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New Directions, con Miart 2026 Milano si conferma capitale dell’arte

Trentesima edizione tra innovazione e apertura alla città. Debutta “Movements” e cresce il sistema culturale intorno alla fiera. In Allianz MiCo 160 gallerie da 24 Paesi

New Directions, con Miart 2026 Milano si conferma capitale dell’arte

Milano si prepara a diventare per tre giorni il centro internazionale dell’arte contemporanea. Dal 17 al 19 aprile torna Miart, che nel 2026 celebra la sua trentesima edizione con un cambio di passo evidente, sintetizzato anche nel titolo scelto: “New Directions”, ispirato a John Coltrane. La fiera, promossa da Fiera Milano, si sposta nella South Wing di Allianz MiCo, affacciata su CityLife, e si sviluppa su tre livelli, con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi e tre sezioni confermate – Emergent, Established ed Established Anthology – che raccontano oltre un secolo di storia dell’arte.

Ricciardi: “Così Miart esce dalla sua comfort zone per osare, divertirsi e provare qualcosa di nuovo”

A spiegare la svolta è il direttore artistico Nicola Ricciardi: “Quest’anno abbiamo cercato di cambiare molte cose: abbiamo, innanzitutto, deciso di spostarci, di cambiare sede. Ci spostiamo di 200 metri, il nuovo padiglione ci permette di essere su tre piani. Abbiamo scelto di avere meno gallerie rispetto all’anno scorso, perché erano meno metri quadri. Abbiamo 160 da 24 paesi, ma questa è una scelta dovuta al volersi focalizzare più sulla qualità, quindi sui progetti curatoriali”.

Non solo spazio e selezione, ma anche nuovi strumenti: “I premi si arricchiscono. Un’altra novità è che abbiamo un nuovo premio, che si chiama Premio Archivorum, dedicato alle realtà e agli artisti che vogliono pubblicare un nuovo libro, e quindi la possibilità di avere 20 mila euro di budget per fare una nuova edizione”.

Tra le innovazioni principali debutta “Movements”: “L’aspetto più innovativo è ‘Movements’, che è la prima volta che ci porta a confrontarci con le immagini in movimento. Avremo una specie di piccola sala cinema e, in questa sala cinema, presenteremo 20 film di artisti come Adrian Paci, Henry Sala, Stefanico Milano, Ilorian Carani”. E conclude con una dichiarazione di metodo: “Ciò che Miart ha cercato di fare è di uscire un po’ dalla nostra comfort zone e di proporre qualcosa di nuovo, anche perché questi sono tempi che ce lo chiedono, non sono tempi in cui si può impiegare sempre lo stesso modello, ma bisogna un po’ osare e divertirsi”.

Sacchi (Comune di Milano): “Tanti attorni coinvolti attorno a Miart per estendere il racconto alla città”

Il legame con Milano resta centrale. L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi sottolinea la dimensione urbana della manifestazione: “Ci siamo abituati a pensare che i grandi contesti fieristici e culturali vivano sia del momento centrale sia di un modello importante nel contesto urbano. Ciò che cerchiamo di fare è di dare a Miart questo riverbero del contesto urbano”. Un obiettivo che passa dal coinvolgimento diffuso: “Abbiamo coinvolto tanti attori per estendere questo racconto a tutti i contesti cittadini”, con “tanti momenti” diffusi in città.

Bozzetti (Fondazione Fiera Milano): “Miart e oltre, per un sistema fieristico che si integri con il territorio”

Per Fondazione Fiera Milano, Miart rappresenta molto più di una fiera. Il presidente Giovanni Bozzetti lo definisce così: “Ogni giorno siamo circondati dalla bellezza, ma troppo spesso non riusciamo a fare sistema. Credo che grazie a Miart, Milano per una settimana diventi la capitale mondiale dell’arte e di questo dobbiamo essere fieri, anche perché Miart è una vera e propria infrastruttura culturale al servizio del cittadino e delle imprese”.

E aggiunge: “Se noi perdessimo la cultura perderemmo istantaneamente anche il Made in Italy. La cultura è la base e anche uno strumento di dialogo”. Sul piano strategico, il sistema fieristico deve evolvere: “Il sistema fieristico deve necessariamente integrarsi con il territorio. Dobbiamo dare più valore aggiunto alla proposizione dei padiglioni della Fiera e quindi integrarli con la proposta culturale”. Da qui nasce anche un nuovo progetto digitale: “La piattaforma consentirà a tutte le realtà culturali del territorio di inserire la propria programmazione e con un solo clic il visitatore potrà sapere quale sarà la programmazione nel periodo della manifestazione fieristica e prenotarsi anche il biglietto”.

Fondazione Fiera Milano, il fondo da 100mila euro e la collezione da 3 milioni

Fondazione Fiera Milano conferma anche nel 2026 il fondo da 100mila euro per l’acquisizione di opere di arte moderna e contemporanea, attivo dal 2012. Un investimento che arricchisce una collezione già composta da 140 opere di 120 artisti, oggi valutata circa 3 milioni di euro a fronte di un costo storico di 1,5 milioni. Bozzetti sottolinea: “Fondazione Fiera Milano anche per questa edizione, come ogni anno dal 2012, sostiene Miart con un fondo per l’acquisizione di opere di arte moderna e contemporanea. Un investimento importante, di 100mila euro, che ci consentirà di continuare a valorizzare i giovani artisti di talento”.

E annuncia una novità importante per il pubblico: “Quest’anno l’impegno di Fondazione Fiera raddoppia, con l’apertura al pubblico, proprio in occasione di Miart, della Palazzina degli Orafi, luogo dove i visitatori e i cittadini potranno visitare una consistente selezione di opere”.

“Tutto questo dimostra l’impegno, continuo e costante, di Fondazione Fiera a sostegno della cultura. È fondamentale investire in cultura e in iniziative volte a sostenerla, come realizzato con la mostra ‘Fiera Milano Motore del Made in Italy’, in cui sono esposte oltre 200 immagini dell’Archivio Storico di Fondazione, e come stiamo ragionando insieme a tutti i membri del Tavolo della Cultura, perché rappresenta la sostanza del made in Italy e dell’identità dei nostri territori e anche perché senza una politica culturale forte non esisterebbe una politica industriale forte. Ogni investimento in cultura non rappresenta un costo, ma il presupposto fondamentale per la crescita del nostro Paese ed è anche così che Miart diventa sempre di più strumento di politica economica e culturale per il territorio”. L’intera collezione è visibile a QUESTO LINK. Le visite guidate alla Palazzina degli Orafi si svolgeranno sabato 18 aprile alle 11.30 e alle 15.00 e domenica 19 aprile alle 10.30. Ad illustrare le opere durante le visite sarà la Professoressa Paola Rapelli, storica dell’arte e dell’architettura dell’Associazione Amici di Brera e dei Musei Milanesi. Le visite sono gratuite con prenotazione obbligatoria entro il 16 aprile a QUESTO LINK.

Coppola (Intesa Sanpaolo): “Rafforziamo il ruolo dell’arte come leva culturale e patrimoniale del Paese”

Tra i protagonisti anche Intesa Sanpaolo, main partner della manifestazione, che propone un progetto espositivo dedicato a Robert Ryman e Mario Schifano, tra fiera e Gallerie d’Italia.

Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici, spiega: “Rinnoviamo con convinzione la nostra presenza al fianco di MIART, consolidando un rapporto che negli anni ci ha visto contribuire all’importante fiera anche con la condivisione delle raccolte d’arte di proprietà”. E aggiunge: “Ospitare le opere in fiera permette di evidenziare il valore, l’attualità e la piena contemporaneità della nostra raccolta, ribadendo l’importanza dell’incontro con il mercato e il collezionismo”. Sul ruolo dell’arte come asset interviene anche Cristiana Fiorini, Direttore Generale Intesa Sanpaolo Private Banking: “Il collezionismo rappresenta oggi una chiave di lettura sempre più rilevante per comprendere l’evoluzione del patrimonio delle famiglie e degli imprenditori italiani”. E conclude: “Iniziative come MIART rappresentano un momento qualificato di confronto tra operatori, collezionisti e istituzioni, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’arte come leva culturale e patrimoniale nel nostro Paese”.

Miart, una infrastruttura culturale per trasformare Milano capitale dell’arte contemporanea

Tra nuova sede, apertura alla città, investimenti e dialogo con il mercato, Miart 2026 si presenta come qualcosa di più di una fiera. Un’infrastruttura culturale, come la definisce Bozzetti, che prova a tenere insieme qualità curatoriale, dimensione urbana e sistema economico. Con l’ambizione di trasformare Milano, almeno per una settimana, in una vera capitale globale dell’arte contemporanea.

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