappresentanti di governi avversari, tutti in grado di acquistare accesso diretto al presidente in forma anonima e senza alcun limite legale.

Lo schema funziona così: Trump lancia il token, il valore sale per effetto mediatico, i piccoli investitori comprano sperando di arricchirsi, gli insider vendono. Alla fine, circa 764.000 piccoli portafogli, in larga parte sostenitori di Trump, hanno perso denaro, mentre 58 wallet d’élite hanno incassato oltre un miliardo di dollari complessivi. Nei soli quattro mesi successivi al lancio, i coin hanno generato 320 milioni di dollari, la maggior parte diretta a entità legate a Trump, più del doppio degli incassi dell’hotel di Washington nei quattro anni del primo mandato. A differenza dei donatori politici tradizionali o dei lobbisti, i compratori di meme coin possono farlo in forma completamente anonima. I senatori Elizabeth Warren e Adam Schiff hanno chiesto all’Ufficio etico del governo federale di indagare per violazione delle norme anti-conflitto d’interesse. Con la Casa Bianca, il Senato e la Camera controllati dai repubblicani e con il direttore dell’ufficio etico nominato dallo stesso Trump, la lettera è rimasta senza risposta. Trentacinque deputati democratici hanno chiesto al Dipartimento di Giustizia di aprire un’indagine per corruzione e violazione della clausola degli emolumenti. Il deputato Jamie Raskin ha chiesto formalmente la pubblicazione della lista degli ospiti della cena e l’origine dei fondi usati per acquistare i token. La Casa Bianca non ha risposto. Nel frattempo, il valore del $TRUMP è crollato di oltre il 90% dai massimi con le perdite scaricate, come sempre, sui piccoli risparmiatori.

Nuovamente, l’amministrazione Trump sta riscrivendo il modo di far politica negli Stati Uniti, nel bene e nel male. Il caso del $TRUMP rappresenta un precedente senza eguali nella storia recente poiché, per la prima volta, uno strumento finanziario altamente speculativo e difficilmente tracciabile è stato utilizzato come canale diretto di accesso al presidente in carica. La domanda che tutti si chiedono a Washington è una sola: se lo stesso presidente si arricchisce tramite meme coin e crypto, chi può garantire la trasparenza ai massimi livelli della politica mondiale?

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