Il buyer arriva in fiera con il lavoro già iniziato. Ha studiato i prodotti, confrontato i brand, analizzato le tendenze e selezionato gli interlocutori. La fiera diventa quindi una fase di un percorso che comincia online e prosegue attraverso il rapporto diretto con aziende, fornitori e partner. È quanto emerso da The Buyer Journey, l’incontro promosso da Fashion Link Milano e ospitato oggi, 8 settembre, all’ADI Design Museum di Milano. Al centro del confronto l’evoluzione del processo di acquisto nel mondo della moda e il nuovo ruolo delle fiere. A confrontarsi sono state MICAM Milano, Milano Fashion&Jewels, MIPEL, TheOneMilano e SIMAC Tanning Tech, insieme a buyer e professionisti della filiera.
Bozzetti (Fondazione Fiera Milano): “La moda è una delle eccellenze del Paese”
“Il settore della moda rappresenta una delle principali eccellenze del nostro Paese, di Milano e della Lombardia”. Lo ha sottolineato Giovanni Bozzetti, presidente di Fondazione Fiera Milano, intervenendo a The Buyer Journey. “Oggi non presentiamo soltanto delle fiere di moda ma il Fashion Link Milano, quindi una piattaforma che coniuga insieme tutto il mondo dell’accessorio, della creatività, dell’innovazione, della tecnologia al servizio della moda”, ha spiegato Bozzetti. Per il presidente di Fondazione Fiera Milano la capacità di fare sistema è decisiva per mantenere il ruolo internazionale dell’Italia. “È solo facendo sistema e creando delle esperienze immersive per i buyer che provengono da ogni parte del mondo che manterremo sempre la leadership del settore a livello globale”, ha aggiunto. Durante l’incontro Bozzetti ha insistito anche sul rapporto tra moda, cultura e territorio. Design, arte, architettura e bellezza sono elementi che contribuiscono al valore del Made in Italy.
Il riferimento è anche alla capacità di Milano di mettere in rete realtà diverse e creare grandi eventi internazionali. Una logica che Fashion Link Milano applica al sistema fieristico della moda, riunendo cinque manifestazioni specializzate in un’unica piattaforma.
Il gusto non ha più un’età
A spiegare come è cambiato il mercato è stata Orietta Pelizzari, Global Trend Researcher, creative concept e moderatrice dell’incontro. Il concetto utilizzato è quello della “geopolitica dell’opinione”: il gusto non viene più determinato da una sola generazione, ma nasce dal confronto tra consumatori, buyer, brand e community. Secondo i dati NIQ/World Data Lab citati durante l’incontro, la Gen X guida oggi 15.200 miliardi di dollari di spesa globale, il 40% in più rispetto alla Gen Z.Il dato mostra però soprattutto come le generazioni non siano più compartimenti separati. Più generazioni possono convivere nello stesso mercato e partecipare allo stesso processo di acquisto. Per brand e retailer cambia quindi il modo di leggere il consumatore. L’età non è più sufficiente per definire il pubblico e il buyer deve essere in grado di interpretare gusti, comportamenti e tendenze differenti.
Il buyer diventa curatore e imprenditore
Chiara Allegra Moretti, independent buyer, ha spiegato come l’online abbia modificato il processo di vendita, portando il settore verso una logica sempre più multicanale. Il prodotto rimane centrale, ma oggi il buyer deve valutare anche la credibilità del brand, la sua riconoscibilità, la struttura commerciale e la capacità di costruire un’immagine coerente. Il buyer diventa così sempre più curatore dell’offerta, ma anche imprenditore: deve decidere quali prodotti inserire nel proprio negozio e costruire attraverso queste scelte una precisa identità commerciale.
Ceolini (MICAM) e il ruolo dei buyer per le fiere
“I buyer sono molto importanti per le fiere“, ha spiegato Giovanna Ceolini, presidente di MICAM, perché “fanno un po’ da traghettatori tra chi esibisce e produce e il consumatore finale”. Per questo MICAM sta lavorando su strumenti in grado di facilitare la ricerca dei prodotti e gli incontri tra domanda e offerta. La piattaforma di matchmaking consente al buyer di individuare ciò di cui ha bisogno, mantenendo allo stesso tempo la possibilità di scoprire nuove aziende e nuovi prodotti.
Guido (Milano Fashion&Jewels): “Una grande piattaforma con il Made in Italy al centro”
Emanuele Guido, direttore di Milano Fashion&Jewels e della Business Unit Lifestyle e della Direzione Strategic Marketing del Gruppo Fiera Milano, ha presentato la prossima edizione della manifestazione, in programma a Rho. Saranno oltre 600 i brand presenti, più di 400 internazionali, nelle tre aree dedicate a gioiello moda, accessorio moda e abbigliamento donna. Grazie al supporto di ICE Agenzia sono inoltre attesi oltre 220 buyer provenienti da 40 Paesi. “Una grande piattaforma dell’offerta dove il Made in Italy è al centro”, ha sottolineato Guido, in un momento di mercato complesso nel quale qualità e capacità degli espositori rappresentano i principali elementi di competitività.
Sequi e i 65 anni di MIPEL: si punta sulle sinergie
MIPEL si prepara ai suoi 65 anni di storia con circa 180 brand e un layout rinnovato. Claudia Sequi, presidente di Assopellettieri e MIPEL, ha evidenziato il valore delle collaborazioni con Fashion&Jewels e MICAM, con un progetto che coinvolge circa 230 buyer profilati. L’obiettivo è aumentare le occasioni di incontro tra espositori e compratori internazionali e costruire un’offerta sempre più integrata. “Non bisogna inventarsi nulla, bisogna solo raccontare quello che siamo e raccontarlo insieme”, è la logica indicata da Sequi per il sistema moda.
Brustia (SIMAC Tanning Tech): “Dietro ogni prodotto c’è una tecnologia”
Il sistema rappresentato da Fashion Link non riguarda soltanto il prodotto finito. Maria Vittoria “Mavi” Brustia, vicepresidente di Assomac, ha ricordato il ruolo di SIMAC Tanning Tech, la manifestazione dedicata alle tecnologie per calzature, pelletteria e concia. “Dietro ogni bel prodotto, una bella conciata, delle belle scarpe, delle belle borse c’è una tecnologia che permette di arrivare a produrre questo prodotto”, ha spiegato. Il buyer di SIMAC ha quindi esigenze industriali: cerca soluzioni che permettano di migliorare efficienza e flessibilità, ridurre i consumi, aumentare la tracciabilità e integrare le tecnologie nei processi aziendali.
Fashion Link Milano, cinque fiere per un unico percorso
Fabio Gavazzi, vicepresidente dell’Associazione Italiana Pelletteri, ha sottolineato il valore della piattaforma che riunisce le cinque principali manifestazioni internazionali del settore. La possibilità di accedere nello stesso contesto a fiere complementari permette ai buyer internazionali di ampliare la ricerca e creare nuove relazioni commerciali. Tra i mercati osservati anche la Corea del Sud, particolarmente vicina al sistema italiano per stagionalità e attenzione alla moda.
La fiera diventa una piattaforma di relazione
Il punto di arrivo di The Buyer Journey è quindi un modello nel quale fisico e digitale non si contrappongono. Il buyer prepara la visita attraverso gli strumenti digitali, incontra fisicamente aziende e prodotti in fiera e continua la relazione anche dopo la manifestazione. Fashion Link Milano punta proprio a questo: mettere in rete MICAM Milano, Milano Fashion&Jewels, MIPEL, TheOneMilano e SIMAC Tanning Tech e costruire un percorso comune per buyer, aziende e filiere. La sfida, per il sistema moda italiano, è fare squadra e presentarsi sui mercati internazionali con un’offerta capace di unire prodotto, tecnologia, creatività e territorio.


