Dal 9 al 12 giugno 2026, Fiera Milano Rho ospiterà MaTec (Next Materials and Technologies), progetto fieristico che riunisce tre manifestazioni internazionali – Plast, Xylexpo e Composites Future – che si svolgono simultaneamente, condividendo spazi, servizi e visitatori in 8 padiglioni.
MaTec è una piattaforma Comune costruita attorno a tre eventi già consolidati, ciascuno leader nel proprio settore. L’idea nasce da una constatazione industriale concreta: legno, plastica e compositi si ritrovano sempre più spesso nello stesso prodotto finale: nell’automotive, nella nautica, nell’aerospace, nell’edilizia. Le tecnologie di lavorazione si sovrappongono, le imprese si parlano. MaTec traduce in forma fieristica una convergenza già in atto. Il risultato è un evento unico nel panorama fieristico europeo, capace di offrire agli operatori una visione integrata e trasversale dell’industria manifatturiera.
Plast 2026
Con oltre 1.000 espositori – di cui il 44% internazionali – su una superficie di oltre 40.000 metri quadrati su 6 padiglioni, Plast conferma il suo ruolo di punto di riferimento europeo per l’industria delle materie plastiche e della gomma. Significativo il dato delle nuove presenze: ben 200 aziende che non avevano partecipato nelle due edizioni precedenti hanno scelto di esserci, segnale concreto della fiducia del settore nella manifestazione.
Xylexpo
In due padiglioni, Xylexpo – la biennale internazionale delle tecnologie per la lavorazione del legno e per la produzione di mobili – porta a Milano circa 150 espositori su una superficie di 15.000 metri quadrati.
Composites Future
Al’interno di Xylexpo trova spazio Composites Future, mostra-convegno dedicata ai materiali compositi e alle loro tecnologie di lavorazione, organizzata con il coinvolgimento di Assocompositi, l’associazione nazionale delle imprese del comparto.
Si è svolto il 4 giugno un incontro di MaTec con la stampa, occasione di confronto tra tre filiere industriali accomunate da tecnologie, materiali e processi di trasformazione sempre più interconnessi. All’incontro sono intervenuti Mario Maggiani, direttore di Amaplast, Dario Corbetta, direttore generale di Acimall, e Simona Tiburtini, general manager di Assocompositi. Al centro del dialogo, il ruolo delle associazioni nel promuovere l’industria italiana, la valorizzazione delle fiere di settore e le opportunità offerte dall’incontro tra plastica, legno e materiali compositi, con particolare attenzione alle applicazioni ad alta tecnologia, dalla nautica all’aerospazio, dall’eolico alle costruzioni.
Mario Maggiani (Amaplast): “Il nostro futuro è innovare”
MaTec, il nuovo ombrello fieristico dedicato alle tecnologie dei materiali, si è presentato alla stampa il 4 giugno in un incontro dedicato alle sinergie tra plastica, legno e materiali compositi. A illustrarne obiettivi e prospettive sono stati Mario Maggiani, direttore di Amaplast, Dario Corbetta, direttore generale di Acimall, e Simona Tiburtini, general manager di Assocompositi.
Maggiani ha commentato così sull’importanza di questi settori e sul ruolo dell’Italia: “Quando si parla dell’Italia all’estero si citano moda, cibo e arredamento. Ma dietro quei prodotti ci sono le macchine: senza le tecnologie italiane molti di quei prodotti non riusciremmo a realizzarli.” Ha poi aggiunto in merito alle sfide globali odierne: “Viviamo in un contesto di grande incertezza, ma siamo condannati a essere sempre al top dal punto di vista tecnologico. Il nostro futuro è innovare, proporre soluzioni nuove e più performanti, anche con attenzione al tema ambientale.”
Maggiani si è anche espresso sullo stato del tessuto industriale italiano: “Il ‘piccolo è bello’, concetto che ha funzionato per decenni, oggi è difficilmente applicabile. I mercati sono globali e non basta vendere: serve anche assistenza post-vendita, digitalizzazione e intelligenza artificiale.” In conclusione ha rilasciato anche un commento in merito alla situazione della manodopera italiana: “Il problema della manodopera è generalizzato: non riguarda solo i nostri clienti, ma anche le nostre aziende. Si fa sempre più fatica a trovare tecnici specializzati.”
Dario Corbetta (Acimall): “Dobbiamo farci trovare pronti, è il cliente che chiede soluzioni nuove”
Dario Corbetta ha aperto il suo intervento con un commento sul ruolo didattico e commerciale di MaTec 2026, che “rappresenta un momento di incontro che prima non esisteva, è un evento che unisce lo scopo commerciale a quello didattico”.
Corbetta si è espresso in tal senso in merito all’evoluzione del settore del legno: “Per quanto riguarda il legno, una parte molto rilevante delle lavorazioni industriali passa dalle nostre tecnologie. Il legno può essere considerato un materiale tradizionale, ma oggi viene lavorato con macchine e sistemi sempre più evoluti. Dietro il Salone del Mobile ci siamo anche noi”. Ha poi aggiunto sui numeri del settore: “Il settore delle macchine per il legno ha una forte vocazione internazionale. Parliamo di comparti che esportano intorno al 75-80% della produzione.”
In seguito Corbetta ha chiosato sul ruolo dell’innovazione, anche “dal basso”: “L’innovazione nasce spesso dal rapporto con il cliente. È il cliente che chiede una soluzione nuova, e l’azienda italiana è forte proprio perché sa rispondere in modo flessibile.” Un commento finale sulla situazione di competizione internazionale e sul ruolo della Cina: “Bisogna dire che oggi la Cina non è più soltanto un mercato di sbocco. Una volta acquistava tecnologia italiana, oggi produce macchine e compete direttamente, soprattutto sulle tecnologie più standardizzate. Sui mercati internazionali i cinesi sono molto presenti, dove la tecnologia è standard la loro pressione si sente.”
Simona Tiburtini (Assocompositi): “Dalla nautica all’aerospazio, i compositi aprono nuove frontiere industriali”
Simona Tiburtini ha aperto il suo intervento commentando il ruolo della neonata Composites Future: “Composites Future è alla sua prima edizione: è una mostra-convegno con circa trenta espositori, ma soprattutto con l’obiettivo di fare promozione, didattica e divulgazione sui materiali compositi.” Un richiamo anche al lato didattico di MaTec 2026: “Abbiamo organizzato un’area demo per mostrare l’intero percorso: dai materiali alle lavorazioni, fino al pezzo finito e al riciclo del composito.”
Tiburtini ha poi sottolineato la rilevanza e centralità dei materiali compositi nel mondo odierno: “I materiali compositi trovano applicazione in moltissimi settori ad alta tecnologia: nautica, automotive, aerospazio, sport, medicale, eolico e costruzioni”. “La vetroresina è il composito più noto ed è alla base di tutte le imbarcazioni. La fibra di carbonio, invece, è impiegata in applicazioni ingegneristiche avanzate.”
In seguito si è espressa sulle caratteristiche di questi “nuovi“ materiali: “I compositi hanno caratteristiche di leggerezza, durabilità e resistenza alla corrosione. Per questo sono utilizzati anche nel rinforzo delle strutture storiche e negli interventi antisismici.” Una delle sfide attuali principali rimane quella della sostenibilità: “La criticità principale dei materiali compositi oggi è legata alla sostenibilità e al riciclo. Essendo composti da resina e fibre, devono essere separati e valorizzati in modo corretto.”
Un sistema da oltre 110 miliardi di euro
MaTec 2026 riunisce le filiere del legno-arredo, della plastica e dei compositi: insieme rappresentano una delle dorsali portanti del manifatturiero italiano.
Oltre 110 miliardi di euro di fatturato aggregato, più di 456.000 occupati, 68.000 imprese: sono i numeri delle due filiere manifatturiere coinvolte in MaTec, il nuovo appuntamento fieristico lanciato congiuntamente dagli organizzatori di Xylexpo, Plast e Composites Future.
A queste si aggiunge la filiera dei materiali compositi, che in Italia registra un fatturato di circa 1 miliardo di euro, Confermando il suo ruolo crescente nell’industria manifatturiera italiana e la sua trasversalità rispetto ai settori presenti a MaTec.
La filiera della plastica: 58,4 miliardi, secondo posto in Europa
Secondo i dati pubblicati dalla società di consulenza Teha-The European House-Ambrosetti, il settore della plastica in Italia rappresenta una filiera strategica per il sistema Paese, contribuendo al 4,9% del settore manifatturiero italiano con un fatturato pari a 58,4 miliardi di euro. A livello europeo, I’Italia si posiziona al 2° posto in UE-27 dietro alla Germania per valore generato dalla plastica.
Il valore aggiunto generato dalla filiera della plastica ha raggiunto i 15,3 miliardi di euro, pari al 4,8% del valore aggiunto manifatturiero in Italia e comparabile a quello di altre industrie strategiche per i Paese, come automotive e metallurgia. Inoltre, l’Italia é il Paese europeo con il maggior numero di aziende nella filiera della plastica, circa 6.000, pari al 16% del totale europeo, Con una prevalenza di microimprese pari al 64%.
A livello occupazionale, I’ltalia si posiziona al secondo posto in UE-27 con il 10,6% del totale europeo. sostenendo circa 164.000 occupati, pari al 4% dell’occupazione nel settore manifatturiero in Italia.
Un segmento fondamentale di questa filiera é rappresentato dall’industria costruttrice di macchine attrezzature e stampi, che, secondo i dati elaborati dall’ufficio studi di Amaplast (Associazione nazionale costruttori di macchine e stampi per materie plastiche e gomma), nel 2025 ha registrato un valore complessivo di 4,4 miliardi di euro.
Il saldo della bilancia commerciale si è ridotto a 2,24 miliardi, dopo il record di 2,65 miliardi raggiunto nel 2024: un segnale che riflette le difficoltà congiunturali internazionali, ma che non intacca la solidità strutturale di un comparto fortemente orientato all’export, con un rapporto export/fatturato normalmente compreso tra il 70 e ‘80%.
Tra i costruttori, secondo l’ufficio studi di Amaplast, in Lombardia sono presenti 228 aziende (52.8% del totale) che rappresentano un fatturato di oltre 2 miliardi euro (47,1% del totale) e quasi 7.000 addetti (44,9% del totale).
Il legno-arredo: 52,2 miliardi, 292.000 addetti, crescita confermata
La filiera legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione superiore a 52,2 miliardi di euro, segnando una crescita dell’1,4% rispetto al 2024 e confermando una tendenza alla stabilità dopo il rallentamento del biennio precedente. Una filiera che conta oltre 62.000 imprese e più di 292 000 addetti, rappresentando il 4,3% del fatturato manifatturiero nazionale, il 14,5% delle imprese manifatturiere e il 7,6% degli addetti, con un contributo al PIL pari al 2,3%.
A sostenere la crescita è stato soprattutto il mercato interno, che raggiunge quasi 33 miliardi di euro (+2%), mentre le esportazioni si mantengono sostanzialmente stabili, superando i 19,3 miliardi di euro. settore delle tecnologie per il legno e l’industria del mobile ha chiuso il 2025 con una produzione totale pari a 2.398 milioni di euro, registrando una limitata flessione (1%) rispetto all’anno precedente. Le esportazioni hanno raggiunto i 1.582 milioni di euro, poco meno del 70% del fatturato. con un cl del 6.6% sull’anno precedente, mentre le vendite sul mercato interno si attestano a 816 milioni di euro. il 15% in più rispetto al 2024.
Il buon andamento del mercato italiano è testimoniato anche dalla crescita delle importazioni. che hanno raggiunto i 284 milioni di euro (più 24,5% rispetto all’anno precedente).
La bilancia commerciale del settore si trova ampiamente in zona positiva, con un saldo utile di 1.298 milioni di euro.
Numeri importanti anche per le dimensioni del mercato italiano, il cui valore apparente è stato pari a 1.100 milioni di euro, il 15,4% in più rispetto al 2024. Per quanto la principale destinazione delle tecnologie italiane di settore sia il mondo, l’Italia si conferma dunque un mercato di assoluto riferimento: dietro al successo della filiera legno-arredo nazionale – che nel 2025 si è attestata a 52.2 miliardi di euro, di cui 27,7 grazie al macrosistema arredamento – ci sono tecnologie innovative che nascono dalla cinquantennale partnership con le imprese del design “made in Italy”, punti di riferimento a livello internazionale.
Secondo l’ufficio studi di Acimall (Associazione costruttori italiani di macchine e accessori per la lavorazione del legno) in Lombardia l’industria costruttrice di impianti ha registrato un fatturato di oltre 300 milioni di euro (12,1% del totale), con 54 aziende (28,7% del totale) presenti sul territorio e 1.382 dipendenti (14,1% del totale).

