Punti chiave
“Non sarà gelida, di più“, dicono sottovoce dallo staff della premier e lo riporta Il Corriere della Sera. Meloni si concentrerà sugli obiettivi italiani, punterà a fare in modo che la Nato presidi anche il fianco Sud dell’Europa e non solo quello orientale, e che si concentri anche nella protezione delle infrastrutture strategiche degli Stati membri, che ormai sono asset paragonabili a quelli militari. Come contropartita, porterebbe il piano per aumentare in tre anni le spese per la difesa sino al 3,5% del Pil
Il forum però è pensato anche come vetrina di incontro tra le grandi industrie europee e quelle americane, nonché tra policy makers e funzionari. L’Italia è presente con l’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, che partecipa al panel su società e prontezza insieme, ad esempio, al presidente finlandese Stubb e il premier olandese Jetten. Tra le pietanze forti si segnala lo studio di fattibilità per aumentare produzione in Europa dei missili AMRAAM dell’americana Raytheon, che lega Belgio, Canada, Germania, Finlandia, Norvegia, Olanda e Regno Unito, e la lettera d’intenti per un centro di manutenzione missili PAC-3 Patriot della Lockeed Martin, con Germania, Olanda, Polonia, Svezia, USA.
Una ridda di accordi e annunci, probabilmente per decine di miliardi di euro. È l’obiettivo del Forum dell’Industria della Difesa, che si apre oggi ad Ankara e dà il via al vertice Nato. A guidare le danze è il segretario generale Mark Rutte, che promette grandi novità, in particolare nei settori dell’aviotrasporto strategico, della sorveglianza di terra, dei materiali critici per la difesa, dei droni e sul rimpiazzo della flotta AWACS della Nato. Inoltre è previsto un panel con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen sulla convergenza tra Ue e Nato quando si tratta dell’industria della difesa.

