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"L'Ue usa indicatori ingannevoli sui pesticidi": scatta la denuncia
Agricoltore spruzza pesticida su raccolto

"Bruxelles ci inganna sulla tossicità dei prodotti usati in agricoltura" - La denuncia

 

L'accusa è durissima e arriva da alcune ONG (Organizzazioni non Governative), che puntano il dito proprio contro l'Unione Europea, che, a detta loro, utilizzerebbe degli indicatori ingannevoli, i quali non sarebbero in grado di misurare l'effettivo grado di tossicità finendo con il discriminare l'agricoltura biologica.

Eppure, l'Unione Europea si era impegnata al fine di ridurre l'utilizzo dei pesticidi in agricoltura, dimezzandolo, annunciando un piano che poi è stato "congelato" per via dello scoppio della guerra in Ucraina e delle sue ripercussioni economiche, che riguardano anche i raccolti agricoli.

Leggi anche: Guerra, fallito negoziato per il grano. Von der Leyen: ricostruiremo l'Ucraina

Un report della ONG Global 2000 aveva però posto l'allarme sul fatto che gli indicatori che dovrebbero misurare l'uso dei pesticidi fosse formulato in modo ingannevole. Non solo. L'indicatore sovrastimerebbe anche il rischio delle sostanze naturali utilizzate in agricoltura biologica rispetto alle sostanze sintetiche.

Il Codacons annuncia battaglia: "Segnalazioni di questo tipo portano la nostra Associazione, da sempre in primissima linea per la tutela dell'ambiente e della salute umana, ad attivarsi immediatamente per capire che cosa sta esattamente succedendo", denuncia il Presidente nazionale Marco Donzelli.

"Non è la prima volta che poniamo il riflettore sulla politica europea in tema di sostanze potenzialmente nocive per l'ambiente e per la salute umana, e non ci fermeremo finché non si interverrà nel modo giusto. Per questo motivo segnaleremo l'accaduto all'antitrust e presenteremo una denuncia-querela alla Procura della Repubblica per chiedere indagini approfondite", aggiunge.

L'appello del WWF agli Europarlamentari italiani: "Votate contro la finta tassonomia verde"

Un'altra strigliata all'Europa, arriva dal WWF, che - insieme a molte altre ONG ambientali - chiede agli europarlamentari di respingere il tentativo di classificare il gas fossile e l'energia nucleare come sostenibili dal punto di vista ambientale

"Pensereste mai di inserire in una dieta dimagrante le lasagne o i maritozzi con la panna? Certamente no, se volete sul serio dimagrire", recita il comunicato della ONG. "Eppure, nella notte di San Silvestro 2021, la Commissione UE ha proposto di classificare l'energia nucleare e il gas fossile come 'sostenibili'. Più specificamente, queste due fonti e tecnologie entrerebbero a far parte della sua nuova guida agli investimenti sostenibili, la tassonomia verde. Di conseguenza, miliardi di euro potrebbero essere sottratti all'eolico, al solare e ad altre tecnologie realmente verdi, ingannando gli investitori convinti di aver finanziato un’attività realmente sicura e sostenibile".

Ad un passo dalle votazioni del Parlamento Europeo, il WWF fa appello ai membri del Parlamento Europeo perché votino contro questo inserimento. Secondo la Commissione europea, l'UE nei prossimi dieci anni deve investire 350 miliardi di euro ulteriori ogni anno per raggiungere gli obiettivi climatici al 2030.

"La tassonomia dell'UE è uno strumento chiave per guidare i mercati privati verso questo obiettivo, perché fornisce definizioni appropriate per le quali le attività economiche possono essere considerate (e definirsi) sostenibili, ma avrà successo solo se si baserà su criteri scientifici", continua il WWF.

"Ora la Commissione propone di classificare il gas e l'energia nucleare come investimenti 'sostenibili' nel nuovo 'Atto delegato complementare' alla tassonomia. Ciò potrebbe dirottare miliardi di euro dalle energie rinnovabili e da altre tecnologie verdi verso i combustibili fossili inquinanti e la costosa energia nucleare, rendendo più difficile il raggiungimento degli obiettivi ambientali dell'UE. La tassonomia non impedisce alcun investimento, né obbliga nessuno a investire in alcunché: chiarisce solo quali investimenti sono sostenibili dal punto di vista ambientale. Gli eurodeputati possono quindi respingere l'inclusione di gas e nucleare nella tassonomia, lasciando ogni Stato membro libero di sostenere gas e nucleare con finanziamenti pubblici e privati. In questo modo si eviterà che gli investitori privati e i cittadini siano ingannati e che impieghino il loro denaro in investimenti che ritengono sostenibili quando, in realtà, questi investimenti minacciano la sicurezza energetica dell'Europa e il suo ambiente".

“Se la lista che include gas e nucleare tra gli investimenti verdi verrà bocciata, gli Stati membri e gli investitori privati potranno comunque investire nell'energia nucleare o nel gas fossile. Tuttavia, le persone che vogliono finanziare le tecnologie verdi non saranno tratte in inganno e non investiranno i loro soldi in attività che credono sostenibili, ma che in realtà sono dannose per il clima e l’ambiente”, ha affermato Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia.

Il Parlamento europeo voterà su questa materia tra questa settimana a metà luglio. Dopo una votazione in commissione a giugno, la decisione finale verrà assunta nella sessione plenaria di luglio. Se il Parlamento non lo dovesse respingere, l'Atto Delegato entrerà in vigore e il gas e l'energia nucleare diventeranno ufficialmente "investimenti verdi" - con il timbro di approvazione dell'UE.

"Il gas sta guidando una crisi inflazionistica in Europa. Allora perché l'UE aggiunge carburante al fuoco promuovendo il nuovo gas come investimento 'sostenibile', aumentando così ulteriormente il suo utilizzo? Oggi, l'energia da fonti rinnovabili è molto più conveniente rispetto al gas, quindi le bollette energetiche delle famiglie beneficeranno di una transizione più rapida verso l'efficienza energetica e le energie rinnovabili, piuttosto che da una spinta a tecnologie obsolete e inquinanti", ha concluso Midulla.

 

 

 

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