Il nome “straccetti” deriva proprio dall’aspetto della carne. Il taglio è sottile, perchè le fettine di manzo o di vitello sono tagliate in modo sottilissimo, quasi trasparente. La forma è irregolare; infatti durante la manipolazione o la cottura veloce, la carne si riduce in piccoli pezzi simili a brandelli di stoffa, o “stracci”. Nasce come piatto economico e veloce, ideale per cucinare tagli di carne magri e teneri in pochissimi minuti senza indurirli.

La ricetta tra tradizione e varianti
La preparazione classica prevede una cottura lampo in padella con poco olio e aglio. Nella versione tradizionale è spesso accompagnata da un fondo di cottura semplice con vino bianco o erbe aromatiche come l’alloro. Nell’evoluzione moderna, poi, molto diffusa è la variante con un letto di rucola fresca e scaglie di parmigiano, oppure arricchita con pomodorini saltati o un goccio di aceto balsamico.

La cucina romana ha successo perché unisce sapori forti, ingredienti poveri, ma ricchi di gusto e forte identità popolare
Nasce dalla tradizione contadina, o pastorale, o anche dal ghetto ebraico ed è basata su pochi ingredienti genuini ma dal carattere deciso. L’uso delle parti meno nobili dell’animale viene trasformato in piatti straordinari grazie alla fantasia popolare. Sono ricette amate in tutto il mondo e l’atmosfera informale delle osterie trasmette calore, accoglienza e un forte senso di appartenenza culturale.


