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Un traffico internazionale che da Ucraina e Moldavia arrivava in cinque regioni italiane passando per Malta. E' l'organizzazione scoperta dalla guardia di finanza. La Gdf di Pesaro e l'Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche agricole, impegnati nell'operazione "Green War", hanno sequestato 1500 tonnellate di mais ucraino falsamente certificato come proveniente da agricoltura biologica e 30 tonnellate di soia indiana lavorata contenente pesticidi, destinate all'industria dei mangimi.

L'operazione ha coinvolto cinque regioni italiane (Marche, Emilia Romagna, Sardegna, Molise e Abruzzo). Ventitrè le persone indagate. L'accusa è di associazione a delinquere per la frode in commercio. In caso di condanna rischiano pene severe.

Le merci passavano da Malta e, grazie a una società gestita da italiani, entrate all'interno del Paese. Le società coinvolte sarebbero però molte di più: una decina, tra cui quelle moldave e ucraine che curavano l'approvvigionamento delle granaglie e gli enti di certificazione e analisi dei prodotti con sede a Fano e Sassari.

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