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ANBI, in Veneto nasce il progetto GRAPE per un’irrigazione più intelligente nei vigneti

Vincenzi (ANBI): “Queste collaborazioni rientrano nella cultura del nostro mondo, dove imprese, enti consortili e ricerca universitaria lavorano insieme per migliorare l’uso dell’acqua e rendere un territorio straordinariamente vocato come quello veneto più resiliente ai cambiamenti climatici”

ANBI, in Veneto nasce il progetto GRAPE per un’irrigazione più intelligente nei vigneti

ANBI, irrigazione di precisione nei vigneti: al via il progetto GRAPE in Veneto

Di fronte alle sfide sempre più pressanti del cambiamento climatico, il Veneto rafforza la collaborazione tra mondo agricolo, ricerca e gestione delle risorse idriche. Nasce così GRAPE – Gestione Razionale dell’Acqua e Irrigazione di Precisione per l’Eccellenza Vitivinicola, un progetto triennale (2026–2028) che punta a rivoluzionare l’irrigazione nei vigneti, rendendola più efficiente, sostenibile e tecnologicamente avanzata. L’iniziativa mette insieme alcune delle principali realtà del settore vitivinicolo regionale, come Cantina di Soave – CADIS e CollisWine, con il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta e il Consorzio L.E.B. – Lessinio Euganeo Berico, attraverso il Centro di Sperimentazione per l’Innovazione Irrigua (Ce.Sp.I.I.). Fondamentale anche il contributo scientifico dell’Università di Verona, con il Dipartimento di Biotecnologie. Il progetto nasce in risposta a un contesto sempre più complesso, caratterizzato da ondate di calore, scarsità d’acqua e fenomeni meteorologici estremi che mettono a rischio anche uno dei simboli dell’eccellenza italiana: il vino. L’obiettivo è chiaro: ottimizzare l’uso della risorsa idrica nei vigneti, migliorare la qualità delle uve e rendere il territorio più resiliente.

Queste collaborazioni rientrano nella cultura del nostro mondo, dove imprese, enti consortili e ricerca universitaria lavorano insieme per migliorare l’uso dell’acqua e rendere un territorio straordinariamente vocato come quello veneto più resiliente ai cambiamenti climatici”, sottolinea Francesco Vincenzi, presidente di ANBI. Cuore del progetto sarà l’utilizzo di tecnologie avanzate: rilievi con droni, sensori nei campi, stazioni meteo e analisi dei suoli permetteranno di raccogliere dati fondamentali per sviluppare modelli matematici in grado di indicare quando e quanto irrigare. Un approccio di precisione che non solo riduce gli sprechi, ma apre la strada a nuove linee guida per una viticoltura più sostenibile.

Le prime sperimentazioni partiranno da tre aziende pilota nell’area di Illasi, nel Veronese. Qui saranno testate le nuove tecniche, mentre la rete di strumenti installati resterà attiva anche oltre la conclusione del progetto, con la possibilità di estendere il modello ad altri territori. Il lavoro sarà articolato tra i diversi partner: il Ce.Sp.I.I. si occuperà della ricerca e dell’elaborazione dei dati; il Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta garantirà il collegamento operativo con i distretti irrigui; le cantine coinvolte metteranno a disposizione vigneti e competenze; l’Università di Verona analizzerà dati climatici e caratteristiche dei suoli.

Quando Consorzi di bonifica, imprese e Università lavorano insieme si costruiscono soluzioni capaci di migliorare l’efficienza irrigua e la resilienza dei territori: è una visione di lungo periodo nella gestione responsabile della risorsa idrica”, evidenzia Paolo Ferraresso, presidente del Consorzio L.E.B. Sulla stessa linea Claudio Zambon, presidente del Consorzio di bonifica Alta Pianura Veneta, che sottolinea come “il progetto GRAPE porti innovazione nei distretti irrigui di un territorio che vive di viticoltura d’eccellenza, accompagnando le imprese in un percorso concreto per rafforzare sostenibilità, competitività e qualità del paesaggio rurale”.