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A maggio, si potranno visitare le 4 ex centrali nucleari italiane

Come funzionavano le centrali nucleari in Italia prima che il referendum ne decretasse lo smantellamento? Come avveniva la trasformazione dell’uranio in energia elettrica? E cosa è la “fissione”? Saperne di più sarà possibile visitando direttamente le quattro centrali nucleari di Caorso (Piacenza), Garigliano (Caserta), Latina e Trino (Vercelli) in fase di smantellamento. L’iniziativa, che si terrà il 16 e il 17 maggio prossimi, intitolata “Open gate”, è promossa dalla Sogin, la società pubblica che si occupa dello smantellamento delle centrali nucleari italiani e che sta anche lavorando alla localizzazione e realizzazione del deposito unico nazionale dei rifiuti radioattivi nel quale confluiranno circa 75 mila metri cubi di rifiuti di bassa e media attività.

Obiettivo di “Open gate” è far conoscere il lavoro che Sogin sta portando avanti per terminare lo smantellamento degli impianti nucleari, nel rispetto dei criteri di massima sicurezza, e di sensibilizzare sul tema della gestione dei rifiuti radioattivi, dal loro stoccaggio nei depositi temporanei fino alla sistemazione definitiva nel deposito nazionale. Per la sua realizzazione, che consentirà di chiudere il ciclo elettronucleare nel nostro Paese, è previsto un investimento complessivo di circa 1,5 miliardi di euro, di cui 650 milioni di euro (43%) per la localizzazione, progettazione e costruzione della struttura, 700 milioni di euro (47%) per infrastrutture interne ed esterne e 150 milioni di euro (10%) per la realizzazione del Parco Tecnologico annesso al deposito.

Nelle due giornate di maggio le centrali potranno accogliere quasi tremila visitatori: un massimo di 380 al giorno per Trino, Caorso e Garigliano, e un massimo di 320 al giorno per la centrale di Latina. L’iniziativa prevede due differenti percorsi di visita per le centrali di Caorso, Garigliano e Trino: "zona controllata" e "zona non controllata". Per la centrale di Latina è programmato un unico percorso, "zona non controllata". La "zona controllata" all'interno di un impianto nucleare è un ambiente di lavoro delimitato il cui accesso, per motivi di protezione dalle radiazioni ionizzanti, è segnalato e regolamentato da specifiche procedure ed è vietato ai minori, a differenza della zona non controllata alla quale possono accedere anche i bambini da sei anni in su. In ciascuna giornata e per ogni percorso di visita, della durata di circa due ore, sarà possibile prenotarsi per uno fra i diversi turni programmati dalla mattina fino al tardo pomeriggio. Per partecipare all’iniziativa è necessario iscriversi entro domenica 3 maggio attraverso la pagina dedicata sul sito internet www.sogin.it, inserendo i propri dati e allegando copia del documento di riconoscimento.

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