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In aumento le fake-mozzarella di bufala sul web, l'allarme del Consorzio

In Giappone c’è la Mumu, in Indonesia la Babybel, negli Usa e in Cina la Fresh Buffalo, in Australia invece la Paesanella. Insomma, ogni paese ha la sua mozzarella di bufala. Che in ogni caso non ha nulla a che vedere con quella prodotta nell'area Dop campana (nella foto, la treccia). E in tempo di Covid19 sono aumentate le fake-mozzarelle sui mercati. Anche in Italia. La Mozzarella di Bufala Campana Dop è ancora più imitata, come emerge dal report annuale elaborato dal settore Vigilanza del Consorzio di Tutela e che prende in esame le azioni intraprese nel 2020. Centinaia i casi rilevati dall’attività di verifica e il web si conferma il terreno privilegiato per le violazioni. Gli ultimi dati del Consorzio si concentrano proprio sull’attività di “online brand protection”, con rilevazioni che coprono tutto il 2020.

I numeri                                                                                                                                                                      Non solo internet e social però. L’attività di vigilanza sul prodotto da parte degli ispettori del Consorzio in totale ha portato a ben 2361 azioni di tutela, nonostante le difficoltà e il lockdown da pandemia.

Nel complesso, sono circa 3500 i link rinvenuti nei quali è presente un riferimento al marchio e alla Dop Mozzarella di Bufala Campana. La grande maggioranza delle violazioni si realizzano in siti e-commerce o marketplace. L’83% delle frodi avviene in tale contesto, dove spesso l’utente incriminato si avvale anche dell’utilizzo di social network, attraverso i quali promuove proprio la sua attività di vendita telematica. Le violazioni perpetrate tramite social rappresentano infatti il 31% del totale e si tende a trasgredire principalmente su Facebook e Instagram. Inferiore la percentuale di siti e domini, che insieme non vanno oltre il 13%.

I casi                                                                                                                                                                                            Spesso ci si trova davanti ad un utilizzo non autorizzato di loghi e marchi (86%), anche per il dominio del sito (1%). Non mancano i tentativi di vera e propria contraffazione (13%)  e si segnalano inoltre casi di concorrenza sleale.

Le irregolarità si registrano soprattutto nell’Unione europea, in particolare in Italia, ma anche nei due grandi mercati “extracomunitari”, ovvero Cina e Stati Uniti.

Siamo di fronte a un fenomeno in costante crescita, visto che l’uso del web è sempre più capillare, e che non può essere preso sottogamba dal momento che su un totale di circa 2000 link con riferimenti al marchio e alla Dop Mozzarella di Bufala Campana ben 183 sono stati considerati lesivi, dunque dei veri e propri abusiÈ chiaro che il rispetto del marchio in quelli che sono potenzialmente i più grandi mercati del mondo rappresenta una questione di assoluta rilevanza soprattutto per il futuro della filiera della Mozzarella di Bufala Campana Dop”, commenta il direttore del Consorzio di Tutela, Pier Maria Saccani.

 

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