Gli Stati Uniti aumentano la pressione sull’Avana con nuove sanzioni a dirigenti e aziende
Il responsabile della diplomazia statunitense Marco Rubio ha reso noto un nuovo pacchetto di misure punitive rivolto a figure ed enti dell’isola caribica, nel solco del rafforzamento della linea dura promossa dalla Casa Bianca contro il governo dell’Avana. I provvedimenti odierni colpiscono in particolare la dirigenza dell’Istituto cubano di amicizia con i popoli (Icap), organismo che secondo Washington impiegherebbe i programmi di scambio culturale ed educativo per “identificare, reclutare e radicalizzare elementi sovversivi”.
“L’amministrazione Trump non resterà a guardare mentre una potenza straniera ostile cerca di sfruttare le nostre libertà ingannando e corrompendo cittadini americani con menzogne, tecniche di spionaggio e altre condotte illecite, nell’ambito della missione del regime di esportare nel mondo marxismo, risentimento razziale e violenza comunista”, ha dichiarato Rubio in una nota.
L’Icap era già stato oggetto di restrizioni a giugno. I provvedimenti sanciti in questa fase raggiungono vertici specifici dell’ente: il presidente Fernando Gonzalez Llort, la prima vicepresidente Noemi Ramona Rabaza Fernandez e la responsabile per la divisione nordamericana Leima Martinez Freire.
“Solo pochi giorni fa, il regime ha tentato di sfruttare il centesimo anniversario della nascita del leader comunista e despota Fidel Castro per rilanciare questa rete sovversiva, accompagnando una nuova brigata di simpatizzanti internazionali all’Avana per creare collegamenti con esponenti del regime”, ha dichiarato Rubio.
La stretta economica ed esecutiva coinvolge anche quattro imprese operative nel comparto metallurgico ed estrattivo riconducibili all’apparato statale dell’isola, oltre a tre compagnie impegnate nel commercio estero e nelle spedizioni di mezzi di trasporto, macchinari industriali, beni per la casa e materiali per l’edilizia.

