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Stavolta Marchionne vuol fare le auto

Stavolta Marchionne vuol fare le auto
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Dopo aver salvato la Fiat e averla sradicata dall’Italia ora Marchionne impara a (far) fare le macchine. Gamma 500, Maserati e rilancio dell’Alfa Romeo: ecco i piani. E dopo Chrysler pensa a una nuova acquisizione… L’analisi di Sergio Luciano

di Sergio Luciano

La musica è quella dell’ ”Anno che verrà” di Lucio Dalla, una serie di volti scandiscono le parole della canzone, lo spot si conclude zoomando sulle immagini del nuovo “Crossover” 500 con questo slogan: “Nuova 500 X, questa è la novità”. E sotto il marchio della vettura, una scritta puntigliosa: “Prodotta a Melfi”.

Che gli piglia a Sergio Marchionne? Che alle soglie del suo undicesimo anno alla Fiat si sia finalmente convertito al prodotto? Dopo aver salvato l’azienda a colpi (geniali) di finanza straordinaria, dopo averla sradicata dall’Italia, dopo essersi fatto regalare la Chrysler da Obama, dopo aver salvato la ghirba agli interessi della famiglia Agnelli trapiantando la sede sociale in Olanda, dopo aver spremuto miliardi dalla Ferrari defenestrando l’inossidabile Luca-Luca di Montezemolo, pare che stavolta ci siamo: Marchionne sa fare (pardon, far fare) anche le macchine. Perché per la prima volta ci è riuscito con un modello di semi-lusso, la Maserati Ghibli, le innumerevoli variazioni sul tema della 500 stanno riuscendo benino, le rimasticature della gamma Chrysler e soprattutto Jeep sono belle e dunque: pare che il gruppo Fca sappia produrre anche automobili e non soltanto giochi di prestigio borsistici. Gliene va dato atto, a Marchionne, perché è su questo punto che i suoi detrattori lo hanno sempre potuto fiocinare come un tonno. Ma oggi non possono più.

In questo senso, questa faccenda dello spot augurale non va sottovalutata, perché è farina del sacco del Capo. Chi ha la ventura di lavorare a suo contatto diretto sa quanto pretenda di saper fare tutto meglio di chiunque altro, e proprio la pubblicità – corpore vili, peraltro, nella testa di tutti i manager: che ci vuole!, pensano – ha già visto le sue scorrerie: lo spot che presentò proprio per lanciare la 500, siamo nel 2008, Marchionne ci tenne a dire in mondo visione che l’aveva fatto lui. Ebbene, si riconosce la mano. I sentimenti, l’azienda come misura di tutte le cose, della vita e della morte, del male e del bene. Ma chissene frega dell’Ego del capo, purchè ci siano i risultati, non solo finanziari, e stavolta – questa è la notizia – sulle macchine il Boss sembra stia facendo sul serio. Sono almeno tre i segnali da mettere in fila e valutare in tal senso: uno è appunto questo dell’attivismo sulla “filiera” della 500. Marchionne s’è innamorato del marchio e del progetto, che considera più “suo” di tutto il resto della Fiat, anzi della Fca, e vuole cavalcarlo. In effetti la gamma 500, che già annovera oltre alle versioni base, la 500 L, la 500 Living e la 500 Trekking, piaciucchia e sta facendo i numeri previsti. Appunto la 500 X è l’ultima nata ed è piuttosto bella.

Com’è bella la gamma Maserati: della Ghibli s’è detto ma anche Quattroporte, Granturismo e Grancabrio hanno un rapporto prezzo-qualità molto interessante. De profundis per la Lancia, sostanzialmente ridotta alla Y e al Voyager. Grande sfida per l’Alfa Romeo, tutta da giocare però: la 4C, supersportiva, è una bella avvisaglia del possibile nuovo corso, mentre Giulietta e Mito hanno bisogno di tutto. Un rilancio, ma meglio ancora un ripensamento. E si parla del ritorno di un mito, la Giulia, con qualche foto più o meno rubata che fa presagire finalmente una nuova bella Alfa, dopo anni e anni.

Se Marchionne, come ha detto, farà anche il rilancio dell’Alfa, potrebbe essere l’anno giusto. Senza trascurare gli altri annunci, più o meno ufficiosi, di nuovi modelli Fiat: una riedizione della mitica 124 spider, una 500 Plus come erede della mitica Punto, un crossover Maserati dal nome attraente: Levante. Insomma, il punto è questo ed è semplice. Finora Marchionne ha fatto giochi di prestigio finanziari, tagli – graduali ma severissimi – ai costi e la 500. Pare che finalmente stia facendo sul serio sulle auto perché alcuni mercati sono ripartiti e vuole prenderseli.

Ma è possibile che il grande corsaro del “pacco” rifilato a General Motors, che pagò pur di non doversi comprare Fiat Auto! – o della magistrale acquisizione a costo zero della Chrysler rinunci a farne altre del genere. No: non è possibile. E la verità è che Marchionne vuole adesso che la Fca acquisti e inglobi un’altra casa automobilistica debole, per accrescere ancora le sue dimensioni. Vuole che la Fiat cresca assorbendo concorrenti. Li ha messi tutti sotto il microscopio per capire dove “colpire e come”, con le migliori possibilità di successo. Diamogli tempo, farà anche questa.