Si può finire in carcere per aver detto no ai pesticidi? Sì, si può. E’ quello che potrebbe capitare a Emmanuel Giboulot, un viticoltore francese. L’uomo rischia sei mesi di reclusione e 30 mila euro di multa.
Giboulot, 51 anni, possiede 10 ettari di vigneti in Borgogna, ereditati dal nonno e dal padre. I problemi iniziano quando si diffonde nell’intera regione un’epidemia che mette a rischio non solo le piante, ma anche la fauna del posto. Da qui l’ordine del prefetto: tutti i coltivatori dovranno autorizzare la diffusione di pesticidi capaci di debellare il problema. A questo punto però l’integralista contadino francese si mette di traverso. Dice no alla cura chimica perché è convinto che la medicina (non selettiva) sia peggiore della malattia.
Peccato che questo, in Francia, sia un reato. I contadini non possono opporsi a un ordine del prefetto in campo agricolo perché sarebbe una violazione del “codice rurale” transalpino. Così il viticoltore rischia di finire dietro le sbarre. E non è il primo caso: lo scorso giugno, un coltivatore di Vaucluse, colpevole di aver infranto la stessa legge, è stato condannato e ha evitato il carcere solo dopo aver accettato di utilizzare trattamenti fitosanitari sui suoi vigneti.
