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ACQUA ARSENICO

di Paolo Fiore

twitter @paolofiore

 

Il mondo ha sete. A ricordarlo c'è il World Water Day, la giornata mondiale dell'acqua. Da undici anni le Nazioni Unite tentano di riportare in superficie un argomento "carsico", capace di scompaire nonostante la sua enorme portata: sono ancora 783 milioni le persone nel mondo che non hanno accesso all'acqua. Una situazione che potrebbe peggiorare nel corso di pochi anni a causa di riscaldamento globale e sovraffollamento. Ma già oggi la situazione è pesante. L'Unicef stima che 2 mila bambini sotto i cinque anni muoiono per malattie diarroiche: nel 90% dei casi avviene per cause direttamente collegate ad acqua contaminata, mancanza di servizi igienico-sanitari o igiene inadeguata. "Ci concentriamo così tanto sui grandi numeri, che spesso dimentichiamo di guardare alle tragedie umane che sono alla base di ogni statistica" ha dichiarato Sanjay Wijesekera, responsabile Unicef per i programmi Acqua e Igiene. "Se 90 scuolabus pieni di bambini che vanno all’asilo saltassero in aria ogni giorno, senza sopravvissuti, se ne sentirebbero parlare ovunque. Eppure è proprio quello che succede ogni giorno per la scarsità di acqua".

Fatti e tragedie che, almeno nel giorno mondiale dell'acqua, vengono ricordate. Grazie anche a decine di iniziative. La più social è quella promossa dall'Acquedotto Pugliese. Per 24 ore, per ogni tweet che includa l'account ufficiale (@AcquedottoP), la società donerà un euro per portare l'acqua potabile in un villaggio del  Burkina Faso. 

Social e digitale sono i protagonisti anche di un'altra campagna, firmata da Saatchi&Saatchi. L'agenzia ha immaginato un mondo senz'acqua nella realtà virtuale del gioco Farmerama. Un mondo ambientato in un 22 marzo 2013 colpito da una profonda siccità. Campi secchi e animali ansimanti cercano una soluzione. Per ora è solo una simulazione. Per evitare che si trasformi in realtà, i giocatori possono donare un contributo a www.farmageddon.eu.

Ma la crisi idrica non è solo Africa e Asia. Anche in Itali ci sono rischi elevatissimi, ancha a causa di "reti idriche che fanno inorridire". Lo dice ad Affaritaliani.it Alfonso Cauteruccio, presidente di Greenaccord. Eppure una politica disattenta ignora il problema: "Di proposte concrete ne ho sentite poche". Per cambiare "un piano di riassetto idrogeologico". Ma non bisogna solo delegare: tocca anche ai cittadini-elettori fare la propria parte. Come? "Ad esempio cambiando regime alimentare".

L'INTERVISTA

Greenaccord 500

La scarsità d'acqua coinvolge tutti ma per molti è un problema che coinvolge solo alcune aree del pianeta. Negli ultimi anni l'Italia sta maturando una nuova consapevolezza?
A voler essere ottimisti, sicuramente il trend può dirsi positivo. Il consumo di acque minerali in bottiglia sta diminuendo, l’utilizzo di soluzioni per il risparmio idrico sta lentamente prendendo piede. Ma i cambiamenti stanno procedendo a ritmi molto più lenti di quelli che sarebbero necessari a scongiurare future crisi idriche. Eventi come la Giornata Mondiale dell’Acqua sicuramente possono essere utili a svegliare le coscienze. Certo, il rischio che dopo un giorno tutto torni nell’oblio è reale.

Sono molte le associazioni che operano sul campo. La politica, invece, sembra poco attenta...
Cerchiamo di non fare di tutta un’erba un fascio. Io parlerei di alcuni decisori politici, alquanto numerosi purtroppo, che stanno drammaticamente sottovalutando i rischi connessi con questo problema. Ma, diciamo la verità, se ci sono politici disattenti è perché gli stessi cittadini-elettori che li eleggono non considerano la corretta gestione delle risorse idriche come una priorità. L’impossibilità di accesso all’acqua è difficilmente immaginabile per i cittadini del Nord del mondo. Ci concediamo il lusso di essere miopi a discapito del benessere delle future generazioni.

Ci sono state proposte concrete che i partiti hanno menzionato nel proprio programma?
Mi sembra che la campagna elettorale recentemente conclusa si sia focalizzata sostanzialmente su tasse e Imu e su poco altro. Un vero peccato perché così i problemi reali del Paese sono stati marginalizzati. Di proposte concrete ne ho sentite davvero poche, anche se non c’è dubbio che alcune forze politiche abbiano al loro interno delle sensibilità molto forti sul tema del risparmio idrico e della gestione delle risorse naturali. Certo, ho paura che la prolungata fase di instabilità politica impedirà di affrontare il problema ancora per parecchio tempo. Per incidere davvero su queste questioni serve la volontà politica ma al tempo stesso un governo stabile che abbia i numeri e la forza per superare lobby e interessi di parte.

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Tags:
acquaambientesprecoemergenza idrica
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