Il diavolo e l’acqua santa insieme per ricercare un nuovo equilibrio tra uomo e ambiente. Questo l’ambizioso obiettivo degli organizzatori dell’iniziativa “Ambiente, legalità, lavoro, progetti per una nuova qualità della vita”, tenutasi stamattina presso la Sala del Cenacolo della Camera dei Deputati. I promotori sono associazioni con storie e identità diverse, provenienti dal mondo ambientalista, venatorio e universitario.
Un mix originale di soggetti che ha riscosso l’attenzione e il plauso di 4 ministri. Quello dell’Ambiente, Galletti, ha dichiarato di non essere “sorpreso dall’alleanza tra cacciatori e associazioni ambientaliste, perché i cacciatori sono parte integrante dell’equilibro tra uomo e ambiente”. Inoltre ha aggiunto che per promuovere la cultura ambientale dal prossimo anno in tutte le scuole verrà inserito l’ambiente tra le materie di studio. La titolare del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin si è detta “certa che questa nuova cooperazione avviata tra cacciatori, ambientalisti e mondo universitario si rivelerà vincente per superare le attuali conflittualità. Andrea Orlando ha annunciato l’istituzione di un gruppo di lavoro dedicato agli illeciti in materia agroalimentare in seno al Ministero della Giustizia, mentre, dall’Agricoltura, Maurizio Martina ha ribadito come la centralità di questi temi sia sottolineata sia dai contenuti di Expo 2015 che dal DDL appena approvato sul consumo del suolo”.
Insomma, per la prima volta si sono integrati concretamente in 5 diversi progetti di collaborazione sull’utilizzo delle risorse naturali attori assai eterogenei: l’Osservatorio sulla Criminalità Agroalimentare di Coldiretti ha presentato un lavoro per la valorizzazione della biodiversità e il controllo della fauna selvatica; Ispra, Legambiente, Federcaccia, Arcicaccia, AnuuMigratoristi, un lavoro congiunto per la costruzione del registro nazionale degli ungulati selvatici; Federparchi promuove la salvaguardia dell’orso marsicano; le Università di Milano e di Pollenzo, insieme con la Società Italiana di Veterinaria, lanciano un progetto per valorizzare la filiera alimentare comprensiva degli animali selvatici; l’Università di Napoli, infine, un lavoro per confrontare le diverse normative e le diverse governance della fauna a livello europeo. Se anche cacciatori e ambientalisti si accorgono di condividere il medesimo obiettivo di vivere in equilibro con la natura, è possibile che su questa Terra che ci ospita potremo camminare ancora a lungo.

