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Sblocca Italia, misure per SiiqRenzi ascolta l’immobiliare

C’è qualcuno che è contento dello “Sblocca Italia” di Renzi, sin dalla prima lettura della mitragliata di slide con cui il premier l’ha presentato? Qualcuno c’è, ed è il mondo immobiliare

di Sergio Luciano

C’è qualcuno che è contento dello “Sblocca Italia” di Renzi, sin dalla prima lettura della mitragliata di slide con cui il premier l’ha presentato? Qualcuno c’è, ed è il mondo immobiliare. Già, perché – rispondendo positivamente (per una volta, è accaduto!) alle pressioni delle categorie professionali più esposte, coordinate da Assoimmobiliare – il governo ha apportato alcune misure per le Siiq (Società di Investimento Immobiliare Quotate) e per le grandi locazioni che piacciono molto a chi fa business col mattone e da anni prova invano a rimuovere un settore che si è fermato. Al governo, fanno notare in Assoimmobiliare, l’associazione presieduta da Aldo Mazzocco e diretta da Paolo Crisafi, hanno condiviso la considerazione, insistente da parte delle categorie immobiliari, per cui, per poter attuare una vera e propria politica economica di riqualificazione e di efficientamento della Infrastruttura Immobiliare del Paese, è più che mai necessario attrarre ingenti risorse finanziarie dall’estero, soprattutto nella forma di investimenti di lungo termine operati da investitori istituzionali globali.

In particolare è risultato schiacciante il confronto con la Francia (Paese simile all’Italia sia per dimensioni dello stock immobiliare sia per rilevanza di Pil): il divario di attrattività dei due sistemi immobiliari è enorme, e si è concretizzato nel 2012 (ultimo anno con dati stabilizzati) in ben 10 miliardi di investimenti Oltralpe in più rispetto a quello fatti in Italia. E allora? Allora, nello “Sblocca Italia”, si prevedono modifiche al regime fiscale delle Siiq che dovrebbero finalmente permetterne lo sviluppo. Verranno ridefiniti in senso più produttivo i requisiti partecipativi dei soci di questa categoria di società immobiliari e si renderà più flessibile la gestione degli investimenti. E soprattutto la normativa fiscale verrà uniformata a quella dei fondi immobiliari, rendendo così neutra l’opzione tra i due strumenti. “L’azione di promozione e incentivazione della costituzione di nuove società quotate candidate a diventare Siiq”, commentano in Assoimmobiliare, “va perseguita in particolare nei confronti dei grandi soggetti istituzionali che possiedono grandi portafogli immobiliari (banche, assicurazioni e fondi pensione), che potrebbero dare vita ad un nuovo settore finanziario, con rilevantissimi miglioramenti in termini di trasparenza del mercato, liquidità dell’investimento immobiliare ed introiti per l’Erario”.

Ma non basta. Anche sul fronte delle locazioni, pare che lo Sblocca Italia abbia finalmente battuto un colpo. Il decreto prevede di dare maggiore libertà ai proprietari nella determinazione dei termini contrattuali. Avvicinando la legislazione italiana a quella europea, le parti potranno stabilire in autonomia la durata e i termini del rapporto, incentivando investimenti nel mercato italiano rispetto ai mercati esteri e eliminando un freno allo sviluppo del mercato delle locazioni commerciali e degli immobili ad uso turistico.