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Esteri
Usa, possibile visita di Raul Castro. 2016: possibile fine embargo

Il leader cubano Raul Castro potrebbe presto fare visita a Barack Obama. L'ipotesi è stata confermata dal portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, che non esclude un possibile incontro tra i due capi di Stato all'indomani del "disgelo" confermato sia da Washington sia da L'Avana. L'obiettivo di Obama è porre fine all'embargo entro il termine del suo secondo mandato, nel 2016.

Ieri, in una giornata storica, Barack Obama ha aperto un "nuovo capitolo" nei rapporti tra i due Paesi, ammettendo che "cinquant'anni di isolazionismo non hanno portato a nulla" e che "l'embargo ha fallito". Il disgelo e' cominciato con uno scambio di prigionieri e proseguira' nei prossimi mesi con la riapertura delle ambasciate a L'Avana e a Washington.

Sono tornati negli Stati Uniti Alan Gross e un agente cubano della Cia che era stato condannato a 20 anni di carcere. In cambio, gli Usa hanno rilasciato tre 007 dell'Avana: Gerardo Hernandez, Ramon Labanino e Antonio Guerrero. "Metteremo fine a un approccio ormai vecchio che per decenni ha fallito", ha affermato Obama. "Attraverso questi cambiamenti, vogliamo creare piu' opportunita' per il popolo americano e per quello cubano e avviare un nuovo capitolo nelle relazioni tra i Paesi delle Americhe", perche' "todos somos americanos" ("siamo tutti americani"), ha concluso Obama in spagnolo. Obama e Castro erano virtualmente fianco a fianco in diretta sulle tv di tutto il mondo. Entrambi hanno ringraziato il Vaticano e in particolare Papa Francesco per il sostegno diretto dato ai negoziati. Il Pontefice ha espresso "vivo compiacimento", ha affermato il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi, confermando che "nel corso degli ultimi mesi, il Santo Padre ha scritto a Raul Castro e a Barack Obama, per invitarli a risolvere questioni umanitarie d'interesse comune, tra le quali la situazione di alcuni detenuti, al fine di avviare una nuova fase nei rapporti tra le due parti".

E successivamente "la Santa Sede, accogliendo in Vaticano, nello scorso mese di ottobre, le delegazioni dei due Paesi, ha inteso offrire i suoi buoni offici per favorire un dialogo costruttivo su temi delicati, dal quale sono scaturite soluzioni soddisfacenti per entrambe le parti". Il presidente cubano ha sottolineato che la decisione di Obama di far rientrare a Cuba i tre agenti segreti ha dato una "gioia enorme alle loro famiglie e a tutto il popolo" cubano e per questo il presidente Usa merita "rispetto e gratitudine". Castro ha chiesto a Obama di intervenire per rimuovere l'embargo, che "provoca molti danni al nostro Paese", e lo ha invitato a eliminare gli "ostacoli".

In particolare, Castro ha parlato della necessita' di ristabilire voli diretti tra Usa e Cuba e accordi in ambito commerciale, per agevolare le spedizioni, le telecomunicazioni e il movimento delle merci. Il primo passo verso la "normalizzazione" dei rapporti sara' rappresentanto dalla riapertura delle ambasciate. Sara' inoltre piu' facile per gli americani andare a far visita ai familiari a Cuba, mentre i viaggi turistici restano per ora banditi. Gli statunitensi autorizzati a viaggiare verso l'isola potranno tornare in patria con merci che valgono fino a 400 dollari, alcool e tabacco compresi, ma per un valore combinato che non superi i 100 dollari. Verra' inoltre alzato da 500 a 2000 dollari a trimestre il tetto sui soldi che gli americani potranno inviare a Cuba ogni trimestre, mentre il segretario di stato John Kerry e' stato incaricato di rivedere lo designazione di Cuba come stato sponsor del terrorismo, stabilita nel 1982. Obama ha annunciato che le istituzioni finanziarie saranno autorizzate ad aprire conti correnti nelle banche cubane, che saranno migliorate le connessioni delle reti di telecomunicazione e che sara' incrementato lo scambio di informazioni.

"Questo e' cio' che posso fare io come presidente", ha rimarcato il presidente spiegando di non avere il potere di eliminare totalmente l'embargo economico e sollecitando il Congresso a intervenire in questa direzione. Nelle prossime settimane partiranno una serie di incontri ad alto livello tra le due amministrazioni ed e' prevista una missione a l'Avana a gennaio da parte di una delegazione del dipartimento di Stato Usa. "Confido di essere il primo segretario di Stato a visitare Cuba da 60 anni", ha sottolineato il capo della diplomazia americana, John Kerry. "Il nuovo corso non sara' privo di sfide", ha spiegato, "ma siamo convinti che sia il modo migliore per contribuire a portare liberta' e opportunita' ai cubani, per promuovere la sicurezza nazionale dell'America e per contribuire alla stabilita' economica della regione".

Kerry ha dunque annunciato che a gennaio, la responsabile dell'emisfero occidentale del Dipartimento di Stato Roberta Jacobson guidera' la delegazione Usa a Cuba per l'avvio dei negoziati sugli scambi tra i due Paesi. Kerry ha quindi confermato la revisione della designazione di Cuba come stato sponsor del terrorismo. "Guardando avanti, il nostro impegno sara' indirizzato verso il rispetto dei diritti umani da parte del governo di Cuba e nella direzione di riforme democratiche. Promuovere la liberta' di parola e di impresa", ha concluso Kerry, "non potra' che rafforzare la societa' cubana reintegrando il Paese nella comunita' internazionale". Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha accolto con "sincero apprezzamento" lo storico annuncio e ha rivolto un "pensiero riconoscente" a Papa Francesco, "il cui interessamento e costante sostegno hanno svolto un ruolo cruciale nello scrivere una pagina storica che conferma il Suo personale impegno per la pace e la fratellanza tra i popoli". "Il riavvicinamento tra questi due Paesi rappresenta un passo avanti straordinario verso quegli obiettivi di apertura e dialogo che l'Italia, anche nella sua veste di presidente di turno dell'Unione Europea, considera elementi essenziali di una politica estera rivolta alla promozione dei valori di democrazia e cooperazione", ha sottolineato il premier.

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