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Svelata la nuova miart milano: il nuovo progetto di Fiera tra arte, cultura e internazionalizzazione. VIDEO

miart diventa miart milano, con una programmazione che supera i quattro giorni della manifestazione. Confermati i 100 mila euro per il Fondo di Acquisizione e arriva un nuovo premio da 50 mila euro per gli artisti italiani mid-career

Svelata la nuova miart milano: il nuovo progetto di Fiera tra arte, cultura e internazionalizzazione. VIDEO

Miart cambia nome e diventa miart milano. Il nuovo nome accompagna un progetto triennale che amplia il perimetro della manifestazione e punta a costruire una piattaforma attiva durante tutto l’anno, attraverso progetti e collaborazioni con artisti, gallerie, istituzioni, fondazioni, collezionisti e imprese. La fiera continuerà a essere il cuore del progetto, con un appuntamento dedicato a gallerie, collezionisti e professionisti, ma sarà affiancata da un programma di iniziative distribuite nel corso dell’anno. L’obiettivo è mettere in connessione produzione artistica, capitale culturale e capitale economico, valorizzando il patrimonio creativo di una città nella quale convivono arte, design, moda, finanza, editoria e innovazione.

La nuova miart milano 2027

La nuova edizione sarà articolata in tre sezioni. La Main Section Contemporary and Modern / Atlas of Arts accoglierà le gallerie più prestigiose del panorama globale dell’arte moderna e contemporanea, valorizzando le realtà che sostengono da anni artisti e progetti e ne favoriscono la diffusione internazionale. New Voices sarà dedicata alle gallerie più giovani e alle nuove tendenze dell’arte contemporanea, con progetti site-specific concepiti per la fiera. La terza sezione, Close Up. Solo Shows and Conversations, presenterà progetti monografici e dialoghi tra due o più artisti, realizzati da una singola galleria oppure attraverso la collaborazione tra più gallerie.

Accanto alle tre sezioni nasceranno In and Out, con installazioni dentro e fuori la fiera; Movie, dedicato a video e film d’arte; ed Editions, dedicato all’editoria, agli editori, ai magazine e alle edizioni.La sede resterà Allianz MiCo, mentre uno studio di architettura internazionale progetterà il nuovo assetto della manifestazione, dagli ingressi ai percorsi e dagli spazi comuni a quelli espositivi. La nuova visual identity sarà sviluppata da Left Loft. Il progetto prevede inoltre un rafforzamento della squadra, con nuove competenze dedicate al project management, al rapporto con le gallerie, al global gallery development e al global corporate development. Il VIP Department rinnoverà il proprio programma rivolgendosi a collezionisti italiani e internazionali, corporate collection, musei, fondazioni, curatori e direttori artistici.

Conci (Fiera Milano): “Un grande progetto di sviluppo internazionale”

Per Francesco Conci, amministratore delegato di Fiera Milano, il nuovo corso rappresenta un progetto strategico per l’azienda. “Oggi riaffermiamo l’importanza che questo progetto ha per un’azienda come Fiera Milano”, ha dichiarato Conci, sottolineando come l’azienda creda “tantissimo nella relazione fra cultura e sistema, relazione sul territorio, con gli imprenditori”.

Il nuovo nome si inserisce in una prospettiva più ampia: “Oggi abbiamo collegato in uno status il termine Milano dentro il titolo di miart perché questo sottintende a un grande progetto di sviluppo internazionale, quello dove noi vogliamo portare la nostra manifestazione”. Per Conci, Fiera Milano può contribuire alla crescita del patrimonio culturale esistente: “Siamo convinti che il nostro ruolo, il ruolo di un’azienda come Fiera Milano, sia anche quello di dare la possibilità a questo grande substrato e humus culturale che esiste nella nostra destinazione, cresca sempre di più e diventi un grande motore di sviluppo”. Un’impostazione che, nelle sue parole, si traduce in un vero e proprio progetto industriale, capace di mettere insieme “istituzioni, territorio ed economia” e di generare sviluppo.

Piccoli (Miart Milano): “Miart cambia nome, ma è soprattutto un concetto”

Cloe Piccoli, direttrice di Miart Milano, definisce il cambiamento soprattutto come una nuova impostazione della manifestazione. “Miart cambia nome e diventa miart milano, è un nuovo nome, ma è soprattutto un concetto”, spiega Piccoli. “L’idea è quella di lavorare in sinergia con la città, di sviluppare e intercettare le forze che ci sono nella città, le comunità artistiche, produttive, finanziarie. Arte, moda, design”. Da qui la scelta di ampliare la programmazione: “Miart milano esce da fiera per entrare in relazione e lavorare in relazione con la città di Milano. Lo farà da subito”.

E soprattutto: “Non lavoreremo soltanto nei giorni della fiera, ma lavoreremo durante tutto l’anno“. Miart Milano viene così concepita come “piattaforma di mercato e piattaforma culturale e partecipativa”, con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico più ampio. La dimensione internazionale rimane una componente importante del progetto. “Miart d’altronde coinvolgerà anche galleristi, collezionisti, artisti da ogni parte del mondo”, spiega Piccoli. “Milano è una città internazionale e noi lavoreremo su un contesto internazionale”.

Tra le iniziative previste ci sono The Ring, a dicembre, dedicato all’incontro con protagonisti del sistema dell’arte internazionale, e i Talks sulle art communities, realizzati con l’Accademia di Brera e destinati a proseguire fino all’estate. “Di Miart si parli e non solo in quei 4 giorni”, sottolinea Piccoli. A questo si aggiungeranno installazioni e progetti diffusi nella città, con iniziative che potranno durare uno o due mesi a seconda dell’istituzione coinvolta.

Bozzetti (Fondazione Fiera Milano): “Cultura e arte rappresentano le radici del Made in Italy”

Il progetto trova un ulteriore elemento di sostegno nell’impegno di Fondazione Fiera Milano, come spiega il presidente Giovanni Bozzetti. “È un’edizione che innanzitutto si rinnova. Bisogna sempre innovarsi per rispondere alle attese, alle esigenze del mondo dell’arte, delle gallerie d’arte e degli artisti”, dichiara Bozzetti.

Fondazione Fiera Milano conferma il proprio investimento: “Ancora una volta investe in questa manifestazione, come investe tutto l’anno in cultura e arte“. Una scelta che il presidente lega direttamente al Made in Italy: “Cultura e arte rappresentano le radici del Made in Italy, il DNA del Made in Italy e senza cultura e arte non ci sarebbero nemmeno le manifestazioni fieristiche che sono una vetrina straordinaria del Made in Italy produttivo verso il mondo”.

Per il 2027 vengono confermati 100 mila euro per il Fondo di Acquisizione, mentre arriva un nuovo premio da 50 mila euro destinato agli artisti italiani mid-career. “Noi abbiamo confermato il nostro investimento di 100 mila euro nell’acquisizione di opere d’arte, ma quest’anno mettiamo anche a disposizione 50 mila euro per un premio rivolto agli artisti”, spiega Bozzetti. Il Fondo di Acquisizione, istituito nel 2012, ha permesso di costruire una collezione oggi composta da oltre 170 opere. A fronte di 1,5 milioni di euro investiti nelle acquisizioni, la collezione ha raggiunto una stima di circa 3 milioni di euro.

Nel suo intervento, Bozzetti insiste anche sulla necessità di una ricaduta concreta sul territorio: “La cultura si deve diffondere verso il territorio e soprattutto Milano non deve solo ospitare l’arte, ma essere in grado di produrre l’arte e cultura e diffonderla attraverso i cittadini”. Il nuovo premio da 50 mila euro, come spiegato da Fondazione Fiera Milano, nasce proprio dalla volontà di rafforzare l’impegno a sostegno degli artisti italiani. “La cultura non è soltanto un patrimonio da tutelare, ma un motore di sviluppo e innovazione ed è alla base della forza del Made in Italy”, ha dichiarato Bozzetti.

Un progetto che guarda al futuro

Il nuovo corso di miart milano tiene insieme così tre dimensioni: la manifestazione fieristica, una programmazione culturale distribuita durante l’anno e una rete internazionale destinata a crescere. Dal 2027 miart milano sarà quindi una fiera rinnovata nella formula e nell’identità, con l’ambizione di costruire relazioni che vadano oltre i giorni dell’appuntamento e di contribuire, attraverso l’arte e la cultura, alla crescita dell’intero ecosistema che la circonda.