Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Green » Giornata mondiale dell’ambiente: ripristinare gli ecosistemi la vera sfida

Giornata mondiale dell’ambiente: ripristinare gli ecosistemi la vera sfida

L’Onu lancia il decennio del ripristino degli oceani: “La Terra è resiliente ma ha bisogno di aiuto”. Dalle realtà aziendali agli ambientalisti, le iniziative

Giornata mondiale dell’ambiente 2021: anche quest’anno le Nazioni Unite lanciano il grande evento sotto lo slogan #GenerationRestoration, il ripristino degli oceani. “Il degrado degli ecosistemi sta già mettendo a rischio il benessere del 40% dell’umanità. Per fortuna la Terra è resiliente: ma ha bisogno del nostro aiuto”, ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres in occasione del discorso di apertura del World Environment Day. L’obiettivo è semplice: promuovere un’azione ambientale positiva, in grado di sensibilizzare, quante più persone possibili, verso una maggiore tutela del pianeta. La sfida dell’Onu si inserisce all’interno di un “cammino” che dura già da diversi anni: la prima giornata si è tenuta nel 1974 con lo slogan “Only One Earth”.

Nel corso del tempo, il 5 giugno, da “ricorrenza di nicchia” si è trasformato in un piattaforma globale: a oggi è evento che opera una campagna di sensibilizzazione sul tema dell’ambiente in ben oltre cento Paesi del mondo. A fare da apripista quest’anno è il Pakistan, protagonista di una serie di importanti traguardi, tra i quali: il raggiungimento di un miliardo di alberi piantati, il ripristino globale di 150 milioni ettari di terre degradate e deforestate, la creazione di una nuova area marina protetta e il lancio del primo “green bond” nell’ambito dell’iniziativa “Finanza della natura”. 

Inoltre, questa Giornata mondiale dell’Ambiente sarà il momento di avvio del decennio (2021-2030) delle Nazioni Unite sul ripristino dell’ecosistema. Una missione globale che non punta solamente a “riparare”, “ricostruire” aree delimitate del pianeta, bensì impostare una nuova relazione tra uomo e natura: un dialogo e non più uno scontro, capace di creare connessioni ed empatia. Ma per fare ciò- ha ricordato il segretario generale delle Nazioni Unite- Guterres, serve l’aiuto di tutti, nessuno escluso: “Il ripristino dell’ecosistema è un’impresa globale su vasta scala. Significa riparare miliardi di ettari di terra, un’area più grande della Cina o degli Stati Uniti, in modo che le persone abbiano accesso a cibo, acqua pulita e lavoro”. Non c’è più tempo per aspettare, “questo è il nostro momento. Non possiamo tornare indietro nel tempo. Ma possiamo coltivare alberi, rendere più verdi le nostre città, rinaturalizzare i nostri giardini, cambiare la nostra dieta e pulire i fiumi e le coste. Siamo la generazione che può fare pace con la natura. Diventiamo attivi, non ansiosi. Siamo audaci, non timidi. #GenerationRestoration”, ha sottolineato Guterres. Parole positive e di speranza, che spronano verso un “agire” comune:  “Da oggi al 2030, il ripristino di 350 milioni di ettari di ecosistemi terrestri e acquatici degradati potrebbe generare 9.000 miliardi di dollari di servizi ecosistemici, e rimuovere fino a 26 miliardi di tonnellate di gas serra dall’atmosfera. I benefici economici sono dieci volte superiori alla spesa per gli investimenti, mentre non fare nulla è almeno tre volte più costoso che il ripristinare l’ecosistema”, ha concluso il segretario dell’Onu. 

GUARDA IL VIDEO

*BRPAGE*

In occasione di questa giornata mondiale 2021 sono molte le realtà, da quelle aziendali alle associazioni ambientaliste, che hanno messo in campo progetti, iniziative, report, seguendo un filo comune: informare sensibilizzando. Coca-Cola HBC Italia, principale imbottigliatore e distributore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company in Italia, in occasione di questa giornata, nel suo 17esimo rapporto di sostenibilità rivela investimenti, sul fronte ambientale, da oltre 100 milioni negli 10 anni.

L’azienda conferma così il suo impegno nel rendere le sue attività sempre più sostenibili: dalle innovazioni negli imballaggi primari e secondari, tra cui le recenti confezioni in carta 100% riciclabile, e le prime bottiglie  con il 100% di plastica riciclata (rPET), passando per le ottimizzazioni dei flussi logistici e la gestione consapevole delle risorse nel processo produttivo, con un risparmio del 20% di acqua utilizzata per produrre le bevande negli ultimi 10 anni, fino ai punti vendita dei clienti in cui il 63% delle frigovetrine dell’azienda sono eco-friendly, con un riduzione di 3.500 tonnellate di CO2 ogni anno.

O ancora Nespresso scende in campo in questo 5 giugno e rinnova nelle proprie Boutique l’iniziativa volta a sensibilizzare i propri clienti sull’impegno comune per la creazione di una tazzina di caffè ad impatto positivo: chi consegnerà le capsule esauste nelle 57 Boutique dove è attivo il servizio di raccolta in tutta Italia, l’azienda donerà un sacchetto di compost, nato dal caffè esausto, da 1kg, simbolo del programma implementato dall’azienda per recuperare e riciclare le capsule in alluminio. 

“Attraverso questa iniziativa vogliamo da un lato premiare chi già partecipa al nostro programma di economia circolare per il recupero delle capsule esauste e dall’altro continuare a sensibilizzare i nostri consumatori sull’importanza del riciclo delle capsule, non solo per tutelare l’ambiente, ma anche per il valore sociale che il progetto “Da Chicco a Chicco” rappresenta – ha affermato Chiara Murano, Sustainability & Safety Health Environmental Manager di Nespresso Italiana”. “Ci impegniamo concretamente per garantire una gestione responsabile della capsula del caffè, dalla scelta del materiale al suo riutilizzo, perché crediamo fortemente nell’importanza della salvaguardia del patrimonio ambientale e del supporto alla comunità nella quale operiamo, a cui è dedicato il nostro programma “Nespresso per l’Italia” e le iniziative che ne fanno parte come questa”, ha concluso Murano. 

*BRPAGE*

Ma non è tutto. A giocare un ruolo cruciale di sensibilizzazione sono anche le associazioni ambientaliste indipendenti, come Greenpeace. In prima linea da sempre per contrastare i cambiamenti climatici, in occasione della giornata dell’ambiente 2021, l’associazione no profit lancia un progetto tutto nuovo: ripensare un modo “più green” per vivere la città attraverso l’aiuto di una guida navigabile su computer o smartphone. Un supporto digitale che sarà in grado di trovare aree verdi, servizi di bike sharing più vicini, punti vendita di prodotti sfusi o usati, mercati contadini o orti urbani. Ma anche per sapere quali sono le aree cittadine collegate da piste ciclabili, se ci sono ciclofficine nel proprio quartiere, dove trovare fontanelle ed erogatori di acqua potabile, e orientarsi tra parchi, giardini e negozi di artigianato. L’obiettivo, ancora una volta, è chiaro: promuovere uno stile di vita più sostenibile e offrire a cittadine e cittadini uno strumento per ridurre il nostro impatto ambientale, dai trasporti ai consumi. 

L’ecomappa sarà disponibile sul sito dell’associazione e vedrà protagoniste nove città: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna, Palermo, Firenze, Lucca e Pisa. “Oggi 4,2 miliardi di persone, cioè circa il 55% della popolazione mondiale, vive nelle città, centri nevralgici di molte attività economiche ma anche responsabili del 70% delle emissioni globali di gas serra. I lockdown imposti dalla pandemia di COVID-19 ci hanno portato a riconoscere la necessità di ripensare le nostre città, renderle più verdi e sostenibili”, ha spiegato Martina Borghi, portavoce del progetto Ecomappa di Greenpeace Italia.

”Grazie alle nostre volontarie e ai nostri volontari, abbiamo raccolto le soluzioni già esistenti per una vita più sostenibile nei centri urbani e speriamo che questo progetto cresca nel tempo, con la partecipazione di tutte e tutti, ispirando la nascita di nuove abitudini ed esperienze verso città sempre più vivibili”, ha poi concluso la portavoce Borghi. Città più sostenibili che- secondo l’ultimo rapporto Greenpeace- saranno cruciali non solo per la lotta al cambiamento climatico, bensì nella risposta alla crisi economica e sociale in corso.