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Dalla mietitura dell'orzo alla birra: ecco il viaggio del gusto

Per conoscere un prodotto, l'origine, la storia, e la qualità il metodo migliore è andare sul campo, laddove nasce e cresce, dove viene, in questo caso, seminato e coltivato con attenzione, cura e innovazione.

Il prodotto di cui parlo è l'orzo dal quale si ricava il malto della Birra Peroni. E il campo è la tenuta Santa Lucia a Soriano nel Cimino in provincia di Viterbo. Certo bisogna muoversi, viaggiare, non soffrire il caldo che segna l'atmosfera, perché la mietitura si fa ora a luglio ed è bello vederla da vicino. Ma ne vale la pena.

E mentre l'enorme trebbiatrice taglia le spighe e separa l'orzo dalla paglia è interessante sentire il racconto del responsabile Agronomo che spiega come quelle spighe diventeranno la principale componente della birra. 

Qui alla tenuta Santa Lucia è in atto anche un progetto pilota di innovazione agricola e tecnologia digitale per la filiera.

Si tratta della società Horta, uno spin off della Università Cattolica di Piacenza che sviluppa innovazione per le attività agricole.

"Un' agricoltura intelligente - spiega il presidente di Horta Pierluigi Meriggi - come quella della filiera di Peroni. Gli agricoltori ricevono tutte le informazioni sulla coltivazione, sul cambiamento climatico, sulle condizioni del terreno, sulle condizioni meteo e le possibili ripercussioni sulla crescita delle piante. Il tutto viene raccolto sui server, per dare informazioni quotidiane sulla coltivazione in tutti i diversi passaggi".

Il Campo è gestito informaticamente, come una fabbrica. 

"Gli effetti di tutto questo sono la consapevolezza delle azioni e delle decisioni rispetto anche al cambiamento climatico, alla biologia" illustra Federico Sannella, direttore comunicazione di Peroni.

 

Horta ha sul territorio 550 stazioni climatiche  che forniscono migliaia di informazioni in tempo reale.

Un supporto completo alla filiera e soprattutto all'agricoltore. 

Il legame di Peroni con i produttori/agricoltori è molto stretto e basato sulla partecipazione e fiducia in un progetto che vuole selezionare la qualità migliore dell'orzo italiano. Parliamo di quello coltivato nella fascia dell'Italia centrale Lazio,  Campania, nord della Puglia, Marche, bassa Toscana. La fascia migliore, anche per via della qualità dell'acqua.


Il ciclo di coltivazione dell'orzo è abbastanza lungo, la semina tra metà novembre e gennaio a seconda dell'ubicazione dell'azienda agricola. Poi i processi sono lenti, come natura vuole, germinazione, cestimento ( da un seme più spighe) infiorescenza appunto la spiga e poi spigatura, riempimento dei semi e maturazione.

Birra Peroni ha inaugurato la raccolta dell’orzo insieme alla propria filiera agricola. A ospitare l’evento la Tenuta Santa Lucia, a Soriano del Cimino, nella suggestiva campagna viterbese. Un'occasione per parlare della qualità e della sostenibilità del malto 100% italiano, ingrediente che caratterizza le birre della famiglia Peroni, e presentare Orzobirra.net, piattaforma a supporto dell’imprenditorialità in agricoltura. 

Un viaggio alla scoperta del malto 100% italiano tra qualità e sostenibilità

A conferma dell’importanza rappresentata dai suoi oltre 1.500 agricoltori - con 16.500 ettari di terreno seminati a orzo, per un raccolto di 50 mila tonnellate nel 2015 - Birra Peroni ha così finanziato l’accesso dei propri agricoltori a Orzobirra.net, piattaforma web di assistenza tecnica alle coltivazioni realizzata da Horta (spin-off dell’Università Sacro Cuore di Piacenza). In continuità con quanto fatto negli ultimi anni in tema formazione e sostenibilità in agricoltura, grazie a questo importante strumento, la storica azienda birraria darà assistenza via web ai propri coltivatori nella misurazione delle performance agronomiche e ambientali e nella gestione del business. “Si tratta di un valido sistema a favore di un’agricoltura sempre più sostenibile, fruibile dalle aziende agricole e dai tecnici in tempo reale e in modo interattivo, per massimizzare l’efficienza dei terreni coltivati. Orzobirra.net gestisce i dati meteorologici rilevati dalle stazioni meteo e i dati di campo (fertilità del terreno e caratteristiche delle varietà impiegate), li elabora e sulla base di modelli previsionali fornisce i consigli per le coltivazioni, con lo scopo di razionalizzare al massimo l'uso delle risorse naturali e dei mezzi tecnici” - ha spiegato Pierluigi Meriggi,  Presidente di Horta

La produzione complessiva dell’orzo in Italia si è attestata negli ultimi anni su valori pari a circa 950 mila tonnellate, di cui il 10% costituito da orzo distico per malto da birra. L’orzo di Birra Peroni viene prodotto in diverse regioni tra cui: Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Toscana e Lazio. In particolare il Lazio, con circa 5 mila ettari a coltura, è uno dei principali centri italiani di produzione, detenendo il 35% delle coltivazioni nostrane e impiegando più di 500 agricoltori. Il raccolto medio annuo, che viene poi stoccato e conferito alla Malteria Saplo di Pomezia, controllata di Birra Peroni, si attesta intorno alle 13 mila tonnellate all’anno (13.000 solo dalla zona di Viterbo, mentre dal Lazio ne provengono circa 15-16.000 tonnellate). Per il raccolto 2016, ancora in corso, si prevedono circa gli stessi quantitativi.

 “Birra Peroni lavora da anni con la Malteria Saplo per migliorare la qualità del proprio orzo. Ciò che ci rende unici e che distingue sia il processo produttivo sia il prodotto finale è la possibilità, grazie al capillare controllo e al sistema di tracciabilità che parte dal seme e continua fino al malto, di garantire al consumatore finale la provenienza dell’orzo con cui è prodotta la birra che sta bevendo. Ogni anno lavoriamo per migliorare la qualità dei nostri prodotti, introducendo nuove varietà di semi per ottenere risultati sempre migliori e lavorando insieme a tutti coloro che fanno parte della filiera, offrendo formazione e supporto al fine di rendere più fruttuosa la partnership con il mondo delle aziende agricole. Il progetto Horta è un ulteriore conferma del nostro impegno per un agricoltura di qualità nonché sostenibile” -  ha aggiunto Cristina Hanabergh, Responsabile Sostenibilità di Birra Peroni.

 

 

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mietitura orzobirra peroniraccolta orzomalto birra peroni

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