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Nuovo impianto irriguo a Foce Ongina: 7 milioni dal PNRR per garantire acqua all’agricoltura

Vincenzi (ANBI): “Rilanciamo l’appello agli organi decisori, affinché si dia urgente avvio al Piano Invasi ed a quei progetti”

Nuovo impianto irriguo a Foce Ongina: 7 milioni dal PNRR per garantire acqua all’agricoltura

Crisi climatica, nuovo impianto irriguo a Foce Ongina: 7 milioni dal PNRR per garantire acqua all’agricoltura

Contrastare gli effetti della crisi climatica e proteggere il valore economico delle produzioni agroalimentari della Parma Food Valley, che comprende eccellenze come pomodoro, Parmigiano Reggiano e culatello. È questo l’obiettivo del nuovo impianto irriguo realizzato dal Consorzio della bonifica Parmense a Foce Ongina, nel comune di Polesine Zibello, grazie a un investimento di 7 milioni di euro provenienti dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il comparto agroalimentare della Parma Food Valley genera ogni anno un valore superiore a 12 miliardi di euro, con importanti ricadute economiche e sociali sulle comunità locali e sul territorio. In un contesto segnato da periodi di siccità sempre più frequenti, diventa quindi fondamentale garantire alle imprese agricole e alle colture di pregio infrastrutture efficienti e una disponibilità idrica adeguata, indispensabile per assicurare la continuità delle attività produttive.

“Disporre di una fornitura d’acqua adeguata è indispensabile per garantire la qualità dei prodotti e sostenere la filiera agroalimentare in un comprensorio caratterizzato da produzioni D.O.P. e I.G.P. d’eccellenza” evidenzia Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il P.N.R.R. e le Politiche di Coesione.

L’intervento risponde alle difficoltà incontrate negli ultimi anni nel prelievo dell’acqua dal fiume Po durante le fasi di maggiore siccità. Il Consorzio della bonifica Parmense ha così progettato e completato la riqualificazione dell’impianto di Foce Ongina, superando il precedente sistema basato sulle pompe mobili collocate sull’argine maestro del Grande Fiume.

La nuova struttura è stata realizzata a valle della foce del torrente Ongina, in un tratto dove la profondità massima raggiunge i tre metri e mezzo. L’impianto è dotato di due elettropompe di aspirazione di ultima generazione, ciascuna con una portata di 1.650 litri al secondo, ed è collegato al manufatto preesistente, che è stato riqualificato per ospitare le apparecchiature necessarie al funzionamento delle pompe.

“Ricollocato a valle della foce del torrente Ongina, dove la massima profondità è pari a tre metri e mezzo, l’impianto è dotato di tecnologia avanzata: due nuove elettropompe di aspirazione, ciascuna della portata di 1.650 litri al secondo“, precisa Fabrizio Useri, Direttore Generale del Consorzio della bonifica Parmense. “Il nuovo manufatto è collegato a quello esistente, che è stato riqualificato e nel quale è collocata la strumentazione per il funzionamento delle pompe”.

Grazie alla nuova infrastruttura sarà possibile prelevare acqua anche a livelli più bassi del fiume, mantenendo operativa la fornitura irrigua persino nei periodi caratterizzati da una forte riduzione delle disponibilità idriche. La capacità dell’impianto consentirà di distribuire fino a otto milioni di metri cubi d’acqua all’anno a oltre 11.000 ettari di superfici agricole nei territori comunali di Polesine Zibello, Roccabianca, Busseto e Soragna.

“Grazie a questo nuovo impianto possiamo finalmente superare la gestione emergenziale della crisi idrica, garantendo certezza d’acqua irrigua anche nelle annate più critiche“, sottolinea la Presidente del Consorzio della bonifica Parmense, Francesca Mantelli. “Si chiude così un ciclo, iniziato nel 2022 e che ha visto l’ente consortile attuare strategie ed interventi nell’ottica della prevenzione”.

L’opera si inserisce nel più ampio impegno per rafforzare la capacità dei territori di affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici, sempre più evidenti attraverso la successione di siccità prolungate ed eventi meteorologici estremi. Una sfida che, secondo ANBI, richiede ulteriori investimenti e una programmazione infrastrutturale di lungo periodo.

“L’impianto di Foce Ongina rappresenta una risposta concreta alle criticità causate dalla crisi climatica, ma che da tempo non sono più classificabili come eccezionali“, rimarca Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI ed ANBI Emilia Romagna. “Adesso dobbiamo però già guardare al futuro: per questo rilanciamo l’appello agli organi decisori, affinché si dia urgente avvio al Piano Invasi ed a quei progetti, per un valore complessivo di oltre 7 miliardi di euro, presentati nel P.N.I.I.S.S.I., il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico”.

Anche la Regione Emilia-Romagna sottolinea l’importanza di investire in sistemi irrigui capaci di assicurare continuità alle produzioni agricole e, contemporaneamente, di contribuire alla protezione del territorio. L’intervento di Foce Ongina si colloca infatti all’interno di un programma più ampio di opere idrauliche realizzate o in fase di attuazione sul territorio regionale, per un valore complessivo superiore a un miliardo di euro.

“Di fronte agli effetti sempre più devastanti del surriscaldamento globale e dei cambiamenti climatici, caratterizzati da periodi di prolungata siccità alternati ad eventi meteorologici estremi, abbiamo bisogno di sistemi irrigui efficienti e resilienti, che assicurino risorse idriche alle produzioni agricole e, al tempo stesso, contribuiscano alla sicurezza del territorio“, concludono la Sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna, Manuela Rontini e l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi. “Il nuovo impianto di Foce Ongina, come molti altri interventi realizzati od in corso di realizzazione, rappresenta la capacità di tradurre gli investimenti pubblici in infrastrutture strategiche, contribuendo alla realizzazione di opere idrauliche su tutto il territorio regionale per un valore di oltre 1 miliardo di euro”.

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