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Alce Nero quando il Bio è fatto con passione cresce del 41,4%

Continua la cavalcata del marchio Alce Nero  
che chiude il 2015 con un fatturato in crescita del 41,4%

Indicatori economici più che positivi per l’azienda bolognese specializzata nella produzione di alimenti biologici che ha registrato nell’anno appena trascorso 65 milioni di euro di fatturato complessivo, di cui 51,5 riferiti al brand Alce Nero.

La passione di Lucio Cavazzoni, presidente di Alce Nero, la si legge nei suoi occhi, quando parla di terra, agricoltura, coltivazione, quando cita i 10 000 ettari coltivati a bio, quando parla del grano o dei pomodori.

Quando accusa "l'agricoltura tradizionale che si basa sugli insetticidi che uccidono le api, sulla chimica che distrugge la terra e la essica uccidendo micro elementi, sui fertilizzanti che non sono più cacca di mucca, le quali, poverette, non calpestano più la terra".
E aggiunge quasi schivo "Noi contribuiamo per la nostra piccola parte".

Apprezza inoltre il fatto, testimoniato da un più quarantadue per cento, "che la GDO abbia capito il nuovo sentimento sul biologico e si sia velocemente adattata con inserimento anche di prodotti vegetariani vegani, in molte categorie 
E' cambiato anche l'approccio al cibo - aggiunge - l'attenzione verso cosa si mangia. 
Quello che era un gruppo di persone, sta crescendo molto, sempre più attento agli aspetti nutrizionali ad esempio.

"C'è un aspetto edonistico - conclude - il piacere di mangiare bene e saperlo. 
Una maggior attenzione al legame tra prodotto e territori. Infine attenzione alle conseguenze della nutrizione".

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA A LUCIO CAVAZZONI

 

 

Alce Nero chiude quindi l'anno con una crescita del 42% rispetto al mercato bio cresciuto del 17% - sottolinea Massimo Monti Amministratore Delegato. 

Inoltre è previsto un restiling dell'immagine per rendere più forte il marchio è più immediata la riconoscibilità bio del prodotto e dei suoi ingredienti. 
In programma anche l'alleggerimento degli imballi per renderli più eco compatibili.

Ricordato anche, durante la presentazione a Bologna, il "Progetto San Lazzaro" dove sorgerà la nuova sede del gruppo che, sottolineano "Non sarà solo una sede, ma un'area verde, con campi coltivati, anche a fiori biologici, lungo il fiume, oltre quattro ettari torneranno a verde in parte coltivata e in parte boschiva. Al centro la nuova sede con uffici e laboratori di produzione e ricerca.
Cantieri tra fine 2016 e inizio 2017.


Infine l'estero: "L'idea -illustrano Cavazzoni e Monti- è impiantare Alce Nero in tanti Paesi, scegliendo agricoltori e produttori capaci di fare un prodotto buono, fatto bene che vuol dire non solo usare i principi biologici ma esservi coinvolti e implicati. Ci interessa la convinzione e la determinazione positiva".


Le vendite al di fuori del territorio nazionale sono aumentate 37,8%, nonostante la frenata delle esportazioni in Russia, fino al 2014 terzo mercato per il marchio Alce Nero. Tra i 30 mercati internazionali in cui Alce Nero è presente , i risultati più significativi del 2015 provengono nell’ordine da Giappone, Cina, Singapore e Polonia.
Positiva anche la performance relativa alle vendite sui canali del dettaglio specializzato biologico, che registrano un incremento di fatturato del 24,5%. 

Di assoluto rilievo, infine, la performance registrata dai prodotti destinati all’alimentazione per la prima infanzia, sia nel canale delle farmacie, sia nei punti vendita specializzati (“Baby store”); fino al 2013 in questi canali il marchio Alce Nero non era presente, nel 2015 ha sviluppato un fatturato di circa 1 milione di Euro.

Il gruppo Alce Nero stima per l’anno in corso di consolidare il trend di crescita con un obiettivo di budget che dovrebbe superare i 78 milioni di euro di fatturato, di cui 63 milioni con il marchio Alce Nero.
“Ci aspettiamo un’ulteriore crescita nel 2016. Un contributo in questa direzione potrà arrivare in particolare dalla linea baby food - la cui presenza è ancor fase di consolidamento - e dall’introduzione di nuovi prodotti come lo yogurt intero biologico da latte di montagna e dalla nuova linea di prodotti senza glutine (pasta e biscotti). Ci aspettiamo anche un effetto consistente di traino dagli investimenti in comunicazione (la nuova campagna televisiva è on air fino al 31 marzo e sarà rilanciata ottobre, la campagna stampa si protrarrà fino a giungo) e dai tanti eventi, fiere e sponsorizzazioni che stiamo organizzando, ha commentato Massimo Monti, Amministratore Delegato di Alce Nero.

Dieci anni di crescita costante rappresentano non solo la testimonianza della solidità di un progetto imprenditoriale nato trent’anni fa e che si fonda sui valori e sui principi della produzione agricola nel rispetto dell’ambiente e dell’identità dei territori, ma anche l’evidente conferma che il biologico rappresenta anche una importante prospettiva per l’agricoltura e l’alimentazione del futuro 
Concetto che esprime con forza Lucio Cavazzoni, Presidente di Alce Nero quando dice che “Il biologico è prospettiva, identità e salubrità, mestieri nuovi che appassionano. È ristabilire una relazione fra chi produce e chi utilizza, fra campagna e città, fra rispetto ambientale e cibo sano”.
E i numeri parlano chiaro dandogli ragione. 

Il successo di Alce Nero è la dimostrazione di come l’economia sviluppata dal mondo imprenditoriale bio risponda a nuove e reali esigenze, rappresentate da quei fruitori che proprio a partire dalla spesa quotidiana preferiscono compiere acquisti responsabili, e di come queste esigenze siano in continua crescita. 

Tra East e West Cost americana la parola organic è da tempo il nuovo mantra, mentre sono anni che René Redzepi, per anni ai vertici di una nota classifica dedicata al meglio della ristorazione mondiale, predica la sostenibilità e l’utilizzo di prodotti raw organizzando iniziative (MAD ndr) che pongono al centro chi coltiva la terra in un’ottica di economia  circolare che si riassume nella dichiarazione “Good cooking and a healthy environment can and should go hand-in-hand”. 

A casa nostra sono sempre più numerosi gli chef che credono in una rivoluzione in cui il binomio gusto e benessere fa rima con vegetale e biologico, primo fra tutti Simone Salvini, ex allievo di Pietro Leemann, che forma i resident chef della della Camera dei Deputati, scrive libri, partecipa a trasmissioni televisive e, da tempo, collabora attivamente con Alce Nero per lo sviluppo di prodotti e ricette.  Ricordiamo anche dello chef Matteo Aloe, creatore insieme al fratello Salvatore del progetto ristorativo Berberé che ha portato questa rivoluzione anche nel mondo della pizza: lievito madre vivo, idrolisi degli amidi, toppings rigorosamente biologici e di stagione e utilizzo di farine semintegrali biologiche, frutto di ricerca e sperimentazione con Alce Nero. 

alce nero (4)
 

Oltre ad uno stile di vita e a scelte alimentari che ognuno di noi decide di abbracciare è evidente una sempre più diffusa sensibilità anche nel mondo della ristorazione di qualità da parte di chef a cui è dato l’onere e l’onore di mettere nel piatto oltre al gusto e al divertimento, anche salute, rispetto e benessere. 

 

ALCE NERO 

Alce Nero è il marchio di oltre mille agricoltori e apicoltori biologici, impegnati, dagli anni '70, in Italia e nel mondo, nel produrre cibi buoni, sani e che nutrono bene. I prodotti biologici Alce Nero nascono da un’agricoltura che si fa custode della terra, rispettandone ogni componente, che sia vegetale, animale o umana. Nessun utilizzo di sostanze chimiche di sintesi come pesticidi ed erbicidi, scelta di terreni vocati, lavorazioni che esaltano le caratteristiche organolettiche e nutrizionali delle materie prime: questi i criteri che contraddistinguono il marchio Alce Nero. Al centro il sapere degli agricoltori, un patrimonio prezioso che si riflette in ogni ingrediente, dal pomodoro naturalmente ricco di licopene, al grano Senatore Cappelli con il suo stelo lungo, fino all’olio extravergine di oliva. Le oltre 250 referenze Alce Nero si possono acquistare in circa 30 paesi del mondo, in Europa, Asia, America e nel negozio online: www.alceneroshop.com 

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