Il cambiamenti climatici minacciano i giochi olimpici sulla neve. Già, perché se le cose andranno secondo le previsioni, in 11 dei 19 luoghi che ospitano le gare di neve non ce ne sarà più.
A pronosticarlo è uno studio condotto dall’università di Waterloo (Canada) insieme al Management Center Innsbruck (Austria), secondo cui se le previsioni sul riscaldamento globale si riveleranno esatte, alla fine di questo secolo solo sei delle 19 località che finora hanno ospitato le Olimpiadi invernali saranno abbastanza fredde da consentire di disputare le gare.
Gli scenziati hanno esaminato due possibili scenari (basse ed alte emissioni di gas a effetto serra) e due date, il 2050 e il 2080. Nel 2050, con un riscaldamento globale contenuto, sarebbero 11 su 19 le località che potrebbero riospitare le Olimpiadi invernali, numero che scenderebbe a 10 in caso di un aumento delle temperature più elevato.
Anche nel 2080, nello scenario più moderato, i siti abbastanza freddi da accogliere i Giochi sarebbero 10, ma si ridurrebbero a 6 se il termometro salisse di più.
Tra le località salve c’è Cortina D’Ampezzo. Insieme a lei, Albertville in Francia, Calgary in Canada, St. Moritz in Svizzera, Salt Lake City negli Usa) e Sapporo in Giappone. “L’eredità culturale della celebrazione mondiale degli sport invernali è sempre più a rischio”, rileva l’autore dello studio, Daniel Scott. “Sempre meno località tradizionali per gli sport invernali – conclude – saranno in grado di ospitare le Olimpiadi invernali in un mondo più caldo”.




























