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E se fosse proprio il Garante della Privacy il nuovo Grande Fratello della nostra società? Il dubbio è legittimo, commentando l’ultima newsletter emessa il 30 settembre scorso dal garante per la tutela dei dati personali, il garante per la privacy, appunto. La novità è che l’autorità ha deciso di concedere la possibilità di riprendere quanto avviene agli organi di polizia nelle manifestazioni pubbliche. Ovvero? Ogni agente sarà dotato di microcamera sul proprio gilet tattico. Azionata nei momenti di necessità, permetterà di riprendere “in prima persona” quanto accade. Inizialmente la possibilità sarà concessa solo in via sperimentale nelle città di Milano, Napoli, Roma e Torino, ma in caso di successo sarà replicata ovunque le forze dell’ordine la ritengano necessaria per la tutela dell’ordine pubblico.
Come funziona
Il garante ha voluto sottolineare la discrezionalità delle registrazioni, da effettuarsi solo nei casi in cui le forze dell’ordine ritengano possano verificarsi situazioni di pericolo o di degenero della stessa manifestazione. In pratica, le telecamere sarebbero a disposizione degli agenti ma potranno accenderle solo in caso di concreto bisogno e su indicazione del funzionario che dirige il reparto di appartenenza (al quale spetta anche l’obbligo di impartire l’ordine di spegnimento). Le telecamere in uso saranno contraddistinte da un numero seriale che verrà annotato in un apposito registro in modo da poter risalire incontestabilmente all’agente che ha effettuato la registrazione. Il garante ha precisato inoltre che le schede di memoria utilizzate per le riprese dovranno essere prive di ogni immagine precedente, da conservarsi solo in caso di necessità. A cosa dobbiamo questo nuovo pronunciamento del Garante? L’intervento dell’autorità per la tutela dei dati personali si è reso necessario in quanto, secondo il parere dello stesso, pur se necessarie per questioni di ordine pubblico, le immagini trattano in ogni caso di dati personali da tutelare. Per questo motivo le stesse dovranno essere strettamente necessarie e pertinenti alla manifestazione o all’urgenza in atto. Se ne deduce che non potranno ad esempio essere ripresi passanti o persone estranee agli eventi che hanno reso necessaria l’attivazione delle microcamere.
Nel caso in cui sia stata effettuata una registrazione, ma non sia poi accaduto nessun evento che giustifichi la registrazione stessa, le immagini dovranno essere cancellate tempestivamente. Possiamo quindi supporre che in questi casi, se non nel momento di concreto svolgimento della manifestazione, le immagini saranno cancellate una volta consegnate alle persone responsabili del trattamento delle registrazioni – la polizia scientifica, almeno nella fase sperimentale del progetto -, presumibilmente in assenza di motivi di indagine su episodi delle manifestazioni filmate. L’ordine pubblico sarà così garantito più agevolmente? Per ora è solo una domanda per la quale auspichiamo una risposta positiva.

