Oltre sette milioni di dollari. A questa cifra potrebbe essere venduta la corda utilizzata per impiccare nove anni fa l’ex dittatore iracheno Saddam Hussein. Lo riferisce il New York Post, che cita il sito arabo Al-Araby Al-Jadeed. Secondo quest’ultimo, a mettere in vendita l’articolo è stato l’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale Mowaffak al-Rubaie che il 30 dicembre del 2006 era presente all’esecuzione di Saddam.
Secondo un anonimo funzionario politico iracheno di alto livello, il prezioso cimelio ha attirato l’attenzione di diverse persone provenienti da Israele, l’Iran e il Kuwait che hanno offerto sette milioni di dollari per portarselo a casa. Al-Rubaie avrebbe però rifiutato l’offerta, nel tentativo di andare al rialzo. Il governo iracheno al momento non ha confermato la notizia, ma la legge locale prevede che se l’oggetto sarà venduto, il ricavato dovrà essere versato nelle casse del Tesoro iracheno.
Il “rapporto Chicolt” sulla partecipazione della Gran Bretagna alla guerra in Iraq e’ pronto e la sua pubblicazione e’ imminente. Lo rivela il Mail on Sunday anticipando che sara’ un capo d’accusa devastante contro l’allora governo laburista di Tony Blair. Non solo. Saranno pubblicate nel rapporto anche 30 tra lettere segrete e mail che Blair (all’epoca soprannominato “Bush’s poodle”, “il barboncino di Bush”) e l’allora presidente George W. Bush da cui emerge, tra l’altro, che l’allora premier britannico “aveva privatamente promesso” al presidente americano che “avrebbe fatto la guerra a Saddam, senza dire nulla ai parlamentari e ai suoi elettori.
I due avevano stretto un ‘patto di sangue’ in colloqui segreti (gia’ nel 2002) al ranch di Crawford in Texas di Bush un anno prima dell’inizio della guerra”, il 19 marzo del 2003. I testi saranno pubblicati integralmente. Solo i “commenti” di Bush saranno oggetto di omissis per non imbarazzare un alleato. In totale secondo il Mail sono 30 le persone chiamate in causa dal rapporto: oltre a Blar, l’allora ministro degli Esteri Jack Straw.

