Oggi si svolge l’incidente probatorio per Carmelo Cinturrino, assistente capo del Commissariato Mecenate, 41 anni, originario di Messina, accusato dell’omicidio volontario, con l’aggravante della premeditazione, di Abderrahim Mansouri, ucciso lo scorso 26 gennaio nel cosiddetto boschetto di Rogoredo.
Uno dei testimoni: “Mi diceva di voler ammazzare Mansouri”
Davanti al gip di Milano, Domenico Santoro, 39enne italiano senza fissa dimora, prima di entrare in udienza ha dichiarato: “Mi diceva di voler ammazzare Mansouri. Taglieggiava tutti, anche noi consumatori. Picchiava col martello. Chiedeva soldi e droga a tutti.” Lo stesso 39enne, nel corso delle indagini, aveva già dichiarato a verbale che Cinturrino gli avrebbe detto: “Dì a Zack che quando lo vedo lo ammazzo”
Sono oltre 40 i capi d’imputazione contestati a Cinturrino, giunto in mattinata al Tribunale di Milano, dove saranno presenti sei testimoni a sostegno dell’accusa. La difesa del poliziotto sostiene l’esistenza di una presunta associazione delinquente, formata da pusher e sentite come teste, presente nel boschetto. Ha inoltre presentato denuncia anche ai pm per false dichiarazioni da parte dei testimoni. Tra i capi d’imputazione, contestati anche ad altri agenti indagati, figurano estorsione, arresti illegali e spaccio.
All’udienza saranno presenti il pm Giovanni Tarzia, e Marcello Viola, titolare dell’inchiesta condotta dalla Squadra mobile di Polizia.

