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La forza della partnership tra Roma e Washington. Ma anche il ruolo cruciale dell'Italia, a pochi giorni dalle elezioni, in un'Europa che sta tentando di risollevarsi dalla crisi. Sono alcuni dei temi affrontati nello Studio Ovale, dove Giorgio Napolitano ha incontrato Barack Obama. "L'Italia ha fatto grandi progressi in questi 14 mesi - ha spiegato il presidente italiano all'inizio dell'incontro - con la comprensione e l'aiuto di forze politiche diverse, e questi progressi possono e devono continuare". Obama ha ricambiato con parole di stima, definendo Napolitano "un leader lungimirante ('visionary' in inglese) e straordinario per l'Italia e l'Unione europea", oltre che un "grande amico personale".

E' la terza volta che l' "Amico Giorgio" varca la soglia della Casa Bianca in veste di Capo dello Stato. A ridosso della scadenza del suo settennato, anche questo è un incontro marcato da quella stima e dal "calore personale" che hanno caratterizzato, secondo fonti del Quirinale, i colloqui tenuti ieri con la leader democratica Nancy Pelosi e con il vicepresidente Usa Joe Biden. Non a caso il presidente Usa ha scherzato sul fatto che la visita del capo del Quirinale sia capitata proprio a San Valentino: "E' assolutamente appropriato il suo arrivo nel giorno di San Valentino perchè mi dà l'occasione di manifestarle il mio affetto: per lei e per il popolo italiano", ha detto Obama, sottolineando l'intenzione di voler tornare in Italia sollecitato anche "dalle mie figlie,  Malia e Sasha".

Barack Obama ha chiesto informazioni sulle elezioni e la formazione del governo italiano, senza offrire possibili soluzioni ("non ha nominato nessuno- ha poi fatto sapere Napolitano - è stato assolutamente impeccabile") e ha ringraziato il nostro Paese "per l'enorme contributo dato alle missioni internazionali" come l'essenziale aiuto fornito in Afghanistan. Parlando della situazione politica in Italia, il Capo dello Stato ha ribadito di rispettare la "scelta personale di Monti di candidarsi alle elezioni" e ha bollato come "deplorevole" che chi ha sostenuto il premier "ora lo liquidi". Ha poi sottolineato che per lui "c'è ancora un pezzo di strada in salita", rappresentanto dalle consultazioni per il futuro esecutivo. E ha messo in luce come si sia "data priorità al risanamento finanziario essendo arrivati sull'orlo del disastro, di un vero e proprio collasso finanziario" nel 2011. Ma il presidente Usa lo ha rassicurato: "Non c'è un rischio Grecia per l'Italia".

Durante l'incontro bilaterale è poi emerso, secondo Napolitano, "un comune senso di fiducia sul futuro dell'Italia" ed è stato anche ribadito "un impegno comune sul fronte della pace globale, della democrazia e del rispetto dei diritti umani".

Tra gli altri temi affrontati, anche la creazione di un'area di libero scambio tra Stati Uniti e Unione europea per cui sono stati avviati i negoziati, fatto che, secondo il presidente italiano "può rappresentare un passaggio storico sul piano economico, ma anche morale". "Questo accordo transatlantico deve essere realizzato e può rappresentare un contributo rilevante per lo sviluppo", ha aggiunto Napolitano. Il tema delle dimissioni del Papa, invece, non è stato affrontato.

Più tardi, nella conferenza stampa successiva all'incontro, Napolitano ha spiegato di non aver parlato di Finmecanica con il presidente Usa, ma ammesso di essere preoccupato "per l'eventualità di una nuova tangentopoli". Ma aspetta di vedere l'esito delle indagini: "La magistratura deve verificare se dietro queste transazioni internazionali ci sia qualcosa sottoforma di riserva occulta o tangenti".

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