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“Salviamo il nostro futuro”, il libro manifesto di Jane Fonda per l’ambiente

"Non possiamo più tornare alla normalità. Dobbiamo andare avanti, muoverci verso un mondo completamente nuovo e diverso. Un mondo che ci permetta di sposare il verde e l’energia sostenibile, in modo che tutti possano vivere in uguaglianza, con un livello di salute migliore, e con la sicurezza del Pianeta"Parola di Jane Fonda, ospite recentemente alla trasmissione “Che tempo che fa” per presentare il suo ultimo libro "Salviamo il nostro futuro", pubblicato in Italia da Aboca Edizioni. 

“Salviamo il nostro futuro”, il libro manifesto dell'icona Jane Fonda

Icona del cinema mondiale, vincitrice di due Oscar e un Emmy, l’attrice americana è anche una delle attiviste più stimolanti del nostro tempo. Ribattezzata la “pasionaria” di Hollywood, dagli anni ’60 non ha mai smesso di combattere le ingiustizie verso le persone e l’ambiente: dalla guerra in Vietnam ai grandi temi del femminismo, fino ai Fire Drill Fridays , i venerdì di protesta contro i cambiamenti climatici a cui ha dato vita nel 2019, guidando da allora migliaia di persone in manifestazioni di disobbedienza civile non-violenta durante le quali Jane è stata anche arrestata (l’ultima volta nel giorno del suo 82esimo compleanno).

"Salviamo il nostro futuro!", nuovo libro di Jane Fonda, si apre con una domanda semplice, ma fondamentale: Cosa posso fare? L’attrice americana, classe 1937 e nota attivista fin dagli anni ’70, inizia il suo libro da una presa di conoscenza. Come superare il fatalismo, quello stato di profondo malessere mentale e fisico chiamato «climate despair», quella sensazione che il cambiamento climatico sia inarrestabile e causerà presto l’estinzione dell’umanità? Come provare a contrastare la crisi ambientale con azioni concrete? Il lavoro della storica interprete di “A piedi nudi nel parco” è un autentico manifesto su cosa voglia dire impegnarsi per il futuro del mondo e delle generazioni a venire.

Un volume narrativo e biografico nel quale intreccia il suo viaggio personale con le testimonianze di esperti, ambientalisti, attivisti che si sono uniti alla sua lotta. Fonda analizza in profondità le questioni cruciali del nostro tempo: la condizione degli oceani e la scarsità dell’acqua, la necessità di leadership femminile, i migranti, i diritti umani, gli effetti della guerra e del militarismo sul clima, la plastica, l’agricoltura sostenibile. Tutte tematiche profondamente legate tra loro e che evidenziano come la situazione che stiamo affrontando non sia soltanto un’emergenza climatica, ma una «crisi empatica e di disuguaglianza» in cui le conseguenze negative dell’inquinamento si riflettono su precisi contesti razziali, economici, di genere e di potere. 

«Qual è il modo giusto per usare il mio megafono adesso che la situazione sta peggiorando così velocemente?» si chiede allora Fonda che, ben conscia del suo privilegio, vuole mettersi al servizio delle nuove generazioni e del pianeta. «Ho tenuto discorsi a molte manifestazioni, ho partecipato alle marce di Greenpeace negli Stati Uniti e in Canada, ho comprato un’auto elettrica, ho smesso di usare plastica usa e getta, riciclo e ho ridotto il consumo di carne rossa. Ma continuavo a sentirmi a disagio» scrive Fonda.

“Salviamo il nostro futuro”, il legame con l'attivista svedese Greta Thunberg

Così, nell’autunno del 2019, frustrata dall’immobilità dei politici e ispirata da Greta Thunberg, fondatrice del movimento Fridays for Future e da Naomi Klein, autrice di Il mondo in fiamme, Jane Fonda ha scelto di mettersi fisicamente in prima linea per protestare contro le politiche ambientali di fronte al Campidoglio, a Washington DC. Ha chiamato queste forme di protesta Fire Drill Fridays, e ha guidato ogni settimana migliaia di persone in una disobbedienza civile non-violenta che l’ha portata a essere arrestata diverse volte. Salviamo il nostro futuro! non è un’autobiografia, ma una call to action che fornisce gli strumenti necessari perché tutti possano fare la loro parte. 

 

Dall’opposizione alla guerra del Vietnam negli anni ’70, l’attrice si è impegnata a supportare diverse cause sociali, politiche e ambientali. È sostenitrice attiva e presidentessa onoraria del movimento femminista V-Day (ispirato a I monologhi della vagina di Eve Ensler), rivolto ad abbattere ogni forma di violenza su donne e bambine, Fonda ha supportato alcuni dei più grandi movimenti americani degli ultimi cinquant’anni. Ma ora forse la battaglia è quella più importante, perché riguarda da vicino il futuro di tutti noi, anche se forse ancora non tutti hanno piena consapevolezza della gravità del problema. Perchè se è vero che circa il 73% degli americani crede nel cambiamento climatico. Ma il 42% non pensa che influirà su di loro durante la loro vita.

In altre parole, abbiamo un'apertura per parlare del problema, ma dobbiamo aiutare le persone a comprendere l'urgenza della crisi.«Ci troviamo di fronte all’ultima occasione nella Storia per cambiare le cose e salvare un numero inimmaginabile di vite e di specie. Non è solo l’ecosistema della Terra che si sta sgretolando, ma tutto il nostro tessuto sociale. Portiamo sulle nostre spalle la responsabilità di un’intera civiltà. È troppo tardi per essere moderati, dobbiamo agire subito!» E’ la sua dichiarazione disperata di “chiamata alle armi”. E questo messaggio si rivolge sopratutto alle donne, perche sono gia il motore del cambiamento. “Le donne si stanno mobilitando per fermare la crisi” ha affermato  la Fonda. “Le donne sono in prima linea nelle soluzioni. I paesi con leader donne adottano risoluzioni sul clima più forti.

“Salviamo il nostro futuro”, il cambiamento climatico è una crisi globale

Il cambiamento climatico è una crisi collettiva che richiede una soluzione collettiva. Le donne comprendono l'interconnessione ", afferma Fonda. "Ecco perché penso che le donne si presentino ai miei Venerdi di protesta. Siamo connessi alla terra e combattiamo per le cose che amiamo. Due terzi delle donne alle nostre manifestazioni sono donne anziane. I venerdì di Firedrill sono per le donne anziane che vogliono mettersi in gioco. Offre loro qualcosa che si sente giusto per loro. " Clinton ha chiesto a Fonda cosa possono fare le persone per portare avanti la lotta al cambiamento climatico. "Guarda le tue carte di credito", disse Fonda. “Chase, Wells Fargo e Union Bank finanziano l'infrastruttura del carbonio. Taglia le tue carte di credito da quelle banche. Invia una foto di questo al presidente della banca. Fermare la pipeline di denaro. I combustibili fossili sono i cattivi numero uno ".

 Nell’ottobre 2019, Fonda è stata arrestata per quattro volte durante le proteste di Fire Drill Fridays al Campidoglio. Il primo arresto è avvenuto l’11 ottobre, insieme a quindici attivisti del gruppo ambientalista Oil Change International: la sua foto in manette mentre indossa l’ormai celebre cappotto rosso simbolo della manifestazione ha fatto il giro del mondo. I motivi di tutte queste azioni sono spiegati proprio all’inizio di Salviamo il nostro futuro!: Da giovane pensavo che l’attivismo fosse come i cento metri, e mi davo da fare giorno e notte sperando che le cose cambiassero in fretta. Da grande ho imparato che è una maratona, e ho rallentato il passo. A ottantadue anni ho capito che non è come i cento metri, e nemmeno come una maratona: è una staffetta. La cosa più importante che possiamo fare oggi noi adulti è affiancare e sostenere le nuove generazioni di ambientalisti pronti a prendere le redini del movimento. Questo libro è dedicato a loro.

 

 

 

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