Telefonata Putin-Trump prima del vertice Nato
Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato con Donald Trump durante una telefonata del 4 luglio, durata quasi 90 minuti, nel corso della quale il leader statunitense ha nuovamente offerto il proprio aiuto per porre fine alla guerra in Ucraina; lo ha reso noto il Ministero degli Esteri russo. Lo riferisce la Cnn. La conversazione è avvenuta alla vigilia di un cruciale vertice della Nato in Turchia, al quale il presidente USA intende partecipare, e mentre le forze russe intensificavano gli sforzi per conquistare ulteriori aree della regione ucraina orientale di Donetsk, un obiettivo chiave per il Cremlino.
Nel frattempo, l’Ucraina ha continuato a prendere di mira le infrastrutture energetiche russe. Putin si è congratulato personalmente con Trump “e con l’intero popolo americano per questa importante ricorrenza” — il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti — ha riferito il Ministero degli Esteri.Il colloquio, il quarto di quest’anno, è stato definito dal Ministero “concreto e altamente costruttivo”; è stato inoltre precisato che Trump ha “ribadito la propria disponibilità a favorire la cessazione delle ostilità nel più breve tempo possibile” nel conflitto ucraino.
Il Cremlino avverte: “La Polonia rifletta sulla propria sicurezza se produce droni per Kiev”
La Polonia “ha già messo a punto sul proprio territorio la produzione di droni destinati all’Ucraina” e il ministero della Difesa russo “ha già pubblicato gli indirizzi di tali impianti”, motivo per cui “Varsavia farebbe bene a riflettere sulla propria sicurezza”: lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in un’intervista al programma russo Vesti, ripreso dalla Tass. Nella stessa intervista, Peskov ha definito “racconti horror” le ipotesi “ormai troppo diffuse sui media occidentali” riguardanti una possibilità di attacco della Russia al territorio polacco, riporta ancora la Tass. Tuttavia, il portavoce del Cremlino ha insistito nel sottolineare che “non ha nulla di buono” il fatto che in Polonia “si trovino molte imprese che producono droni, i quali poi vengono lanciati contro di noi e attaccano i nostri militari”. “In ogni caso ha senso che ci pensino”, ha affermato riferendosi al suggerimento per Varsavia di “riflettere sulla propria sicurezza”.

