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Recovery, la fetta più grande se la prende il green con quasi 70 miliardi

Il Recovery plan o Pnrr, piano nazionale di ripresa e resilienza, è stato approvato nei giorni scorsi in consiglio dei ministri, dopo un mese di accesi scontri politici, intervallati da molteplici stop e revisioni. Il risultato, composto da 172 pagine di documento, tenta di definire quelle che sono le linee di spesa con le quali il governo italiano potrà rilanciare l’economia nel post-Covid-19.

A pesare, nello scenario complessivo, è la consistente somma di denaro destinata alla rivoluzione verde: quasi 70 miliardi di euro, tra risorse in essere e risorse nuove, suddivise in quattro componenti. Gli investimenti avranno come protagoniste: l'impresa verde e l'economia circolare, la transizione energetica e la mobilità locale sostenibile, l'efficienza energetica e la riqualificazione degli edifici, la tutela del territorio e della risorsa idrica.  

Recovery, gli obiettivi della missione verde

La "rivoluzionze verde" o "transizione verde" è una missione che aspira a raggiungere scopi ben precisi, da realizzare in un arco di tempo che va da qui al 2026. Nello specifico, si legge nel documento, si vuole: rendere la filiera agroalimentare sostenibile, cercando di implementare pienamente il paradigma dell'economia circolare; ridurre le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi 2030 del Green Deal; aumentare la produzione di energia pulita, sviluppando una filiera dell'idrogeno ad hoc, che possa affidarsi su mezzi di trasporto meno inquinanti. Infine è priorità "assicurare una gestione sostenibile della risorsa idrica lungo l'intero ciclo e contrastare il dissesto idrogeologico nazionale". 

Recovery, la transizione ecologica punto per punto 

1- Agricoltura sostenibile e Economia circolare

Due sono i punti a cui la prima componente intende puntare: il conseguimento di una filiera agroalimentare sostenibile, migliorando mezzi e prestazioni climatico-ambientali delle aziende e lo sviluppo di nuovi impianti, sopratutto nelle aree collocate al Centro e Sud d'Italia, per la valorizzazione dei rifiuti in linea col Piano d’azione europeo per l’economia circolare. Un'economia che cerca di rendere il suolo nazionale meno dipendente dall'approvigionamento di materie prime, e di conseguenza più forte e competitiva sui mercati internazionali. Per potenziare gli interventi, fa sapere Energia Oltre, verrà costituito un fondo operativo per far leva sulle risorse del piano. 

2- Energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile

Uno dei ruoli strategici maggiori, all’interno degli obiettivi di sostenibilità del piano, è affidato alle fonti rinnovabili. Priorità in campo in questa seconda componente sono: maggior produzione di energia a basso impatto ambientale, sfruttamento dell'idrogeno verde e rivalutazione del concetto di mobilità sostenibile. Il quasi "impatto zero" verrà raggiunto attraverso una maggior uso della filiera dell'eolico e del fotovoltaico offshore. Mentre l'idrogeno verde, il gas pulito del momento, dovrà essere utilizzato e sviluppato per sette obiettivi diversi. Tra questi, si legge sul Sole 24 ore, anche l’alimentazione delle nuove centrali a gas che verranno realizzate, ad esempio, accanto alle centrali a carbone per consentirne la chiusura senza ridurre la capacità produttiva di energia elettrica in quelle aree. Da ultima la mobilità sostenibile viene rilanciata con un’azione di decarbonizzazione dei trasporti, ponendo particolare attenzione al rinnovo del parco rotabile degli enti locali - che risulta fra i più vetusti dell’Unione europea - e soluzioni green di mobilità pubblica e privata. 

Gli effetti di queste modifiche struttuali, si legge nel documento, aiuteranno al raggiungimento di una riduzione dell'inquinamento locale. A oggi infatti ancora un 3,3% della popolazione italiana vive in aree dove vengono superati i limiti delle sostanze inquinanti (particolati e ossidi di azoto) presenti nell’aria, fissati dalle direttive europee. 

3- Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici

L'efficientamento energetico, si legge nel documento, è stato studiato per valorizzare sia il patrimonio edilizio pubblico che privato, con la relativa messa in sicurezza e digitalizzazione delle strutture. Priorità è data alle scuola, agli ospedali e alle case di edilizia popolare. 

4- Tutela del territorio e della risorsa idrica

Gli interventi della quarta componente spaziano dal campo del dissesto idrogeologico alla forestazione e tutela dei boschi, passando per la  gestione sostenibile delle risorse idriche e delle infrastrutture verdi urbane.

 

 

 

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