Affitti, la domanda e i prezzi crescono ma ci sono troppe case vuote: l’analisi di Nomisma, Crif e Confabitare
La domanda di affitti cresce, così come i prezzi, ma allo stesso tempo migliaia di case restano vuote. Questo è quanto emerge dall’Osservatorio affitti 2025 di Nomisma, realizzato in collaborazione con Crif e Confabitare. Solo a Bologna si conterebbero circa 15mila alloggi sfitti, di cui oltre la metà potrebbero essere immessi in tempi brevi sul mercato. Il 30% dei proprietari però preferisce non darli in locazione e il problema principale è la mancanza di fiducia.
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“Dal 2022 al 2025 abbiamo registrato un aumento del 12% dei contratti”, ha spiegato Elena Molignoni di Nomisma. Nonostante la domanda elevata si preferisce lasciare la casa vuota, non tanto per una questione di costi (ad esempio per la ristrutturazione) quanto per la paura di morosità, possibili danni ed esperienze negative vissute in passato. “C’è un 18% di proprietari che ha già avuto problemi o teme conseguenze negative”, spiega Giulia Bassani di Nomisma. In questo scenario domanda e offerta faticano ad incontrarsi, portando a un ulteriore impennata dei prezzi di locazione.
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Sempre più proprietari si sono quindi rivolti a nuovi strumenti e servizi per ridurre i rischi come il property management, ovvero società a cui affidare la gestione completa dell’immobile in affitto. Allo tempo aumentano le richieste di attestati che certifichino l’affidabilità dell’inquilino. Dall’analisi emerge poi che gli affittuari esprimono anche l’esigenza di monitorare lo stato dell’immobile nel corso del tempo e il numero reale di occupanti.

