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Diffidate dalle imitazioni, la vera carbonara è quella che richiede solo cinque ingredienti fondamentali – VIDEO

Come dice il nostro esperto Massimo Spina, per una carbonara romana autentica sono necessari solo pasta (spaghetti o rigatoni), guanciale, tuorli d’uovo, pecorino romano DOP e pepe nero

Diffidate dalle imitazioni, la vera carbonara è quella che richiede solo cinque ingredienti fondamentali – VIDEO

La storia della carbonara è un affascinante mistero culinario, privo di una data di nascita certa, ma segnato da alcune ipotesi principali che ne contendono le origini. 

La prima riguarda l’incontro con le truppe americane (1944); questa è la teoria storicamente più accreditata e supportata dai documenti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, infatti, i soldati americani arrivati in Italia consumavano le loro razioni militari (la celebre Razione K ideata da Ancel Keys), ricche di uova in polvere e bacon. Nel 1944 a Riccione, il giovane cuoco bolognese Renato Gualandi fu incaricato di preparare un pranzo per gli ufficiali degli eserciti alleati e, unendo il bacon americano con uova, crema di latte e formaggio, creò il prototipo del piatto. I soldati portarono, poi, questa abitudine a Roma, dove i ristoratori locali la perfezionarono con gli ingredienti del territorio.

La seconda ipotesi è quella dei “Carbonari” appenninici

Una leggenda romantica collega il nome ai carbonai (i lavoratori che trasformavano il legno in carbone, detti carbonari nel dialetto laziale e abruzzese). Si racconta che questi uomini portassero nei boschi ingredienti facili da conservare: pasta, formaggio pecorino, uova, pepe e guanciale o lardo. Il piatto originale sarebbe l’evoluzione della “cacio e ova” abruzzese e laziale, che i boscaioli consumavano fredda o preparavano direttamente sul fuoco all’aperto. Il pepe nero macinato ricopriva la pasta ricordando la polvere di carbone.

La tradizione napoletana (“Cacio e Ova”)

Già nel 1837, il nobile napoletano Ippolito Cavalcanti inserì nel suo ricettario una pasta condita con uova, formaggio, sale e pepe. Anche se mancava il guanciale (sostituito dallo strutto), questa preparazione rappresenta la radice tecnica della crema all’uovo che oggi caratterizza la carbonara.

L’evoluzione scritta della ricetta

Nonostante le varie leggende, la carbonara è un piatto moderno. Nei ricettari romani storici antecedenti alla guerra (come quello della Ada Boni del 1930) non c’è alcuna traccia di questa ricetta. Recentemente, nel 2026, storici della gastronomia hanno rinvenuto un articolo del 1939 su un quotidiano indonesiano di lingua olandese che descriveva già a Roma una pasta molto simile. 

Il successo globale è scoppiato nei decenni successivi, con formule molto diverse da quella attuale

1952-La prima ricetta stampata in assoluto compare negli Stati Uniti, in una guida ai ristoranti di Chicago. 

1954-Compare la prima ricetta in Italia sulla rivista La Cucina Italiana. Gli ingredienti sono spaghetti, uova, pancetta, gruviera e aglio. 

Anni ’60-’80-La carbonara sperimenta una forte anarchia degli ingredienti. Grandi chef come Gualtiero Marchesi utilizzavano regolarmente la panna per dare cremosità alla salsa. Spesso comparivano anche vino bianco, burro, cipolla e parmigiano.

Diffidate dalle imitazioni, la vera carbonara è quella che richiede solo cinque ingredienti fondamentali – VIDEO

Anni ’90-2000-Si assiste a una forte spinta purista, specialmente a Roma. La panna viene bandita, il parmigiano cede definitivamente il posto al solo pecorino romano e la pancetta viene sostituita dal guanciale, codificando la versione autentica.

Gli ingredienti (per 4 persone)

400 g di pasta, 200-250 g di guanciale tagliato a listarelle o cubetti, 100-150 g grattuggiato di pecorino romano DOP, 4 o 5 tuorli d’uovo più, eventualmente, un uovo intero, pepe nero macinato fresco q.b.

La preparazione passo dopo passo

Rosolate il guanciale-tagliate il guanciale a listarelle e mettetelo in una padella antiaderente senza aggiungere olio o grassi. Fate cuocere a fuoco dolce finché il grasso diventa trasparente e il guanciale è croccante. Spegnete il fuoco e mettete da parte il guanciale, tenendo il suo grasso nella padella

Preparate la crema-In una ciotola, sbattete i tuorli d’uovo con il pecorino romano grattugiato e una generosa presa di pepe nero. Potete aggiungere un cucchiaio di acqua di cottura della pasta o un goccio del grasso del guanciale tiepido per sciogliere meglio il composto e formare la “carbocrema”.

Cuocete la pasta-Mettete a bollire l’acqua, salatela (con moderazione, perché il pecorino e il guanciale sono molto saporiti) e cuocete la pasta al dente. 

Mantecate fuori dal fuoco-Scolate la pasta conservando un po’ d’acqua di cottura. Unite la pasta direttamente nella padella con il grasso del guanciale. Spegnete completamente la fiamma o tienila bassissima (fuori dal fuoco è la regola d’oro per evitare l’effetto frittata).

Aggiungete la crema-Versate la crema di uova e pecorino sulla pasta, unite il guanciale croccante e mescolate rapidamente aggiungendo un cucchiaio di acqua di cottura per creare una salsa liscia e vellutata.

Servite-Impiattate subito completando con un’altra spolverata di pecorino e pepe nero macinato al momento.