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Prestito vitalizio agli over 60: requisiti e condizioni

Il prestito vitalizio ipotecario, rivolto a pensionati con età superiore ai sessant’anni, entrerà in vigore il prossimo 6 maggio. Per poter richiedere tale prestito bisognerà necessariamente essere proprietari di un immobile

In collaborazione con www.professionisti.it

Se in passato l’accesso ai finanziamenti era precluso ai soggetti in pensione e con più di sessant’anni d’età, oggi l’allungamento della vita media e l’espansione della necessità di credito hanno portato alla diffusione di un’ampia offerta di prodotti finanziari destinati ai pensionati. Fra questi, segnaliamo il prestito vitalizio, un’importante opportunità di cui andremo ora a conoscere le condizioni e i limiti.

Il prestito vitalizio ipotecario, rivolto a pensionati con età superiore ai sessant’anni, entrerà in vigore il prossimo 6 maggio, con modalità regolate da un’apposita legge (n° 44 del 02/04/15), già pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Per poter richiedere tale prestito bisognerà necessariamente essere proprietari di un immobile. Nel caso in cui l’immobile in questione sia la prima casa, il richiedente non sarà costretto a lasciarla, come avverrebbe nel caso di una vendita, ma potrà continuare ad abitarla. L’immobile, in questo caso, diventa la garanzia per un prestito il cui valore è da concordare, ma non potrà naturalmente essere superiore a quello dell’immobile dato in garanzia. La banca concedente il prestito vitalizio, dopo aver analizzato la situazione finanziaria del pensionato, gli proporrà un piano di rate per la restituzione di quanto prestato, con una durata anche a vita.

Nonostante l’aumento dell’aspettativa di vita, non si può fare a meno di considerare il caso in cui il soggetto – causa decesso – non arrivi alla restituzione totale del prestito. In presenza della morte del sottoscrittore del prestito vitalizio ipotecario, l’immobile non verrà acquisito in automatico dalla banca. Agli eredi del defunto sarà lasciata la possibilità di decidere se continuare o meno la restituzione di quanto dovuto, in modo da poter entrare in possesso dell’immobile a tutti gli effetti alla fine del prestito. In caso di scelta affermativa, la somma da restituire potrà essere saldata anche in un’unica soluzione. In alternativa, l’immobile in questione potrà essere messo in vendita o affidato all’istituto di credito, che provvederà alla vendita per recuperare quanto dovuto.

Il legislatore ha fatto sapere che entro tre mesi pubblicherà tutte le precisazioni necessarie che saranno effettuate dal Ministero per lo Sviluppo Economico. Tanti, infatti sono ancora i dubbi. Ad esempio, non è chiaro cosa potrebbe avvenire in presenza di una svalutazione dell’immobile per motivi indipendenti dal sottoscrittore del prestito, e se in tal caso possa essere richiesta la restituzione anticipata di quanto prestato. Non resta dunque che attendere ulteriori chiarimenti.