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api 50

di Mario Bonaccorso (www.ilbioeconomista.com)

Dottoressa Balloi, come è nata l'idea della vostra start-up Micro4you?
Micro4yoU è un’azienda, spin-off dell’Università degli Studi di Milano, che opera nel settore delle biotecnologie ambientali, il cui scopo è quello di sfruttare le capacità metaboliche dei batteri per creare prodotti capaci di migliorare la vita dell’uomo. Il concetto che i batteri, se opportunamente ‘gestiti’, possano essere una risorsa capace di fornire un servizio all’uomo è un concetto che già da tempo si è fatto strada nel mondo della ricerca ma che nella realtà comune non è ancora diffuso. Quello su cui Micro4yoU sta puntando è proprio creare prodotti di uso quotidiano a base di batteri “buoni” o di loro componenti. Attualmente siamo attivi in due settori: biorestauro, con il prodotto Micro4Art-solfati; salute animale. In quest’ultimo settore abbiamo brevettato l’uso di un mix di batteri simbionti delle api, per proteggere questi insetti da patologie batteriche e virali. Il brevetto è internazionale, copre Europa, Stati Uniti, Brasile, Messico, Cina e Tunisia. Il prodotto non è ancora in commercio in quanto siamo impegnati nella fase di sperimentazione clinica.

Il tema della conservazione dei beni culturali dovrebbe essere tra le priorità in Italia. Come agiscono i vostri microorganismi e quanto è diffuso il loro utilizzo nel nostro paese?
I batteri che stanno alla base di Micro4Art-solfati sono batteri solfato riduttori, in grado di rimuovere da statue e monumenti le alterazioni causate dallo smog. Questo prodotto potrebbe essere utilizzato in tutti i centri urbani italiani. Infatti, è un’esperienza comune quella di passeggiare per le strade delle nostre bellissime città e imbattersi in statue e monumenti deturpati dalla presenza di croste nere. Quelle croste sono causate dall’inquinamento atmosferico e i nostri batteri sono in grado di rimuoverle selettivamente nel pieno rispetto della superficie trattare, dell’operatore e dell’ambiente.

Sull’altro fronte, perché le api hanno bisogno di probiotici?
Da ornai più di un decennio, in Italia e nel mondo, a causa di diversi fattori fra cui patologie batteriche e virali, si è avuta un’ingente moria di questi insetti che ha causato enormi danni economici sia al settore apistico sia all’intero comparto agro-ambientale. Sfruttando le proprietà probiotiche di alcuni batteri, presenti nell’intestino dell’ape stessa, siamo riusciti a realizzare un formulato microbico in grado di stimolare le difese immunitarie dell’ape e contemporaneamente esplicare un’azione antagonista nei confronti di alcuni agenti patogeni. Test condotti in campo, in alveari sperimentali, hanno dimostrato l’efficacia del prodotto contro una delle patologie più gravi della covata: la Peste Americana. Stiamo ad oggi sperimentando l’efficacia del prodotto anche contro altre patologie e contro gli effetti dannosi dei pesticidi.

Quali sono gli ostacoli burocratici e regolamentari maggiori che una start-up deve affrontare nel vostro campo?
Sicuramente il fatto che i nostri prodotti siano a base di microrganismi implica tutta una serie si passaggi obbligati per dimostrarne, oltre all’efficacia, la safety (sicurezza, ndr). Una così severa selezione garantisce che sul mercato ci siano solo prodotti di qualità e questo è un vantaggio sia per i consumatori sia per i produttori che si vedono impegnati in una leale competizione tra prodotti di qualità. Tuttavia, soprattutto per chi – come noi - focalizza la propria attenzione su prodotti di nicchia, queste regole non sono chiare e spesso l’iter burocratico risulta troppo tortuoso e oneroso.

Qual è la misura urgente che dovrebbe implementare il governo Letta per favorire lo sviluppo della bioeconomia in Italia?
Il governo Letta ha già confermato numerosi provvedimenti rivolti alla bioeconomia nei settori delle energie e fonti rinnovabili e nei biocarburanti. Credo che sarebbe senza dubbio utile porre maggiore attenzione e allocare più finanziamenti verso quei settori più “tradizionali”della economia italiana, come il manifatturiero, l’agroalimentare e l’ambientale nel senso più ampio del termine.

Tags:
micro4youapistar-upbioeconomia

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