In collaborazione con www.professionisti.it
Finalmente, dalle promesse ai fatti. Ulteriori, e belle, novità sono in arrivo sul versante delle pensioni: è stato dato il via libera ai rimborsi sugli assegni interessati dalla rivalutazione.
Primo agosto: via ai rimborsi
Il decreto è stato da poco approvato in via definitiva. Ecco la data precisa: il prossimo primo agosto, insieme all’accredito ordinario della pensione di ogni mese, gli aventi diritto riceveranno l’importo spettante sul loro conto. Attenzione però: il primo rimborso non sarà comunque completo, ma pari al 12% di quanto dovuto dallo Stato.
Chi sono i “rimborsati”?
Il rimborso andrà a rinforzare gli assegni di un pensionato su tre, cioè circa 4,4 milioni di cittadini. Una boccata d’ossigeno essenziale, oltre che un diritto sacrosanto che lo Stato onora con fin troppo ritardo. Ricordiamo, brevemente, chi sono gli interessati dal provvedimento e quali importi verranno accreditati nei loro assegni pensionistici:
- Pensioni fino a tre volte il minimo: rivalutazione del 100% (non sono però inclusi tutti i pensionati)
- Pensioni da tre fino a quattro volte il minimo: rivalutazione del 40%
- Pensioni da quattro fino a cinque volte il minimo: rivalutazione del 20%
- Pensioni da cinque fino a sei volte il minimo: rivalutazione del 10%
- Pensioni superiori a sei volte l’importo minimo: nessuna rivalutazione.
Altre novità approvate
Anche se in forma parziale, il decreto contiene anche altri provvedimenti riguardanti il mondo delle pensioni e, in generale, quello del lavoro. La prima novità approvata in via definitiva è l’anticipazione del giorno di pagamento delle pensioni al primo del mese, come in molti avranno già avuto modo di sperimentare di persona (fin dallo scorso primo di giugno). Attenzione, però: tale data di pagamento sarà valida per tutto il 2015 e il 2016; dal 2017, il pagamento passa al 2 di ogni mese. Nelle righe del decreto si specifica che, nel caso in cui il primo del mese fosse festivo, il giorno di pagamento è il primo lavorativo successivo. Ancora, nel decreto sono contenute anche le misure finanziarie necessarie per coprire gli ammortizzatori sociali e, importante possibilità operativa dal prossimo anno, per garantire l’erogazione dei trattamenti di fine rapporto a quei datori di lavoro cui viene richiesto l’anticipo del TFR in busta paga. Piccoli aggiustamenti, certo, ma in favore di chi lavora, o lo ha fatto per tutta una vita.

