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ANBI: solidarietà ai territori colpiti dal ciclone Harry, in Sardegna le piogge non bastano
Gargano (ANBI): "Senza un cambio di passo ed una pluriennale programmazione irrigua, l’economia del territorio rischia seriamente di crollare"

ANBI: solidarietà ai territori colpiti dal ciclone Harry, necessarie nuove infrastrutture e invasi. In Sardegna la pioggia non basta
Le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi hanno certamente migliorato il quadro idrico della Sardegna, contribuendo ad alzare i livelli dei principali bacini dopo mesi difficili; il pericolo, però, non è affatto passato e le recenti piogge non rappresentano una garanzia per le prossime campagne irrigue già a partire dal 2026: è questo l’allarme lanciato da ANBI Sardegna, che invita Istituzioni, agricoltori ed opinione pubblica ad evitare facili ottimismi, perché l’acqua caduta migliora la situazione, ma non risolve annosi problemi strutturali.
“Dopo diversi anni di siccità non possiamo permetterci di abbassare la guardia”, afferma Francesco Vincenzi, Presidente dell’ANBI, ricordando come gli enti di bonifica dell’Isola siano stati costretti nel corso dei recenti anni a sostenere costi, interventi e responsabilità extra per dare sollievo alle campagne ed alle aziende in grave difficoltà.
Per Gavino Zirattu, Presidente di ANBI Sardegna, il vero nodo resta la mancanza di una programmazione strutturale in un quadro normativo ormai inadeguato a far fronte alla rapidità dei cambiamenti climatici e che accentra competenze strategiche in un unico ente regionale. Sull’Isola piove pochi mesi all'anno e per questo è necessario installare i contatori per una misurazione puntuale dell'acqua utilizzata, investire nell’efficientamento delle reti idrauliche e completare le interconnessioni tra bacini, dove le condizioni orografiche, economiche ed ambientali lo consentano.
“Senza un cambio di passo ed una pluriennale programmazione irrigua, l’economia del territorio rischia seriamente di crollare", avverte Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, "Serve una visione, che vada oltre la contingenza”.
“Gli enti deputati continuano a formulare pareri negativi alla realizzazione dei tre principali interventi risolutivi, proposti dal sistema dei Consorzi di bonifica per i territori di Nurra, Baronia e Gallura, che stanno pagando a caro prezzo, anche per l’idropotabile, la mancanza di infrastrutture capaci di far fronte alle stagioni siccitose, garantendo la sopravvivenza dell'economia agricola e contrastando lo spopolamento di interi territori. Nel Nord Ovest", spiega Zirattu, "la Nurra deve essere servita dal sistema Coghinas da una parte e dall’altra dal sistema Temo Cuga: solo così si può garantire resilienza e continuità produttiva”.
La chiave per affrontare l’irregolarità delle piogge è creare un sistema idraulico flessibile anche e soprattutto realizzando nuovi invasi, dove servono e sono garantiti tutti criteri di sostenibilità. Conclude il Presidente di ANBI Sardegna: “Non dobbiamo avere paura di realizzare nuovi bacini. I laghi artificiali hanno salvato la Sardegna dalla siccità ed allo stesso tempo hanno svolto un ruolo determinante per la prevenzione del rischio idrogeologico con un efficace effetto di laminazione delle piene; l’estremizzazione degli eventi atmosferici è però maggiore di quando furono realizzati e pertanto vanno adeguati, integrandoli con altri serbatoi, dove necessario”.
