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Nuova strage di balene in Giappone, la prima da quando la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja ha ordinato a Tokyo di mettere fine nelle acque dell'Antartico alla caccia ai cetacei, che nel paese del Sol Levante è considerata un'antica tradizione.

Secondo quanto riferito dall'Agenzia per la pesca giapponese, la flotta delle navi baleniere, partita da Ayukawa in aprile, ha portato a termine la scorsa settimana una missione definita "di ricerca" nel Pacifico nordoccidentale.

La Corte dell'Aja lo scorso marzo aveva ingiunto alle autorità nipponiche di sospendere le attività annuali di caccia alle balene stabilendo che si tratta di un'attività commerciale - come tale proibita da una moratoria del 1986 - mascherata con finalità di ricerca. Il caso portato all'attenzione dalla Corte si riferiva però agli oceani australi, e resta quindi per ora esclusa dall'ambito di applicazione della sentenza la caccia "mascherata" nel resto dei mari. A farne le spese, secondo il resoconto dell'Agenzia giapponese per la pesca, sono stati 16 maschi e 14 femmine di balena, lunghi in media 6 metri.

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