
Il volo? Liscio come l’olio. Per la prima volta una tratta di linea intercontinentale è alimentata per il 75% da combustibile per aviazione e per il restante 25% da olio da cucina usato. Dall’8 marzo i voli del Boeing 777-200 della Klm che collegano l’aeroporto Jfk di New York con quello di Schipol ad Amsterdam sono alimentati da biocarburante. Un esperimento che presto la compagnia potrebbe replicare su altre rotte per ridurre del 20% le emissioni di Co2 entro il 2020.
Il Boeing decolla grazie alla spinta di olio da cucina riciclato e fornito da SkyNRG, società fondata nel 2009 da Air France Klm Group in collaborazione con North Sea Group e Spring Associates. Il primo volo di linea intercontinentale “a olio” era stato effettuato nel giugno 2011 da Amsterdam a Rio de Janeiro. Adesso quell’esperimento diventa una prassi.
Per il momento sarà difficile usare il biocarburante su altri voli, anche a causa della scarsa disponibilità di olio riciclato. Ma la SkyNRG è convinta si tratti comunque di un primo passo verso nuove fonti di energie alternative. Per l’amministratore delegato di Klm, Camiel Eurlings, “questo traguardo dimostra ancora una volta il nostro ruolo di primo piano nello sviluppo di biocarburanti sostenibili. Dopo essere stati leader per otto anni in questo settore, Klm e Air France stanno ora studiando per individuare ulteriori modalità di riduzione di emissioni di anidride carbonica. Vorremmo ottenere il ‘volo ideale’ e per farlo stiamo unendo tecnologie nuove ad alcune già esistenti”.
