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Europa debole a metà seduta, Milano -1,7%

Crollo Mps -13%

L’incubo banche toglie a Milano la possibilita’ di vivere una seduta di rimbalzo o quantomeno di assestamento. Mentre gli indici europei, che oggi non avranno la guida di Wall Street chiusa per festivita’, viaggiano fiacchi intorno alla parita’ tenendo sotto osservazione il petrolio (sceso anche sotto 28 dollari nel contratto Brent marzo ma ora in recupero dell’1,6% a 29,39 dollari al barile) e aspettando i dati sul Pil cinese, Piazza Affari cade di un altro 1,8%. Il nuovo tonfo del Ftse Mib, arrivato fino a -2,7% e ancora sotto i 19mila punti, e’ stato innescato da una fuga da tutti i titoli bancari italiani nel timore, dicono gli operatori, che i portafogli di crediti in sofferenza possano andare incontro a nuove svalutazioni e rendere necessari nuovi interventi di rafforzamento patrimoniale. A essere colpita e’ stata innanzi tutto Mps (-13% e ora ferma in asta di volatilita’) che ha trascinato dietro di se’ tutti gli altri istituti i cui titoli sono stati ripetutamente sospesi: Bper perde il 7,6%, Ubi il 6,6%, Banco Popolare e Bpm (in predicato di allearsi secondo le indiscrezioni) rispettivamente il 5,5% e il 4,5%. Male anche Intesa (-3,3%) e Unicredit (-4,4%)

Al di fuori del settore bancario, scivolano A2a (-3,5%) e Saipem (-3,1%). Il recupero del greggio (anche il Wti segna +0,9% a 30,65 dollari) dopo che l’Opec ha indicato la sua previsione di un mercato in fase di riequilibrio nel corso del 2016 permette a Eni di risalire dell’1% insieme a Tenaris (+0,7%). E’ Moncler (+1,4%) la migliore del Ftse Mib grazie all’ottimismo sul 2016 espresso dal ceo Remo Ruffini, mentre Telecom (+0,8%) rimbalza dalla soglia di 1 euro dopo il rafforzamento di Vivendi sopra il 21% del capitale

Sul mercato valutario l’euro resta sotto quota 1,09 dollari e scambia a 1,08937.