In collaborazione con www.professionisti.it
Il mondo della scuola italiana vive una nuova pagina di angoscia. È arrivato il Ddl renziano de “La Buona Scuola”: ma cosa cambia davvero per insegnanti e studenti? Il Consiglio dei ministri ha già dato il via libera al testo definitivo. Vediamolo in dettaglio.
Le novità principali del testo
Autonomia: maggiore autonomia ai dirigenti scolastici, che da domani potranno gestire con più agio di manovra le risorse finanziarie e il personale del proprio istituto. Questo significa che lo stesso preside richiederà, su base triennale, l’organico (i soldati!) necessari al suo istituto. Il Dirigente pescherà da appositi registri regionali in cui saranno inserite le varie disponibilità dei docenti. Inoltre, a lui la facoltà di assegnare un bonus del 5% (sulla base dello stipendio annuo) ai docenti che avranno contribuito al miglioramento dell’istituto in maniera maggiore. Ciò significa aver dato alla scuola maggior qualità col proprio insegnamento, attraverso l’uso di materiali didattici nuovi e il miglioramento complessivo dell’istituto. (Diciamolo: i criteri non sono ancora abbastanza chiari…).
Docenti: dal prossimo anno scolastico 2015/16 ogni cattedra vacante sarà assegnate a docenti non precari. Ciò significa, nei propositi governativi, la progressiva eliminazione delle supplenze a lungo termine. Il piano di assunzione straordinario riguarderà circa 100.000 insegnanti. E gli altri? L’unica strada è quella dei concorsi per soddisfare le richieste degli anni successivi.
Numero di alunni: i Dirigenti richiedere la presenza di un numero maggiore di docenti per arginare il fenomeno delle cosiddette “classi pollaio”, cioè di aule dove il sovraffollamento degli alunni è insostenibile. Ciò sarà (si spera!) la premessa per una maggiore qualità della didattica.
Aggiornamenti: gli insegnanti neo-assunti avranno a disposizione una carta del valore di 500 euro da utilizzare per l’aggiornamento. Le spese potranno riguardare l’acquisto di libri, la partecipazione a corsi, l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali. L’aggiornamento annuale degli insegnanti, comunque, diventa obbligatorio.
Le novità nel curricolo
Lingue straniere: le lingue straniere assumeranno un peso maggiore. La lingua inglese sarà utilizzata come vettore per l’insegnamento di materie diverse da quelle linguistiche. Maggiore potenziamento delle ore di lingua italiana per gli studenti di origine straniera.
Digitalizzazione: più informatica e insegnamento di tutto ciò che riguarda il mondo digitale. Ad esempio: l’uso consapevole di internet e dei social media, sempre più presenti nella vita dei nostri figli.
Materie opzionali: per gli studenti e le famiglia, ci sarà maggiore personalità di personalizzare il proprio percorso di studi, cioè avere la possibilità di scegliere materie opzionali (inserite nel ventaglio delle proposte delle diverse scuole superiori). I percorsi diventano dunque flessibili.
Scuola-lavoro: periodi di formazione nelle aziende con durata di 200 ore per i licei e di 400 ore per gli istituti tecnici e professionali in arrivo.
Orientamento: fondo ad hoc per consentire l’apertura di sportelli e laboratori territoriali dedicati all’orientamento degli studenti. Tale misura mira a contrastare la dispersione scolastica e facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro.
Infine, come per tutte le riforme di ambito scolastico, si spera che i propositi governativi si avverino realmente. E puntino a una “scuola-scuola”, non una “scuola-azienda”.
