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L’azienda, i cinque soci e l’amore per Matelica

L’azienda, i cinque soci e l’amore per Matelica 

Borgo Paglianetto, località Pagliano a Matelica, in provincia di Macerata, nasce dall’amore per Matelica di cinque professionisti che, intimamente legati alla loro terra d’origine, hanno deciso dedicare tutto il loro tempo libero alla riattivazione di alcune vigne, concentrandosi sulla produzione di Verdicchio, senza dimenticare il Marche Rosso. L’azienda nasce dalla fusione di due cantine che operano da lunga data. L’azienda Pagliano produce i vini Terra Vignata, mentre l’azienda del Carmine produce i vini omonimi. Un’unica azienda dal 2008.
I soci consiglieri sono cinque: Mario Basilissi, Luciano Bruzzechesse, Pierandrea Farroni, i fratelli Antonio e Giovanni Battista Roversi. Provengono dall’imprenditoria, dall’università, dall’alta finanza e dal mondo agricolo, arrivano in cantina e trovano la squadra dei tecnici, loro rappresentano un mix di professioni e di caratteri estremamente diversi. Una cosa li accomuna: ognuno di loro ha avuto successo nella sua attività professionale. 

 “Ci riuniamo una volta al mese. Lasciamo le città dove lavoriamo e facciamo rotta su Matelica, 10mila abitanti, comune in provincia di Macerata, una settantina di chilometri dal mare, un’ora dall’aeroporto di Ancona. – racconta Giovanni Battista Roversi - Spesso siamo accompagnati da figli e nipoti, che alternano incarichi di prestigio nelle multinazionali con sedi in Italia ma anche nella city londinese”. Ma un salto a Matelica non può mancare, quel pezzo di Marche dove Enrico Mattei (il mitico manager dell’Eni), legato sentimentalmente alla zona, diede il suo contributo al recupero dell’industria nel dopoguerra e una spinta decisiva alla lavorazione del vino.
Il rito di Matelica viene ripetuto dal 2008. I cinque soci hanno le idee chiare: vogliono un vino di grande qualità, distribuito con tutti i requisiti di etica commerciale. Non hanno mai voluto essere “come tutti gli altri”. Eccellenza e innovazione sono fin dall’inizio i temi più dibattuti nel vertice mensile e trasformati in realizzazioni. Ovvero dal vino tradizionale al biologico, per arrivare, nei giorni nostri, al biodinamico. Una strategia virtuosa che ha tenuto impegnati i cinque fondatori sia in termini di tempo che di investimenti.
Si diceva che i cinque soci vengono attesi dai tecnici. A far da primo padrone di casa è Aroldo Bellelli, enologo di fama, che nella cantina del Borgo studia e realizza esperimenti d’avanguardia. Al suo fianco Angelo Carucci, di professione cantiniere.

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I conti sono affidati a Laura Menichelli, Martina Camoni è la responsabile commerciale che in queste settimane sta seguendo un master all’università di Camerino, punto di riferimento degli aspiranti agronomi di successo.
I cinque soci hanno affrontato insieme la conversione al biologico. “Da due anni – spiega Giovanni Battista Roversi – l’impegno principale è sul biodinamico. Niente componenti chimici, protocolli severissimi, ma soprattutto solo ed esclusivamente uva delle nostre vigne. L’evoluzione del Verdicchio viene seguita passo dopo passo”.

I cinque soci s’impegnano senza soste. Le nuove tecnologie media consentono loro di essere in costante collegamento. Le rispettive attività professionali non ne risentono. E nemmeno gli hobby, come il golf, che appassiona Giovanni Battista Roversi. Il tutto in maniera sobria, silenziosa, elegante, coerente con quella terra delle Marche che va fiera di una storia millenaria in cui il vino è stato e sarà un elemento di riconoscimento ovunque. “Il filo conduttore dell’attività del Borgo è la costante ricerca della qualità. In questo i 5 soci vanno perfettamente d’accordo. Ma è in generale il territorio delle Marche a unire passione e vero e proprio amore per il Borgo” spiega Antonio Roversi, che non nasconde il desiderio di creare un agriturismo con ristorante che completi l’offerta della cantina.
“Non dimentichiamo il fascino che il vino esercita su tutti noi – precisa Pierandrea Farroni, il commercialista del gruppo – molti dei nostri nonni facevano gli agricoltori. Tra i soci del Borgo c’è Luciano Bruzzechesse che è un protagonista nel settore degli incubatoi. Il socio Mario Basilissi è un agronomo molto esperto. I nostri figli hanno scelto altre strade, ma i nostri sentimenti nei confronti della terra sono anche i loro, pur passando dalla consulenza alla finanza e dedicando solo il tempo libero al Borgo”.

Focus sul Verdicchio
Il Verdicchio è un vitigno a bacca bianca che viene coltivato nelle Marche, in particolare tra la zona dei Castelli di Jesi e nel territorio di Matelica. 
Matelica, diecimila abitanti, situata in provincia di Macerata nelle Marche, è conosciuta in varie parti del mondo per il Verdicchio.
Di antichissime origini, I e II secolo a.C., “libero comune” dal 1170, è posta a 354 metri sul livello del mare, nella vallata del fiume Esino, nell’unica valle marchigiana che si sviluppa da nord a sud. Il territorio è collinare, con le montagne che lo costeggiano ai lati della valle.  

Ricca di monumenti, musei, teatri, Matelica offre un importante calendario di eventi culturali internazionali. La piazza principale è dedicata ad Enrico Mattei, il manager che diede vita all’Eni, una delle società italiane più apprezzate all’estero. Mattei stimolò per anni lo sviluppo della sua cittadina. I suoi concittadini non l’hanno mai dimenticato. 
Nell’ultimo secolo si registra un forte sviluppo dell’agricoltura. Campi coltivati circondano la città e l’attività principale è la produzione dell’uva. Il vino è uno dei prodotti tipici di Matelica a partire dal famoso Verdicchio, vitigno che cresce solamente nella valle dell’Esino. 
Riconosciuto DOC nel 1967, primo nelle Marche, il Verdicchio gode di un clima che dà origine ad una uva ricca di estratti, aromi primari, zuccheri e polifenoli che conferiscono una particolare attitudine all’invecchiamento. 


I soci di Borgo Paglianetto hanno deciso di ridare vigore alle forze del vigneto lavorando con preparati naturali e composti organici e vegetali. Nasce così un vino tipico con i caratteri del luogo di produzione e dell’annata, che si presta a molteplici interpretazioni.

Borgo Paglianetto in cifre
25 ettari di vigneti; 60 ettari di seminativi. Circa 70.000 bottiglie di Verdicchio e circa 20.000 bottiglie di rosso, in particolare:
Verdicchio di Matelica doc – Verdicchio 100% Jera, circa 3.000 bottiglie

Marche IGT Rosso
Terravignata, circa 40.000 bottiglie
Petrara, circa 15.000 bottiglie
Vertis, circa 10.000 bottiglie
Ergon, circa 6.000 bottiglie
Spumante, circa 3.000 bottiglie
Passito, circa 1.000 BottiglieTerravignata, 50% Sangiovese 35% Merlot 5% Lacrima, 10.000 bottiglie
Matesis, 100% Montepulciano, 6.600 bottiglie
Ergon, 50% Sangiovese 35% Merlot 5% Lacrima, circa 10.000 bottiglie

Riconoscimenti
per l’azienda:
Ecofriendly 2016;
Bandiera Verde Agricoltura 2015
per la produzione:
Guida Merum: “due cuori” per Jera ’12 e Petrara ’15;
International Wine Challenge 2016: Jera medaglia argento;
Decanter World Wine Awards 2015: Jera medaglia argento;
Decanter World Wine Awards 2014: Jera medaglia oro;
Wine Spectator 2014: Vertis ’12 88/100, Terravignata ’13 87/100.
Verdicchio di Matelica Riserva docg – Verdicchio 100% 

 

 

Tags:
vini amore per il vinomatelicaverdicchio
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