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Messo nell'angolo da una serie di scandali che ne hanno offuscato l'immagine progressista, il presidente Barack Obama tenta di recuperare terreno e rilancia una battaglia su cui molti lo trovano in difetto, la lotta al cambiamento climatico

. Parlando alla Georgetown University, il presidente Usa ha voluto 'bypassare' quanti in Congresso sono scettici sul cambiamento climatico, rimarcando che "il 97% degli scienziati riconosce il surriscaldamento" e che "gli americani stanno gia' pagando il prezzo dell'inazione sul clima". "Dobbiamo agire" ha detto, annunciando una strategia nazionale di lotta alle emissioni di gas responsabiil dell'effetto serra. "Come presidente, come padre e come americano, sono qui per dirvi, che dobbiamo agire". Delineando un piano nazionale per ridurre l'inquinamento atmosferico, Obama ha detto che occorre mettere in atto un "attacco coordinato" contro il cambiamento climatico "per il bene dei nostri figli e delle generazioni future", innanzitutto mettendo fine al fatto che le centrali, specialmente quelle che utilizzano carbone come materia prima, possono riversare "quantita' senza limiti" di emissioni inquinanti.

Il presidente Usa ha ricordato che gli effetti del cambiamento climatico sul pianeta provocano enormi perdite di vite umane ed anche economiche, che vorrebbe una soluzione al problema del clima basata sul mercato e che vuole raddoppiare la produzione di energia da fonti solari e da vento geotermico su terreni federali; ma che il problema richiede attenzione ora. Il piano prevede anche 8 mld di dollari in garanzie governative per prestiti destinati a investimenti su tecnologie che impediscano che il biossido di carbonio prodotto dagli impianti energetici arrivi all'atmosfera; e fissa come obiettivo la riduzione di almeno 3 miliardi di tonnellate metriche di carbonio accumulato entro il 2030 (ovvero piu' della meta' dell'inquinamento annuale da carbone del settore energetico in Usa). Il presidente ha anche bacchettato quanti, molti dei quali siedono al Congresso, contestano il dato scientifico che le emissioni di anidride carbonica contribuiscano pericolosamente al surriscaldamento climatico: "Nascondere la testa nella sabbia potra' farvi sentire pu' sicuri, ma non vi proteggera' dalla prossima tempesta".

E ha chiarito che non si opporra' alla realizzazione del maxi oleodotto 'Keystone Xl' - dal Canada al Nebraska - solo se la sua realizzazione e il suo funzionamento non aumenteranno i gas serra; ma siccome il dipartimento di Stato -che sta mettendo a punto le sue raccomandazioni finali sull'approvazione del progetto- in una bozza del documento risalente a marzo fece trapelare che l'oleodotto non avrebbe avuto una grande impatto sull'ambiente, tutti gli analisti sono concordi nel prevedere che Obama dara' il suo via libera al controverso progetto. Il piano e' basato su un triplice approccio: tagliare l'inquinamento da carbone negli Stati Uniti, mitigare l'impatto del cambiamento climatico e cercare un'azione internazionale per affrontare il problema (si e' impegnato a discutere nuove iniziative con grandi 'inquinatori' come Cina e India). Adesso il presidente ha dato indicazione all'Agenzia per la Protezione ambientale (Epa) di scrivere regole per imporre nuovi standard sulle emissioni inquinanti sugli impianti nuovi ed esistenti. Ma i critici sostengono che il piano potrebbe far disattivare i piu' vecchi impianti a carbone e far quindi crescere i prezzi dell'elettricita' per i consumatori, colpendo in maniera sproporzionata i piu' poveri. Il dettaglio di gran parte della strategia comunque e' poco chiara e molte delle nuove regole potrebbero essere sanzionate dai giudici e quindi essere ritardate nell'applicazione. Obama comunque usera' i suoi poteri esecutivi per far fronte all'inazione del Congresso, dove allignano un diffuso scetticismo e anche il timore dell'impatto economico di tanti sforzi ambientalisti.

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