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ANBI: presentati a Roma i progetti strategici per la sicurezza idrica 

Gargano (ANBI) : “Noi oggi offriamo una soluzione: 7 miliardi e mezzo di progetti veri, autentici, definitivi, che vanno nella direzione di dare sicurezza ai cittadini”

ANBI: presentati a Roma i progetti strategici per la sicurezza idrica 

ANBI: presentato il piano da 7,3 miliardi di euro per il futuro infrastrutturale del Paese

Si è svolto oggi a Roma, presso la Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari, l’incontro “Sicurezza idrica e resilienza dei territori: la proposta concreta dei consorzi di bonifica”. L’obiettivo della giornata è stato dare conto delle progettualità presenti nel P.N.I.I.S.S.I. (Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico).

L’evento ha visto la partecipazione di numerosi ospiti istituzionali e accademici, tra essiFrancesco Battistoni (Segretario dell’Ufficio di Presidenza) e Silvio Lai (Componente Commissione Bilancio Camera dei Deputati). Ad arricchire l’incontro con competenze tecniche e scientifiche presenti Massimo Gargano e Francesco Vincenzi, rispettivamente Direttore Generale e Presidente di ANBI, il Professor Attilio Toscano (Ordinario di Idraulica Agraria all’Università di Bologna), Maria Siclari (Direttrice Generale ISPRA), Marco Casini (Segretario Generale Autorità di bacino distrettuale Appennino Centrale) e Donato Gerardo Pasquale (Responsabile Settore Water & Waste Water di Schneider Electric). In conclusione, è stato proiettato il videomessaggio del Ministro per gli Affari Europei, P.N.R.R e Politiche di Coesione, Tommaso Foti. 

I dati che fotografano lo stato del nostro territorio sono travolgenti: negli ultimi vent’anni il dissesto idrogeologico ha generato in Italia danni medi stimati in circa 3,5 miliardi di euro l’anno. A questo si aggiunge l’impatto della crisi climatica sull’agricoltura, con oltre 20 miliardi di euro di danni causati dagli eventi estremi negli ultimi 4 anni.

Come analizzato dall’Osservatorio ANBI sulle Risorse Idriche, in questi primi mesi del 2026 il Paese sta vivendo un vero e proprio paradosso climatico. Da una parte, il Centro-Sud affronta il problema dei bacini troppo pieni e costretti a sversare acqua per evitare pericoli a valle. È il caso emblematico del Molise, dove la diga del Liscione ha dovuto rilasciare fino a 525 metri cubi al secondo, concorrendo all’esondazione del fiume Biferno, o della Puglia e dell’Abruzzo, colpite da nubifragi che hanno ingrossato pericolosamente fiumi e invasi. Dall’altra parte, il Nord (in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna) continua a fare i conti con portate fluviali sotto le medie storiche e con una preoccupante carenza di riserve nivali e idriche, mitigata solo in parte dalle recenti perturbazioni.

Eventi estremi recenti, come la vasta frana di Niscemi, il devastante ciclone Harry abbattutosi al Sud e sulle Isole, e i gravi dissesti di Silvi in Abruzzo, confermano una drammatica condizione strutturale.  Come ha ricordato il Direttore Generale Massimo Gargano è urgente adattare le vecchie infrastrutture idrauliche, pensate per un clima che non esiste più, a un’era caratterizzata da mari sempre più caldi e fenomeni meteorologici violenti.

L’attuale modello di intervento, orientato alla gestione dell’emergenza post-disastro, si traduce in altissimi costi pubblici, inefficienze e una continua esposizione al rischio. Il passaggio a una strategia strutturata di prevenzione è ormai una priorità nazionale irrevocabile. Per questo ANBI e Coldiretti promuovono il “Piano Invasi Multifunzionali”: una rete diffusa di bacini di medie dimensioni progettati sia per mitigare il dissesto idrogeologico, sia per raccogliere e stoccare la risorsa idrica. Un piano che non solo ricarica le falde grazie agli invasi in terra battuta, ma si integra perfettamente con la transizione ecologica, ospitando impianti idroelettrici e fotovoltaici galleggianti.

Analizzando la ricognizione dei progetti presentati nella finestra P.N.I.I.S.S.I. (Ottobre 2025 – Gennaio 2026), i dati da registrare sono cruciali per il futuro infrastrutturale del Paese:

Valore dei progetti presentati: 7,3 miliardi di euro.

Capacità di invaso:+ 1 miliardo di metri cubi.

 –Risorsa idrica risparmiata: + 2 miliardi di metri cubi l’anno.

Energia rinnovabile prodotta: + 1,1 miliardi di kWh l’anno.

CO2 evitata in atmosfera: – 425.410 tonnellate l’anno.

Impatto economico sul territorio: + 1,5 miliardi di euro l’anno.

Nuovi posti di lavoro creati: + 57.120.

Guardando alla distribuzione geografica, parliamo di un totale di 266 progetti multifunzionali così suddivisi: 139 al Nord, 67 al Centro e 60 al Sud e Isole. I settori di intervento progettuale si concentrano su 74 invasi (di cui 48 totalmente nuovi e 26 esistenti adeguati e/o efficientati), 66 derivazioni e 106 adduzioni.  Grande attenzione è rivolta all’energia verde: ben 44 progetti prevedono la produzione di energia rinnovabile (12 tramite fotovoltaico tradizionale, 13 con fotovoltaico galleggiante e 19 tramite idroelettrico). Questo pacchetto energetico genererà 1.100.000.000 kWh/anno e permetterà di evitare l’emissione di 425.410 tonnellate di CO2, equivalenti a togliere dalla strada 92.480 automobili ogni anno.

Il Presidente di ANBI, Francesco Vincenzi, ha ribadito con forza come questi non siano meri numeri statistici, ma progetti concreti e capaci di rispondere ai bisogni del Pese. Il lavoro dei Consorzi è uno strumento essenziale: rafforza la sicurezza idraulica dell’Italia, sostiene un’agricoltura competitiva, protegge le comunità locali, tutela l’ambiente con soluzioni di adattamento climatico e offre al Governo soluzioni già pronte per l’attuazione degli obiettivi strategici.

L’affidabilità del sistema consortile è del resto certificata dalle performance nel P.N.R.R., dove è stato raggiunto il 100% dei target assegnati. Un successo ottenuto nonostante i pesanti rallentamenti dettati da un’eccessiva complessità burocratica che frena energie preziose. Come sottolineato dallo stesso Ministro Foti, le risorse ci sono e i progetti sono sul tavolo: la vera sfida ora è trasformare immediatamente queste opportunità in cantieri aperti.

In conclusione, i consorzi di bonifica e di irrigazione confermano il loro ruolo di custodi e costruttori, attraverso la realizzazione e gestione di opere per la difesa idraulica, la provvista di acqua a uso irriguo e la salvaguardia ambientale. Il loro operato garantisce la sicurezza territoriale, ambientale e alimentare del Paese, contribuendo in tal modo allo sviluppo economico sostenibile delineato dagli obiettivi ESG dell’Agenda 2030.


Le dichiarazioni di Massimo Gargano, Direttore Generale ANBI, ai microfoni di Affaritaliani

La Presidente del Consiglio Meloni, giorni fa, in un’intervista in un quotidiano nazionale, delineando quelli che saranno i tempi che accompagneranno il Paese e anche il suo mandato, parla in maniera molto chiara di tre argomentazioni: la sicurezza, la crescita, l’occupazione. Oggi questi lavori parleranno di crescita, sicurezza ed occupazione e lo faranno anche sotto uno slogan che noi abbiamo voluto unisse tutto, un filo diretto che unisse tutti i nostri rappresentanti, che è quello di “Save the water, not war”, perché quello che è accaduto nel bacino del Nilo e poi quello che è accaduto in Ucraina e quello che sta accadendo ancora oggi, con quei bombardamenti sulle infrastrutture idriche, ci fa dire che il tema della coesione non è un tema banale, ma è un tema che riguarda le nostre regioni, riguarda tutte le utenze, riguarda sostanzialmente questo Paese e la qualità della vita di questo Paese”, ha sottolineato Gargano.

“E noi oggi offriamo una soluzione: 7 miliardi e mezzo di progetti veri, autentici, definitivi, che vanno nella direzione di dare sicurezza ai cittadini, acqua da stoccare per le imprese del Made in Italy, energia da produrre per ridurre la CO2 nell’ambiente e per ridurre i costi dei consorzi di bonifica, quindi una sfida che va esattamente nella direzione richiesta dal Paese”, ha concluso Gargano


Le dichiarazioni di Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, ai microfoni di Affaritaliani


Oltre 7 miliardi di euro di progetti presentati stamattina per aumentare la resilienza idrica del nostro paese. Progetti che servono allo sviluppo del nostro paese, che servono a migliorare quelle che sono le quantità di acqua presenti nel nostro territorio per l’uso umano, per l’uso agricolo ma anche per la produzione di energia elettrica. Proprio per questo all’interno di questi progetti abbiamo moltissimi invasi multifunzionali che darebbero risposte concrete al nostro Paese di fronte alle crisi climatiche che stiamo vivendo”, ha dichiarato Vincenzi.